24 Feb, 2026 - 20:00

Carcere di Terni, il sindaco Bandecchi: "Organici ridotti all'osso, situazione insostenibile"

Carcere di Terni, il sindaco Bandecchi: "Organici ridotti all'osso, situazione insostenibile"

"Alla luce di quanto avvenuto domenica pomeriggio  -ha dichiarato il sindaco Stefano Bandecchi- questa mattina ho telefonato al direttore del carcere per esprimere innanzitutto vicinanza a lui e agli operatori di polizia penitenziaria. Quanto avvenuto è grave e mette a repentaglio la sicurezza degli agenti e degli stessi detenuti. I tentativi di creare disordine e di esasperare la tensione vanno respinti e non possono essere in alcun modo accettati. Detto questo non può sfuggire che la situazione della struttura di Terni non è più sostenibile. C'è un sovraffollamento di almeno 150 unità -ha sottolineato il sindaco- a fronte, peraltro, di grave carenze negli organici della polizia penitenziaria e degli operatori carcerari in generale. È chiaro che questo quadro è solo foriero di tensioni e incidenti e non ha a che fare con la equa espiazione della pena e del recupero previsto dalla nostra costituzione. Come sindaco, come responsabile di tutto il territorio, chiedo che l'amministrazione penitenziaria, il provveditorato regionale intervengano prontamente mettendo fine agli eccessi nelle presenze e operando invece per il potenziamento degli organici".

Carcere di Terni, domenica pomeriggio il far west

Non è stata una protesta, ma una vera e propria ondata di violenza gratuita quella che ha travolto il reparto di media sicurezza del carcere di Terni domenica pomeriggio. Protagonisti della vicenda due detenuti italiani, tra cui un lottatore professionista di MMA trasferito recentemente dal penitenziario di Pisa. La scintilla? Un banale rifiuto amministrativo: i due esigevano il trasferimento immediato in un’altra sezione. Al "no" della direzione, è scattata la guerriglia. Le testimonianze raccolte dal sindacato Sappe descrivono minuti di puro delirio. I due detenuti hanno letteralmente smantellato la cella e i corridoi: brande e termosifoni sono stati divelti dalle pareti e usati come arieti, i vetri blindati dei box agenti sono andati in frantumi e le plafoniere del corridoio sono state strappate. Nonostante la violenza dell’impatto e la "furia distruttiva" messa in atto, il bilancio non registra feriti tra il personale di Polizia Penitenziaria, un esito definito miracoloso vista la caratura fisica degli aggressori.

La gravità dell’accaduto ha spinto il Provveditore regionale di Umbria e Marche, Liberato Guerriero, a recarsi immediatamente sul posto per un sopralluogo. Il caso è diventato subito politico: la governatrice della Regione, Stefania Proietti, ha contattato personalmente il Provveditore per fare il punto sulla sicurezza. Al centro del colloquio, però, non c’è stata solo la cronaca, ma il male oscuro del sistema carcerario: il sovraffollamento.

A Terni la situazione è al limite del collasso. A fronte di una capienza regolamentare di 425 posti, la struttura ospita oggi quasi 600 detenuti. Questo surplus di presenze genera un effetto domino devastante: l’area sanitaria è in affanno e i servizi sociali non riescono più a garantire gli standard minimi di assistenza, esasperando ulteriormente gli animi di chi vive dietro le sbarre.

Agenti allo stremo

In questo clima di tensione perenne, a pagare il prezzo più alto è il personale di sorveglianza. Gli agenti si trovano a operare in condizioni di costante inferiorità numerica, costretti a gestire un'utenza sempre più aggressiva con risorse ridotte al lumicino. L’assessore Fabio Barcaioli, che ha già avviato un tavolo di confronto con il Provveditorato, ha confermato che l'agenda dei prossimi giorni sarà fitta di incontri tecnici. L'obiettivo è urgente: trovare soluzioni concrete per decongestionare la struttura e restituire dignità al lavoro della Polizia Penitenziaria, prima che la prossima esplosione di violenza porti a conseguenze ben più tragiche.

"L'Umbria non può diventare il carcere d’Italia": è questo invece il monito della Presidente della Regione Stefgania Proietti, contro il continuo trasferimento di detenuti da altre regioni. Denunciando una situazione ormai fuori controllo, Proietti ha evidenziato come il sovraffollamento cronico delle strutture umbre metta a rischio la sicurezza di chi vi lavora e risiede. La Presidente ha quindi sollecitato il Governo a bloccare una prassi definita "insostenibile", per evitare il degenerare di disordini e tensioni.

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Emanuele Giacometti
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