Dal 27 al 29 marzo, Cascia non è stata solo la città di Santa Rita, ma il cuore pulsante dell’atletica italiana. Le fasi finali del Campionato Nazionale di Corsa Campestre del Centro Sportivo Italiano (CSI) hanno trasformato il borgo umbro in un’arena a cielo aperto, segnando un punto di svolta per il turismo sportivo della regione.
Non si è trattato di una semplice competizione, ma di un’invasione pacifica: oltre 1.200 atleti in rappresentanza di 140 società sportive, provenienti da 12 regioni e 40 province. Numeri che raccontano il peso specifico di un evento che ha saputo coniugare l'agonismo d'élite con l'inclusione più pura, grazie alla partecipazione della sezione dedicata agli atleti diversamente abili in collaborazione con il Comitato Paralimpico Italiano.

Il sipario si è alzato venerdì con una cerimonia che ha travalicato i confini del protocollo sportivo per farsi rito collettivo. Il corteo, partito dalla storica Piazza San Francesco, si è snodato fino al sagrato della Basilica di Santa Rita, in un dialogo costante tra la memoria storica dei tamburini medievali e il simbolismo universale della torcia olimpica.
L'arrivo della fiamma, scortata da un atleta del CSI, ha sancito l'unione tra lo sforzo fisico e la dimensione spirituale, un legame suggellato dall’accoglienza del Padre Rettore Giustino Casciano e della comunità agostiniana. La partecipazione degli atleti alla celebrazione eucaristica del sabato ha confermato come, in questa terra, lo sport sia vissuto come un'estensione dei valori umani e spirituali più profondi.
"Siamo orgogliosi di aver ospitato un evento di questa portata - ha dichiarato il sindaco Mario De Carolis - Ringrazio il CSI nazionale, il presidente del CSI Umbria Alessandro Rossi e il suo collaboratore Leonardo Carducci che, insieme all’Amministrazione e alle strutture ricettive del territorio, hanno lavorato per oltre un anno e mezzo per candidare Cascia, riuscendo a ottenere questo importante risultato".

Se la cerimonia ha toccato le corde dell'emozione, il sabato è stato il giorno della fatica vera. Il circuito allestito presso gli impianti della Country House Grand Hotel Elite ha offerto agli specialisti del cross un terreno di sfida "vecchia scuola": un saliscendi tecnico immerso nel verde, capace di esaltare le doti di resistenza e adattabilità. La "vera valle umbra", con le sue pendenze e i suoi fondi naturali, ha restituito l'essenza stessa della campestre, raccogliendo il plauso unanime di tecnici e preparatori.
La domenica, il ritmo è cambiato con la spettacolare Staffetta svoltasi presso il Parco Nicola Zabaglia. Quella che un tempo era una pista ciclabile si è trasformata in un palcoscenico naturale d'eccezione, dimostrando la versatilità delle infrastrutture locali.
Il sindaco De Carolis ha voluto porre l'accento proprio su questa riconversione degli spazi:
"Il Parco Nicola Zabaglia si è rivelato una location di grande valore, con uno scorcio unico sulla città: un luogo che intendiamo valorizzare sempre di più per ospitare eventi e potenziare l’offerta sportiva del territorio. Questo evento conferma che Cascia è pronta ad accogliere iniziative di livello nazionale e non solo".
La chiusura della manifestazione presso il Centro Sportivo Magrelli Active non è stata solo il momento della consegna delle medaglie, ma un'affermazione di identità. Le strutture all'avanguardia del centro hanno accolto un microcosmo fatto di famiglie, dirigenti e istituzioni, dimostrando che la ricettività di Cascia ha ormai raggiunto standard di eccellenza nazionale.
L'analisi dell'assessore Niccolò Sabatini sposta l'attenzione sul valore strategico dell'operazione, che va oltre il dato statistico degli arrivi turistici per abbracciare una visione di promozione territoriale integrata.
"Questo evento dimostra come Cascia sia non solo un punto di riferimento per i ritiri sportivi, ma anche un’oasi naturale, caratterizzata da aria pulita e da un contesto ambientale di grande valore, oltre che un luogo di forte spiritualità. Attraverso lo sport possiamo trasmettere un messaggio di pace e promuovere i valori più autentici e nobili che esso rappresenta, collaborando con realtà come il CSI e con tutte quelle realtà e associazioni che vorranno scegliere Cascia".
In conclusione, i Campionati Nazionali di Corsa Campestre 2026 lasciano in eredità a Cascia una consapevolezza nuova. La città ha dimostrato di poter gestire la complessità logistica di un grande evento sportivo senza smarrire la propria anima. Tra i sentieri solcati dai chiodi delle scarpe da corsa e il silenzio dei luoghi di preghiera, si è delineato un modello di sviluppo dove il benessere fisico, la sostenibilità ambientale e la coesione sociale corrono insieme verso lo stesso obiettivo.