05 Mar, 2026 - 16:15

Carcere di Terni, i sindacati comunicano la prosecuzione dello stato di agitazione

Carcere di Terni, i sindacati comunicano la prosecuzione dello stato di agitazione

Il carcere di Terni è ormai una polveriera. La situazione è precipitata in un vortice di violenza quotidiana: aggressioni ai danni del personale, sommosse e atti di autolesionismo sono diventati la tragica normalità di un istituto che viaggia ben oltre la soglia critica di sovraffollamento.

Ma a pagare il prezzo più alto di questo fallimento sistemico sono le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. Gli agenti sono costretti a turni massacranti, spesso doppi o tripli, operando in condizioni di cronica carenza di organico che rendono impossibile garantire la sicurezza minima, per sé e per i detenuti. È un clima di tensione perenne, dove lo stress psicofisico ha superato il limite dell'umana sopportazione. Terni non è più solo un problema burocratico, ma un’emergenza sociale e lavorativa che grida vendetta, un buco nero dei diritti dove lo Stato sembra aver issato bandiera bianca.

Carcere di Terni, il comunicato delle Organizzazioni Sindacali

Questo il comunicato diffuso in data odierna da Sappe, Si.p.pe., Sinappe, Uspp e Uilpa: “Le scriventi Organizzazioni Sindacali, a fronte delle decisioni scellerate assunte dai Superiori Uffici, comunicano la prosecuzione dello stato di agitazione. Tale determinazione è conseguente alle assegnazioni pervenute ieri di ulteriori nove detenuti, collocati fuori distretto come richiesto. La beffa, tuttavia, risiede nel fatto che uno dei partecipanti alla rivolta del 22 febbraio scorso, insieme ad altri istigatori e facinorosi, risulterebbe destinato a rimanere nel circuito di Sabbione. L'indignazione del Personale è motivata dal messaggio che si invia a tali "soggetti", i quali si sentiranno legittimati a porre in essere ulteriori condotte aggressive e intimidatorie nei confronti degli agenti, nella certezza dell'impunità. Con "punizione" non intendiamo riferirci esclusivamente agli aspetti amministrativi o penali, ma al mancato trasferimento di questi detenuti violenti.

Cosa dobbiamo attenderci ora? Che i lavori di ristrutturazione della sezione vengano effettuati con l'ausilio di ditte esterne in presenza di detenuti violenti? Che si proceda con interventi minimi, come già avvenuto per la sezione H dopo la rivolta del 16 giugno scorso, quando i lavori non furono ultimati a causa dell'elevato numero di detenuti presenti? Considerato l'elevato numero di detenuti violenti presenti in ogni sezione del Reparto di Media Sicurezza, è dovere dei Superiori Uffici mettere in sicurezza l'Istituto, evitando di procedere con semplici "rattoppi". Le scellerate decisioni assunte da anni da chi è lontano dalla prima linea hanno portato la Casa Circondariale di Terni al collasso. Cosa si aspettano questi signori dal Personale? Che ci scappi il morto? Nella serata di ieri ci siamo andati molto vicini, in un'altra sezione ormai al collasso: la sezione G, adibita ad accoglienza e isolamento. Qui si è verificato un ulteriore episodio gravissimo. Nella sezione sono attualmente ubicati: detenuti protetti, poiché il reparto di appartenenza è al completo; detenuti invisi al resto della popolazione detenuta; detenuti protagonisti di aggressioni al Personale; detenuti che stanno scontando il regime di cui all'art. 14-bis.

Dopo che alcuni detenuti avevano messo in atto comportamenti turbativi e violenti per l'intera giornata, incendiando e allagando la sezione, nel tardo pomeriggio un detenuto straniero, in isolamento per aggressioni perpetrate in sezione ordinaria, ha tentato l'impiccagione. Solo la prontezza del Personale di Vigilanza ha evitato il peggio: gli agenti sono intervenuti immediatamente, tagliando il laccio rudimentale ricavato dagli indumenti e prestando i primi soccorsi insieme ai sanitari dell'Istituto. Il detenuto è attualmente ricoverato presso il reparto di rianimazione dell'ospedale di Terni. La sezione G, oltre ad essere priva di ogni sistema di sicurezza, compresi impianti antincendio ed aspiratori di fumo, è spesso teatro di eventi critici. Alla luce di quanto sopra, queste OO.SS. si domandano come possano i Superiori Uffici continuare a sottovalutare una situazione come quella ternana. Come possono continuare a chiedere sempre di più ad un Personale provato, costretto a turni che ormai superano le 12 ore giornaliere?”.

 

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Emanuele Giacometti
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