13 Jan, 2026 - 21:00

Castel del Piano, rapina in un centro commerciale: arrestato un 15enne, denunciato un 16enne

Castel del Piano, rapina in un centro commerciale: arrestato un 15enne, denunciato un 16enne

Due giovanissimi protagonisti, un intervento tempestivo dei Carabinieri e una vicenda che riaccende i riflettori sul tema della devianza minorile. Quanto accaduto a Castel del Piano, in provincia di Perugia, ha messo a repentaglio la tranquillità di un pomeriggio qualunque all’interno di un noto complesso commerciale, trasformandolo in teatro di una rapina degenerata in violenza. 

Rapina nel centro commerciale: la ricostruzione dei fatti

L’allarme è scattato dopo una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112, che segnalava una rapina in corso all’interno di un esercizio commerciale di Castel del Piano. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Perugia, supportati dal personale della Stazione dei Carabinieri di Castel del Piano. Una sinergia operativa che ha consentito di individuare rapidamente i responsabili: un ragazzo di 15 anni e uno di 16.

Secondo la ricostruzione fornita dalle forze dell’ordine, il 15enne avrebbe sottratto una scatola di petardi da un negozio, tentando poi di dileguarsi. La fuga, però, è stata interrotta dall’intervento del titolare dell’attività commerciale e del figlio, che hanno cercato di bloccarlo. A quel punto la situazione è degenerata: il giovane avrebbe reagito con violenza, aggredendo fisicamente entrambi. In suo aiuto sarebbe intervenuto il 16enne, che con l’obiettivo di facilitare la fuga dell’amico avrebbe colpito il proprietario del negozio.

L’episodio ha richiesto anche l’intervento dei sanitari del 118, che hanno prestato soccorso al titolare e al figlio rimasti feriti durante la colluttazione. Sul piano giudiziario, la posizione dei due minorenni è stata subito definita: il 15enne è stato arrestato con l’accusa di rapina impropria, mentre il 16enne è stato denunciato in stato di libertà per percosse e favoreggiamento personale.

Ultimate le formalità di rito e informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, che ha seguito passo dopo passo l’attività di polizia giudiziaria, il ragazzo arrestato è stato collocato presso il proprio domicilio in regime di permanenza domiciliare. Una misura confermata anche all’esito dell’udienza di convalida, alla luce dei gravi indizi di colpevolezza e del concreto pericolo di reiterazione del reato. Il 16enne, invece, è stato riaffidato ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale.

Cosa dice la legge: reati, responsabilità penale minorile e pene previste

Dal punto di vista giuridico, la vicenda di Castel del Piano chiama in causa diverse fattispecie penali e il delicato equilibrio del sistema di giustizia minorile italiano. Il reato contestato al 15enne è quello di rapina impropria, disciplinato dall’articolo 628 del Codice Penale. Si parla di rapina impropria quando la violenza o la minaccia non sono usate per sottrarre il bene, ma per assicurarsi il possesso della cosa rubata o per garantirsi l’impunità immediatamente dopo il furto. È una fattispecie particolarmente grave, punita - per i maggiorenni - con la reclusione da quattro a dieci anni e con una multa che può arrivare a 2.500 euro, pene che aumentano in presenza di aggravanti.

Nel caso di minori, però, entra in gioco il sistema penale minorile, regolato dal D.P.R. 448/1988, che pone al centro il principio educativo e rieducativo della pena. La responsabilità penale scatta a partire dai 14 anni, ma le sanzioni vengono calibrate tenendo conto dell’età, della personalità del minore e delle sue condizioni familiari e sociali. Le misure applicabili vanno dalla messa alla prova, che prevede un percorso di recupero e responsabilizzazione, fino a misure restrittive come la permanenza domiciliare o, nei casi più gravi, il collocamento in comunità.

Per il 16enne, denunciato per percosse e favoreggiamento personale, il quadro normativo è diverso. Le percosse, previste dall’articolo 581 del Codice Penale, puniscono chi provoca dolore fisico senza causare una malattia nel corpo o nella mente. Il favoreggiamento personale, invece, è disciplinato dall’articolo 378 e riguarda chi aiuta qualcuno a eludere le investigazioni dell’autorità o a sottrarsi alle ricerche. Anche in questo caso, trattandosi di minorenne, l’autorità giudiziaria valuta l’applicazione di misure alternative alla detenzione, privilegiando percorsi educativi.

L’obiettivo dichiarato della giustizia minorile non è solo reprimere, ma prevenire la recidiva e intervenire sulle cause della devianza. Proprio in quest’ottica va letta l’azione congiunta dei Carabinieri e della Procura per i Minorenni, che rappresenta un presidio fondamentale nella tutela della sicurezza dei cittadini e degli operatori commerciali, ma anche un’occasione per intercettare segnali di disagio giovanile prima che si trasformino in percorsi criminali strutturati. Un equilibrio complesso, ma indispensabile, tra fermezza e possibilità di recupero.

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Lorenzo Farneti
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