In Umbria si registrano ogni anno oltre 200 nuovi casi di celiachia, una patologia autoimmune cronica che richiede l’eliminazione totale e permanente del glutine dalla dieta. Il dato, stabile ma significativo, conferma un andamento in crescita e una prevalenza maggiore tra le donne rispetto agli uomini, in linea con il quadro epidemiologico nazionale.
La necessità di mantenere alta l’attenzione sulla diagnosi precoce, sulla corretta gestione alimentare e sull’informazione scientifica sarà al centro dell’assemblea annuale dei soci di Aic Umbria, in programma domenica 1 marzo dalle ore 10.00 all’Hotel Giò di Perugia.
L’appuntamento rappresenta il momento più rilevante dell’anno associativo. In apertura sono previsti i saluti istituzionali e l’introduzione del presidente Samuele Rossi. Seguirà la presentazione del rendiconto delle attività svolte nel 2025 e del bilancio, che sarà sottoposto all’approvazione dei soci.
Successivamente, il presidente Rossi e la segretaria Marta Sargeni illustreranno le iniziative e i progetti programmati per il 2026, con particolare attenzione al rafforzamento dei servizi di supporto ai pazienti, alla formazione e alla divulgazione scientifica.
"Aic Umbria si adopera da anni in tutto il territorio regionale, grazie all'impegno dei nostri volontari, al sostegno dei celiaci umbri e dei propri familiari. Cerchiamo di diffondere le corrette informazioni sulla celiachia e la dieta senza glutine, unica terapia ad oggi conosciuta", spiega in una nota il presidente Samuele Rossi.
“Ogni anno - prosegue - organizziamo convegni medico scientifici, corsi di cucina rivolti agli Osa (Operatori del settore alimentare) del privato e del pubblico, anche in collaborazione con le Aziende Usl territoriali. Offriamo supporto e sostegno soprattutto ai neodiagnosticati con un servizio dedicato di front office, avvalendoci anche della collaborazione di una dietista esperta in celiachia e dieta senza glutine. L'assemblea regionale è per noi l'appuntamento più importante dell'anno, occasione di confronto e dibattito con i soci e divulgazione di contenuti medici grazie alla collaborazione dei professionisti esperti di celiachia facenti parte il nostro comitato scientifico”.
L’associazione, attiva sull’intero territorio regionale, affianca alle attività di informazione un lavoro costante di sensibilizzazione rivolto agli operatori della ristorazione e del settore alimentare, al fine di garantire maggiore sicurezza e inclusività nella somministrazione dei pasti senza glutine.
La seconda parte della mattinata sarà dedicata agli interventi scientifici curati dai clinici del comitato scientifico di Aic Umbria Aps. Le relazioni verteranno sugli aggiornamenti in materia di diagnosi, sulle implicazioni nutrizionali della dieta senza glutine e sulle principali patologie autoimmuni correlate, in particolare il diabete di tipo 1 e la tiroidite.
In conclusione, il professor Giuseppe Castellucci, le dottoresse Rita Cozzali, Olivia Morelli, Maria Giulia Berioli e il dottor Francesco Valitutti risponderanno alle domande dei soci presenti, offrendo chiarimenti clinici e indicazioni operative.
La celiachia può manifestarsi con sintomi gastrointestinali classici ma anche con segnali atipici o extraintestinali, rendendo talvolta complesso il percorso diagnostico. Una diagnosi tempestiva consente di prevenire complicanze e di migliorare sensibilmente la qualità della vita del paziente.
La dieta senza glutine resta, allo stato attuale, l’unica terapia efficace. Il rispetto rigoroso del regime alimentare consente la regressione dei sintomi e la prevenzione di danni intestinali permanenti. Da qui l’importanza di un’informazione corretta e di un accompagnamento professionale nei primi mesi successivi alla diagnosi.
L’assemblea si concluderà con il pranzo sociale, momento di condivisione e confronto tra soci, volontari e professionisti sanitari. Un’occasione che rafforza il senso di comunità e permette di consolidare il dialogo tra associazione e territorio.
Con oltre 200 nuovi casi l’anno, la celiachia si conferma in Umbria una condizione clinica che richiede attenzione costante, aggiornamento scientifico e una rete territoriale capace di garantire sostegno concreto ai pazienti e alle loro famiglie. L’appuntamento del 1° marzo a Perugia si inserisce in questo percorso di informazione, prevenzione e responsabilità condivisa.