Il calendario corre veloce e il Perugia si avvicina a una delle settimane più importanti della sua storia recente. Da una parte c'è la trattativa per la cessione del club, tema che da mesi tiene con il fiato sospeso l'intero ambiente biancorosso; dall'altra c'è la necessità di programmare il futuro sportivo senza perdere tempo prezioso in vista della stagione 2026-2027 di Serie C.
L'incertezza sul passaggio di proprietà continua a dominare il dibattito cittadino. I tifosi attendono sviluppi concreti, mentre la dirigenza è chiamata a gestire una situazione complessa nella quale convivono esigenze economiche, progettualità tecnica e scadenze federali. La prima data da cerchiare in rosso è quella del 16 giugno, quando il presidente Javier Faroni provvederà all'iscrizione della squadra al prossimo campionato di Serie C.
Un passaggio fondamentale che garantirà continuità al club indipendentemente dagli sviluppi delle trattative in corso. Parallelamente, il lavoro dietro le quinte non si è mai fermato. Il mercato è già entrato nella fase preparatoria e il Perugia sta cercando di individuare i profili giusti per costruire una squadra più competitiva rispetto a quella vista nell'ultima stagione.
L'obiettivo è evitare le sofferenze vissute negli ultimi campionati e riportare il Grifo nelle zone alte della classifica. Tuttavia, è inevitabile che ogni scelta venga influenzata dal quadro societario. Chi entrerà eventualmente nel club potrebbe avere idee differenti, uomini di fiducia da inserire e una strategia diversa rispetto a quella attuale.
Da una parte c'è la necessità di chiudere eventuali negoziazioni, dall'altra la volontà di non arrivare impreparati all'inizio della nuova stagione. In questo scenario si inseriscono le dichiarazioni del direttore generale Hernan Garcia Borras, che ha fatto il punto della situazione intervenendo nella trasmissione "Contropiede" in onda su TRG.
Le parole del direttore generale rappresentano il quadro più dettagliato fornito dal club nelle ultime settimane. Un intervento che ha toccato tutti i temi più caldi del momento: dalla possibile vendita della società fino alle strategie di mercato.
Borras, come riportato da Perugiatoday, ha innanzitutto spiegato le ragioni che hanno spinto la proprietà ad aprire il dialogo con eventuali investitori.
"Siamo venuti per fare calcio, business e portare in alto questa squadra. I risultati non ci hanno premiato anche se abbiamo investito tanto. Le condizioni di salute del presidente ci hanno indotto ad aprire le porte ad altri imprenditori. Ora sta bene, ma non può occuparsi del Perugia a tempo pieno. Ad oggi non ci sono proposte concrete. Del resto sono sempre stato chiaro e trasparente".
Sul fronte delle manifestazioni di interesse, il dirigente ha fornito dettagli significativi.
"Tre e mezzo. Coloro che metterebbero i soldi non sono di Perugia. Marengo? È un amico, ma non è mai stato a Perugia. Certe voci ci creano problemi. Andremo avanti in ogni caso se tutto resta così dopo il primo luglio. Ma sono fiducioso che le negoziazioni si possano chiudere entro questa data. Stiamo parlando con diversi gruppi. Se vendi delle percentuali e questo imprenditore fa cose che non mi piacciono non me ne faccio nulla perché abbiamo un capitale importante nel settore giovanile".
Interessante anche il riferimento al proprio futuro personale.
"Qualora venga una nuova società resterò. C'è però troppa negatività che rischia di allontanare gli imprenditori".
Sul piano sportivo, Borras ha affrontato il tema della permanenza di Riccardo Gaucci e della costruzione della nuova squadra.
"Meglio tenere Riccardo Gaucci? Sì. Non ho un piano B, ma non posso confermarlo perché non si sa se sarà gradito a chi subentrerà, che potrebbe voler portare persone di sua fiducia. Il mercato finisce il 2 settembre e stiamo già lavorando. Come si fa a dire che è in stallo? Vogliamo costruire una squadra che non ci faccia soffrire. Il Salary Cap? La vedo come un'opportunità".
Infine il direttore generale ha affrontato due dossier particolarmente seguiti dal popolo biancorosso: quelli di Valerio Verre e Simone Nepi.
"A Verre ho detto che se non trova squadra entro il 13 luglio potrebbe allenarsi con noi. Mi ha risposto che ne avrebbe parlato con il suo agente. Nepi? Stiamo valutando. Può restare, ma se gioca poco potrebbe chiedere di andare".