28 Feb, 2026 - 15:30

Emergenza sicurezza al carcere di Terni, Verini e Spinelli: "Non c'è tempo da perdere". L'Osapp diffida il direttore della struttura

Emergenza sicurezza al carcere di Terni, Verini e Spinelli: "Non c'è tempo da perdere". L'Osapp diffida il direttore della struttura

Visita al carcere ternano di Sabbione per il senatore PD Walter Verini e il Capogruppo PD a Terni Pierluigi Spinelli. Dopo i lunghi disordini di domenica scorsa che hanno portato alla devastazione di un'intera sezione, l'allarme rimane alto. La situazione, hanno detto i due esponenti dem all'uscita, "è drammatica" e "richiede interventi immediati".

Verini e Spinelli al carcere di Terni: "Abbiamo toccato con mano una realtà pesantissima" 

"Abbiamo toccato con mano una realtà pesantissima e pericolosa - ha affermato Verini -. Abbiamo anche ascoltato dal Direttore e dalla Comandante l'esposizione di una situazione che richiede interventi immediati". Attualmente ha spiegato il senatore, la sezione dove si sono verificati i disordini è inagibile, con le celle chiuse, senza acqua, luce e riscaldamento che ha determinato il trasferimento di alcuni detenuti. Il nodo è sempre lo stesso: il sovraffollamento e la carenza di organico. A fronte di 430 posti disponibili infatti l'Istituto di pena ternano ospita 600 detenuti.

"Dopo gli inascoltati appelli al Ministro Nordio - ha ricordato Verini - abbiamo parlato con il Prefetto di Terni, che è al lavoro per quanto di sua competenza e con il DAP (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ndr): non c'è tempo da perdere, ci possono essere in ogni momento rischi per la sicurezza interna ed anche esterna al carcere".

Spinelli ha voluto rivolgere un appello alle isituzioni e alle forze politiche di Terni per una mobilitazione collettiva con appelli e atti di indirizzo. "Facciamo sentire la voce di tutta la città - ha esortato - davanti ad una grave emergenza, che viola i principi rieducativi del carcere e mette a rischio lo stesso lavoro della polizia penitenziaria, che svolge in condizioni difficilissime un lavoro davvero complesso".

La denuncia dell'Osapp: "Sezione inagibile ma continua ad essere utilizzata". Parte la diffida

L'allarme arriva anche dai sindacati di Polizia Penitenziaria. La sezione dove è scoppiata la rivolta è inagibile ma, denuncia l'Osapp, la stessa viene comunque utilizzata "violando le norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08)". Con questi presupposti è partita una diffida nei confronti del direttore del penitenziario ternano, Valerio Pappalardo.

Tra i punti portati all'attenzione vi sono le condizioni in cui lavorano gli agenti "tra detriti, impianti elettrici compromessi e condizioni igieniche precarie". Le richieste riguardano l'immediata chiusura della Sezione I e il trasferimento di quanti hanno preso parte alla devastazione, constatando però che "ad oggi - scrivono - non è ancora partito alcun detenuto tra quelli coinvolti nella rivolta".

L'organizzazione sindacale rivolge un ultimatum formale al direttore: "se la Sezione non verrà chiusa immediatamente e i detenuti non trasferiti, l’OSAPP si riserva di coinvolgere Procura della Repubblica, ASL e Ispettorato del Lavoro". La tensione, proseguono, è ormai intollerabile: "Non è accettabile che l’emergenza diventi l’alibi per ignorare la legge e mettere a rischio la sicurezza degli operatori" puntualizzano. 

Il Sappe: "Il personale non può essere lasciato solo". Detenuti ancora in attesa del trasferimento

Anche Fabrizio Bonino, Segretario Nazionale del Sappe per l’Umbria, torna a far presente il permanere di numerose criticità a pochi giorni dalla rivolta. Secondo quanto sostenuto, la gestione successiva ai fatti non sarebbe all’altezza dell’urgenza e punta il dito contro il DAP.

Dopo la protesta, spiega, "la Direzione del carcere e il sindacato avevano chiesto il trasferimento di almeno cinquanta detenuti, con priorità per una decina ritenuti tra i principali responsabili dei disordini. Una richiesta sostenuta anche dal Provveditorato regionale, ma che non avrebbe ricevuto un riscontro tempestivo, con una prima risposta negativa da parte dell’Ufficio detenuti del Dap".

È stato un braccio di ferro al termine del quale, si è arrivati "all’impegno per il trasferimento di almeno dieci detenuti verso altri istituti del distretto Umbria-Marche. Strutture che, però, risultano già gravate da sovraffollamento e da significative carenze di organico". I tempi di risposta, aggiunge il Segretario, sono stati troppo lunghi e gli operatori sono ormai allo stremo. L'appello del Sappe al DAP è di accelerare mettendo in atto "procedure più rapide ed efficaci, in grado di assicurare interventi immediati in caso di emergenza e di garantire maggiore tutela agli agenti e alla sicurezza complessiva degli istituti" concludono.

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Sara Costanzi
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