Buio, un motore acceso e movimenti sospetti nel cortile di una villetta. Poi, la manovra improvvisa, il tentativo di fuga e l’inevitabile scontro con l’auto dell’Arma che sbarra la strada. È l’inizio della fine per una presunta banda dedita ai furti, braccata e sgominata dai Carabinieri nella notte a Castiglione del Lago, in provincia di Perugia. I tre, a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata rubata all’estero, hanno tentato l’impossibile per sfuggire al controllo, ma sono stati costretti ad abbandonare tutto: il veicolo, la refurtiva, una pistola scacciacani e un arsenale da scasso. Dopo una caccia serrata, uno di loro, un 32enne albanese senza fissa dimora, è stato raggiunto e arrestato.

Era da poco passata la mezzanotte di ieri quando i militari della Compagnia di Città della Pieve, supportati da un’unità speciale del 6° Battaglione Mobile “Toscana” di Firenze, hanno avvistato l’auto sospetta con targa straniera nell’area residenziale. La perlustrazione, finalizzata a prevenire i reati predatori, si è trasformata in un’azione di forza nel giro di pochi attimi. Mentre un uomo scendeva dal veicolo per introdursi nel cortile di un’abitazione, gli altri due sono rimasti al volante, pronti alla fuga. L’arrivo dei Carabinieri ha fatto scattare l’allarme: i malviventi, nell’estremo tentativo di svignarsela, hanno speronato l’autoradio dei militari. Ma la via di fuga era ormai chiusa. Hanno quindi abbandonato in fretta e furia l’auto lungo la strada, dileguandosi nell’oscurità.

Lasciandosi alle spalle il veicolo, i tre hanno lasciato anche un vero e proprio arsenale del ladro. All’interno, i Carabinieri hanno rinvenuto targhe clonate, una pistola scacciacani funzionante, apparati ricetrasmittenti, numerosi monili e bigiotteria – quasi certamente frutto di precedenti furti – oltre a una vasta gamma di arnesi da scasso: cacciaviti, piedi di porco e frullini. Il veicolo, risultato rubato all’estero, è stato immediatamente sequestrato. Le ricerche dei fuggitivi hanno quindi coinvolto numerosi equipaggi, che hanno setacciato l’area. A pochi chilometri di distanza, il colpo di scena: il fermo di un SUV con a bordo quattro connazionali. Tra loro, i militari hanno riconosciuto uno dei tre fuggiaschi, il 32enne albanese. Durante la perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di circa 3.000 euro in contanti, per i quali non ha saputo fornire una giustificazione plausibile. Anche il denaro è stato sequestrato, ritenuto probabile provento di attività illecite.

Al termine degli accertamenti, per il 32enne il peso delle prove è stato schiacciante. Ritenuto responsabile di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e porto ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere, è stato dichiarato in stato di fermo di indiziato di delitto. Su disposizione della Procura della Repubblica di Perugia, l’uomo è stato associato alla Casa Circondariale di Perugia – Capanne. Il Giudice del Tribunale di Perugia ha poi convalidato il fermo e disposto la misura cautelare della custodia in carcere, accogliendo la richiesta del magistrato requirente. L’operazione, condotta con determinazione, ha tratto un prezioso contributo anche da due Carabinieri originari della zona, entrambi liberi dal servizio e in forza alla Compagnia di Cortona, che hanno supportato i colleghi conoscendo bene i luoghi. Un’azione che ha bloccato sul nascere una probabile serie di furti e ha rimesso in sicurezza il territorio.