03 Apr, 2026 - 16:00

Cesi, piano marketing per il borgo: “Diventiamo porta dell’Umbria tra Monti Martani e Valnerina”

Cesi, piano marketing per il borgo: “Diventiamo porta dell’Umbria tra Monti Martani e Valnerina”

Tiziana Laudadioneo-assessore alla cultura e turismo del Comune di Terni, non ha aperto il fascicolo del Piano quando ha iniziato a parlare. Lo ha indicato, sul tavolo della bct, come si indica una cartina geografica prima di una partenza. Dentro ci sono 20 milioni di euro45 interventi22 soggetti coinvolti. E una scommessa: fare di Cesi non un borgo da cartolina, ma una porta vivente verso i Monti Martani e la Valnerina“È un’iniziativa pilota del PNRR, ha detto l’assessore. “Un progetto che racconta una storia, la storia dei luoghi e della loro trasformazione grazie alle risorse europee”. Pwer il piano di marketing sono previsti investimenti fino a 500 mila euro.

Non si tratta solo di restaurare mura o asfaltare stradine. Qui dentro c’è un cambio di passo culturale: Cesi smette di essere un paese da attraversare e diventa una destinazione turistica e residenziale. I fondi ci sono e le carte sono sul tavolo.

Un borgo-territorio per connettere Terni alla Valnerina

Cosa significa, in concreto, borgo-territorio? Significa guardare la cartina e accorgersi di una evidenza geografica che per anni è rimasta sottoutilizzata: Cesi è la porta d’ingresso verso due mondi. Da un lato i Monti Martani, dall’altro la Valnerina. Non solo natura, ma anche infrastrutture per il turismo outdoor: percorsi per il cicloturismo, interventi su accessibilità e accoglienza. Il Piano di marketing territoriale, elaborato da un raggruppamento di imprese, si sviluppa su assi strategici che mescolano brand identitydigital advertising e incentivi per la ristrutturazione a favore della nuova residenzialità.

“Sta per concludersi la trasformazione di Cesi da paese arroccato a borgo-territorio”, sottolinea Laudadio. E la chiave di volta è proprio la valorizzazione della posizione strategica come accesso naturale ai Monti Martani e alla Valnerina. Non un borgo-isola, insomma, ma un hub di servizi e mobilità lenta. I nuovi percorsi, gli interventi sull’accessibilità e il recupero edilizio disegnano un territorio che prova a trattenere il visitatore e a convincerlo a tornare.

Dallo slogan “Cesi c’è” alla campagna europea: le azioni del piano

E poi c’è il nome. O meglio, il gioco di parole. “Cesi c’è”. Lo slogan scelto per la campagna di marketing territoriale non è un semplice tormentone. “Lega il nome al verbo e lascia intendere che il borgo c’è come realtà viva e vivace che ha molto da offrire”, tiene a precisare la neo-assessore. Un messaggio che prova a fare breccia in due direzioni: verso l’esterno, per attrarre turismo; verso l’interno, per rafforzare il senso di comunità.

La campagna non resterà tra le mura domestiche. La pianificazione è internazionale e raggiunge otto Paesi europei: Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Olanda e Lussemburgo. Fino al 5 aprile, i formati digitali (read, carosello, single image, full screen su app mobile) proveranno a intercettare un target profilato, interessato a arte, enogastronomia, spiritualità e outdoor lifestyle. Non solo web: dal 27 aprile al 10 maggio, 981 schermi tra metropolitane, pensiline e maxi affissioni a Roma e Milano porteranno il volto di Cesi sotto gli occhi di milioni di persone. E poi le uscite su Dove e Bell’Italia, per chi il territorio lo cerca ancora sulla carta patinata.

Il vice sindaco Paolo Tagliavento, presente in sala, non nasconde la soddisfazione per il lavoro di squadra. Accanto a lui, Federico Nannurelli, dirigente del settore Governo del territorio, segue da vicino la partita urbanistica e amministrativa. Perché un piano di questa portata – 20 milioni non sono briciole – richiede che ogni tassello sia al posto giusto: dai cantieri alla comunicazione, dalle bici ai borghi limitrofi.

La seconda fase della campagna è già in calendario per l’autunno. Nel frattempo, Cesi prova a scrivere un capitolo nuovo. “Cesi c’è”, appunto. Non più solo un paese da cartolina, ma un laboratorio di futuro possibile per l’Umbria interna. Quello che resta da vedere, adesso, è se il turista e il nuovo residente risponderanno allo stesso modo. I primi segnali, intanto, si vedono già dai numeri. E stavolta non sono previsioni.

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Federico Zacaglioni
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