Più 7.292. È il numero che fa dire agli uffici turistici di Terni che questa Pasqua 2026 resterà negli archivi. La Cascata delle Marmore non aveva mai visto una tale folla nei giorni di festa: tra sabato, domenica e lunedì dell’Angelo sono stati staccati 15.806 biglietti, quasi duemila in più rispetto al 2025, quando ci si era fermati a 14.100. E la sola giornata di Pasquetta ha toccato quota 7.292 presenze, una valanga umana che ha riempito belvedere, sentieri e parcheggi. Ma non è solo la cascata a tirare. L’area archeologica di Carsulae ha chiuso il weekend con 827 ingressi, il 30% in più rispetto allo scorso anno. Numeri che, spiega l’assessore al Turismo Tiziana Laudadio, arrivano in un contesto internazionale “difficile, condizionato da conflitti e rincari del carburante”. Eppure l’Umbria, questa volta, tiene botta.
Il dato più interessante, per chi gestisce i flussi, non è solo il numero complessivo. È la distribuzione. Storicamente il Belvedere inferiore (quello più comodo, subito a valle) attirava sette visitatori su dieci. Ora il rapporto è cambiato: 60% inferiore, 40% superiore. Tradotto: il Belvedere superiore - quello che richiede una camminata in più ma offre una prospettiva dall’alto - ha guadagnato terreno.
“Questo vuol dire che il Belvedere superiore ha aumentato, grazie anche ad alcune iniziative specifiche, la propria attrattività”, spiega Laudadio. “E ne traggono beneficio anche gli operatori economici che insistono su quella zona”. Perché dietro a ogni spostamento di flusso ci sono bar, ristoro, piccola ricettività. Una notizia non banale, in un territorio che da anni cerca di allungare la permanenza media del turista oltre lo scatto fotografico.
L’assessore non nasconde le difficoltà di contesto: “Si tratta di dati particolarmente positivi che vanno ad inserirsi in un cambio di gestione, in un quadro difficile del turismo internazionale, condizionato dai conflitti in atto e dalla crisi dei carburanti”. E aggiunge che il calendario delle festività - con i ponti del 25 aprile e del Primo maggio già all’orizzonte - rappresenta “un altro elemento da tenere in considerazione”. Come a dire: il bello deve ancora venire, ma attenzione a non sprecare l’occasione.
Quando si superano le settemila presenze in un giorno, il nodo diventa logistico. E Laudadio lo sa bene. Il problema parcheggi, storico tallone d’Achille della Cascata delle Marmore, si fa sentire soprattutto in una fascia oraria precisa: “Sappiamo che la saturazione nei giorni festivi è quella che va dalle 11 alle 13”. La soluzione, secondo l’assessore, non può essere solo asfaltare nuovo suolo. Si punta su due interventi complementari: l’attivazione della ciclovia e il nuovo collegamento viario Staino-Pentima. “Non escludiamo interventi di potenziamento dei posti auto”, precisa, ma la scommessa è su una mobilità più fluida e sostenibile.
E poi c’è il piano di marketing. A breve sarà pubblicizzato il battello sul lago di Piediluco, un’attrazione che giaceva un po’ in ombra. Ma l’annuncio più atteso riguarda il biglietto unico che collegherà la Cascata, Carsulae e il Caos (il Centro per le Arti Opificio Siri, museo di arte contemporanea e archeologia industriale). “Un sito museale che merita di essere portato all’attenzione dei grandi flussi turistici”, sottolinea Laudadio. L’obiettivo, chiaro, è trasformare la visita a Terni da tappa di passaggio a soggiorno organizzato. E senza dimenticare la scuola: l’offerta didattica per le classi, suddivisa per fasce d’età, ha già dato risultati positivi.
Intanto, sotto la cascata più alta d’Europa, l’acqua continua a cadere con il suo fragore calcolato (le aperture sono regolate da un calendario di rilasci). Ma il vero rumore, in questi giorni di Pasqua, è stato quello dei passi di quindicimila visitatori. Un rumore che, per gli operatori ternani, suona come una promessa.