Torna al centro del confronto il tema dei seggi elettorali ospitati nelle scuole, con Forza Italia che rilancia la richiesta di spostare le operazioni di voto fuori dagli edifici scolastici ogni volta che siano disponibili spazi pubblici alternativi. A riaprire il dossier sono i consiglieri comunali Augusto Peltristo ed Edoardo Gentili, che dopo lo stop arrivato dalla maggioranza di centrosinistra tornano a sollecitare un cambio di impostazione, partendo dal caso di Castel del Piano.
Per i due esponenti azzurri, la questione non riguarda solo l’organizzazione delle elezioni, ma investe anche la continuità della didattica, la tutela del diritto allo studio e la reale accessibilità dei seggi per tutti i cittadini. Un insieme di criticità che, secondo Peltristo e Gentili, impone una valutazione più attenta delle strutture oggi utilizzate per le consultazioni.
La nuova iniziativa si inserisce in una campagna già avviata nel 2025, quando Forza Italia aveva presentato un ordine del giorno per chiedere una revisione dell’uso delle scuole come seggi elettorali. L’obiettivo era quello di ridurre le interruzioni delle lezioni, limitare i disagi per studenti, insegnanti, personale scolastico e famiglie e, allo stesso tempo, individuare soluzioni più funzionali e meno impattanti sul normale svolgimento della vita scolastica.
L’atto, tuttavia, era stato respinto dalla maggioranza di centrosinistra. Una bocciatura che non ha scoraggiato i consiglieri comunali di opposizione, intenzionati a riproporre il tema con maggiore forza, facendo leva soprattutto sulle criticità concrete che emergono in alcuni plessi, come quello di Castel del Piano. Secondo Peltristo e Gentili, infatti, non tutte le scuole sono davvero adatte a ospitare i seggi. Alcune, per conformazione interna e distribuzione degli spazi, finiscono per creare ostacoli evitabili alla partecipazione democratica e per penalizzare in modo particolare le persone con ridotta mobilità.
Il caso di Castel del Piano viene indicato come esempio significativo. Il seggio, spiegano i consiglieri, è collocato all’interno di un plesso scolastico sviluppato su più piani, una caratteristica che rende più complicato l’accesso per anziani, persone con disabilità o cittadini con difficoltà motorie. “Attualmente il seggio è collocato all’interno del plesso scolastico, su più piani, con evidenti difficoltà per anziani, persone con disabilità o con ridotta mobilità. Una condizione che rischia di limitare, nei fatti, il pieno esercizio del diritto di voto”.
Alla criticità rappresentata dal plesso scolastico, i consiglieri di Forza Italia contrappongono una soluzione definita concreta e immediatamente praticabile: individuare nel CVA di Castel del Piano, recentemente ristrutturato, la sede alternativa per il seggio elettorale. Una proposta che, nelle loro intenzioni, consentirebbe di superare le difficoltà attuali senza appesantire ulteriormente l’assetto organizzativo.
Il centro, sottolineano Peltristo e Gentili, avrebbe caratteristiche tali da rispondere in modo più efficace alle esigenze del voto, garantendo al tempo stesso maggiore accessibilità e minori interferenze con l’attività scolastica. Una scelta che, a loro avviso, permetterebbe di conciliare meglio due esigenze entrambe rilevanti: da un lato la continuità della didattica, dall’altro un esercizio del diritto di voto più agevole e inclusivo per tutti i cittadini.
La proposta di “liberare” le scuole dai seggi elettorali non nasce quindi da una contrapposizione ideologica, ma dall’idea che esistano sul territorio altri luoghi pubblici già attrezzati o comunque adattabili per ospitare le operazioni di voto. Secondo i consiglieri azzurri, il Comune dispone di un patrimonio di strutture che potrebbe essere valorizzato meglio, con una scelta più razionale e meno penalizzante per il mondo della scuola.
Per Forza Italia, il punto è la capacità dell’amministrazione di individuare una soluzione che tenga insieme due diritti: quello allo studio, che viene compresso quando le scuole chiudono per le consultazioni, e quello al voto, che deve essere garantito in condizioni di reale accessibilità. “Serve una scelta organizzativa e politica: tutelare il diritto allo studio e rendere il voto davvero accessibile a tutti deve essere una priorità”.