Non servono proclami né forzature per raccontare un avvicendamento che ha il sapore della naturale evoluzione delle cose. Dentro la sede operativa e ora anche nella nuova presidenza, la Cardinalini spa, pilastro umbro del tessile-abbigliamento, volta pagina senza cambiare libro. Sarà Mara Cardinalini a guidare il Consiglio di amministrazione per il prossimo triennio, raccogliendo il testimone dal fratello Marco, che mantiene la carica di amministratore delegato. Un passaggio di consegne interno, quasi domestico nella forma, ma che nella sostanza proietta una realtà da 130 dipendenti e circa 19 milioni di euro di fatturato dentro una fase di sviluppo sostenuto, di quelle che misurano la solidità di una governance prima ancora che dei bilanci.
La delibera del Cda chiude un cerchio e ne apre un altro, in un momento preciso della vita del gruppo: quello in cui i numeri della produzione si intrecciano con l’operatività del nuovo stabilimento di Acquasparta, 5.700 metri quadrati pensati per aumentare la capacità produttiva e razionalizzare processi che uniscono manifattura, prototipia e progettazione.

Dietro la notizia della nomina non c’è soltanto la continuità di una dinastia imprenditoriale che affonda le radici negli anni Sessanta e che oggi si presenta alla terza generazione. C’è il consolidamento di un modello industriale che ha saputo resistere alle turbolenze del settore moda scegliendo di non snaturarsi: né pura terzista, né semplice laboratorio, Cardinalini si è ritagliata negli anni il ruolo di partner integrato dei principali brand, capace di affiancare alla produzione una forte componente di creatività e sviluppo soluzioni sartoriali. Non un’etichetta di comodo, ma un posizionamento che richiede competenze tecniche difficili da improvvisare e un presidio costante della qualità.
Il Consiglio di amministrazione appena rinnovato - cinque membri, tre donne e due uomini - rispecchia una composizione aziendale dove la presenza femminile è già maggioranza nelle attività produttive, creative e organizzative. Un dato che non stupisce chi conosce la realtà degli stabilimenti tessili umbri, dove il lavoro delle donne ha spesso rappresentato la colonna vertebrale silenziosa della filiera.
“Questa nomina è per me motivo di grande responsabilità e orgoglio. Raccogliere il testimone in famiglia significa custodire una storia importante e, allo stesso tempo, guardare al futuro con determinazione, nel segno della qualità, del rispetto delle persone e della valorizzazione delle competenze, a partire da quelle femminili”, ha dichiarato la nuova presidente Mara Cardinalini.

Per inquadrare la portata di questa nomina senza scivolare nella retorica, basta un numero: secondo gli ultimi dati Unioncamere, in Italia le imprese guidate da donne sono circa il 22 per cento del totale. Una quota in crescita, trainata soprattutto dalle società di capitali, ma che resta significativamente più bassa quando si osservano le realtà manifatturiere strutturate, quelle con decine di dipendenti, contratti di filiera e investimenti immobiliari in corso. È esattamente il perimetro in cui si muove Cardinalini, e il fatto che il vertice sia stato affidato a una donna – per di più in un’azienda dove la presenza femminile è già pervasiva a ogni livello – sposta l’attenzione dal piano delle dichiarazioni a quello dei fatti organizzativi.
L’operazione Acquasparta, con il nuovo insediamento produttivo pensato per aumentare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale dei cicli di lavorazione, è il contesto concreto in cui la nuova governance dovrà muovere i primi passi. Non un semplice avvio di mandato, ma la verifica immediata di una visione industriale che intende competere sulla qualità e sulla capacità di risposta alle richieste di un mercato della moda sempre più esigente in termini di standard, velocità e sostenibilità.
Il Ternano si conferma così territorio di manifattura avanzata, capace di esprimere aziende che non si limitano a eseguire commesse ma costruiscono valore attorno a competenze tecniche e relazioni consolidate con i brand. La partita che attende Mara Cardinalini non è solo quella del governo aziendale quotidiano ma della capacità di traghettare questa eredità familiare dentro le sfide dei prossimi anni, a partire dalla piena messa a regime del nuovo stabilimento e dal presidio di segmenti di mercato dove la competizione non concede margini di errore.