24 May, 2026 - 21:00

Ceri Mezzani 2026, corsa spettacolare a Gubbio: caduta drammatica alla Calata dei Neri, poi San Giorgio compie l’impresa in Basilica

Ceri Mezzani 2026, corsa spettacolare a Gubbio: caduta drammatica alla Calata dei Neri, poi San Giorgio compie l’impresa in Basilica

I Ceri Mezzani 2026 hanno regalato a Gubbio una giornata intensissima, carica di adrenalina, emozione e partecipazione popolare.

Migliaia di persone hanno seguito la corsa dei giovani ceraioli lungo le strade del centro storico e sui ripidi stradoni del Monte Ingino, in una Festa che ancora una volta ha saputo fondere tradizione, spirito comunitario e spettacolarità.

Fin dal mattino si respirava nell’aria quell’atmosfera tipicamente eugubina fatta di tamburi, camicie colorate, famiglie ai balconi e ragazzi pronti a vivere il proprio giorno speciale. I Ceri Mezzani, da molti decenni, rappresentano molto più di una semplice “versione ridotta” della Festa del 15 Maggio: sono il passaggio simbolico tra le nuove generazioni e il cuore autentico della tradizione ceraiola.

La corsa del pomeriggio è stata combattutissima, veloce e in alcuni tratti perfino drammatica, ma si è conclusa senza conseguenze gravi nonostante alcuni momenti di forte tensione.

La caduta alla Calata dei Neri

Il momento più delicato della giornata si è verificato durante la discesa della Calata dei Neri, uno dei tratti più difficili e tecnicamente complessi dell’intero percorso.

Qui il Cero di San Giorgio ha perso improvvisamente equilibrio ed è caduto, trascinando nella dinamica anche il Cero di Sant’Antonio. Per alcuni interminabili secondi il pubblico ha trattenuto il respiro mentre i ceraioli tentavano di evitare conseguenze peggiori.

Il Cero di Sant’Antonio, pur coinvolto nell’incidente, è riuscito però a recuperare stabilità, evitando così un impatto più pesante. Più complicata invece la situazione del Cero di San Giorgio, finito a terra tra la confusione generale e le urla della folla.

Nel corso della caduta un giovane ceraiolo di punta sangiorgiaro ha riportato una lieve contusione. Le sue condizioni sono apparse subito rassicuranti, ma la macchina dei soccorsi si è attivata con straordinaria rapidità.

Soccorsi rapidissimi e macchina della sicurezza impeccabile

A impressionare positivamente molti presenti è stata soprattutto l’efficienza dell’apparato di sicurezza e sanitario predisposto lungo il percorso.

Nel giro di pochissimi istanti sono arrivati sul posto i mezzi di soccorso del 118, preceduti da due motociclisti della Polizia Locale e da una pattuglia dei Carabinieri che hanno immediatamente liberato l’area per consentire l’intervento sanitario.

 

Il giovane ceraiolo è stato assistito direttamente sul posto e le sue condizioni sono risultate fortunatamente buone. Solo una lieve contusione e tanta paura, senza alcuna conseguenza seria.

L’episodio ha comunque confermato l’altissimo livello di attenzione organizzativa che accompagna ormai tutte le manifestazioni ceraiole, comprese quelle dedicate ai più giovani. La tempestività dell’intervento è stata sottolineata anche da molti presenti lungo il percorso.

La doppia caduta ai Giardini

Le emozioni non erano però finite. Poco dopo, nella zona dei Giardini, Sant’Ubaldo e San Giorgio sono caduti praticamente insieme in un altro momento di forte tensione.

Anche in questo caso, però, la situazione è stata gestita rapidamente dai ceraioli senza conseguenze per il pubblico e senza ulteriori feriti tra i protagonisti della corsa.

Il clima, nonostante gli episodi, è rimasto quello tipico della Festa: partecipazione, sostegno reciproco e una fortissima tensione agonistica vissuta però sempre dentro lo spirito ceraiolo.

Una salita al Monte senza altre pendute

Dopo i momenti più difficili della corsa cittadina, la salita verso la Basilica di Sant’Ubaldo si è svolta invece in maniera regolare e spettacolare.

I tre Ceri hanno affrontato gli stradoni del Monte con grande determinazione, mantenendo velocità elevate ma senza ulteriori cadute o pendute. Il pubblico assiepato lungo il percorso ha accompagnato i giovani ceraioli con applausi continui, cori e incitamenti.

Particolarmente brillante è stata la prova del Cero di San Giorgio, apparso fortissimo proprio nel tratto finale della corsa, quasi a voler riscattare la caduta della Calata dei Neri.

La tensione è cresciuta metro dopo metro fino all’arrivo davanti alla Basilica.

Finale emozionante: San Giorgio impedisce la chiusura del Portone

Il momento conclusivo ha acceso l’entusiasmo sangiorgiaro. Come nella più autentica tradizione ceraiola, tutto si è deciso negli ultimissimi istanti davanti al Portone della Basilica di Sant’Ubaldo.

Il Cero di San Giorgio è infatti arrivato vicinissimo a quello di Sant’Ubaldo, riuscendo a impedirgli la chiusura completa della porta.

Un finale accolto con un’autentica esplosione di gioia dai ceraioli sangiorgiari, che hanno salutato il risultato con abbracci, cori e grandissimo entusiasmo.

Per molti presenti è stato proprio questo il simbolo della giornata: una corsa durissima, piena di colpi di scena, ma vissuta fino all’ultimo metro con il cuore, il coraggio e la passione che rendono unica la tradizione dei Ceri di Gubbio.

I Ceri Mezzani 2026 si chiudono così con immagini che resteranno a lungo nella memoria degli eugubini: la tensione, la solidarietà immediata nei momenti difficili e infine quell’arrivo sotto la Basilica che ha trasformato la fatica in festa.

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE