Da domani per i pendolari umbri inizia un nuovo mese di caos ferroviario tra treni cancellati, autobus sostitutivi, deviazioni via Terontola e tempi di percorrenza destinati ad allungarsi anche oltre un’ora. I maxi cantieri di RFI sulla linea Orte-Falconara, previsti fino al 13 giugno tra Foligno e Terni e tra Fabriano e Castelplanio, colpiranno duramente i collegamenti regionali e nazionali verso Roma, Ancona e Milano. Saltano i Frecciargento Ravenna-Roma, vengono deviati diversi Intercity e numerosi regionali saranno sostituiti da bus, con pesanti ripercussioni per studenti e lavoratori. A complicare ulteriormente il quadro ci sono due scioperi nazionali del trasporto ferroviario annunciati per il mese di maggio. Le associazioni dei pendolari parlano di “primavera nera” per l’Umbria e accusano Trenitalia e RFI di avere lasciato il territorio senza alternative adeguate. Nel mirino finiscono soprattutto i tempi di viaggio, i continui cambi di percorso e l’isolamento crescente dei collegamenti umbri verso la Capitale.
Non è la prima volta che i cantieri impongono sacrifici agli utenti della ferrovia umbra, ma stavolta il mix di concomitanze - lavori su due tratti fondamentali della dorsale appenninica e due distinte agitazioni sindacali in meno di quindici giorni - rischia di trasformare l’intero mese di maggio in un vero e proprio calvario per i 12mila pendolari che ogni giorno utilizzano i convogli regionali e a lunga percorrenza. La nota ufficiale diffusa nei giorni scorsi da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) parla di “potenziamento infrastrutturale” e “miglioramento dell’affidabilità della linea”, ma chi prenderà il treno domani mattina si troverà davanti una realtà fatta di orari stravolti, cartelli gialli e corse su gomma.

Il piano dei lavori, consultabile sul sito di Trenitalia e già segnalato dalle stazioni con manifesti e avvisi vocali, prevede due interventi contemporanei e senza soluzione di continuità fino al 13 giugno. Sul versante sud della regione, tra Foligno e Terni, i cantieri riguardano la sostituzione di armamenti e apparati di segnalamento lungo un tratto nevralgico per i collegamenti con Roma. Su quello nord, tra Fabriano e Castelplanio (in territorio marchigiano ma essenziale per i treni che dall’Umbria risalgono verso Ancona e la costa adriatica), le squadre di RFI lavoreranno al consolidamento di gallerie e alla messa in sicurezza di alcuni ponti ferroviari.
L’effetto domino è immediato. I treni regionali che normalmente percorrono l’intera linea Orte-Falconara vengono interrotti o limitati. Secondo il prospetto ufficiale, i collegamenti tra Terni e Foligno saranno garantiti da autobus sostitutivi con tempi di percorrenza che raddoppiano: una tratta che il regionale copre in 35 minuti diventa un’ora e un quarto su strada, con fermate intermedie spesso disagiate. Stessa sorte per la relazione Fabriano - Castelplanio, dove i bus prendono il posto dei treni per l’intera durata dei lavori.
Ma il nodo più spinoso riguarda i treni a lunga percorrenza. Trenitalia ha confermato la soppressione totale dei Frecciargento Ravenna-Roma per tutto il periodo dei cantieri. Un taglio secco che penalizza non solo i viaggiatori umbri diretti nella Capitale, ma anche chi da nord si sposta verso il Lazio. Gli Intercity che collegano Ancona a Roma vengono invece deviati sulla linea lenta via Terontola, con un allungamento dei tempi di viaggio che supera abbondantemente l’ora. Secondo le tabelle diffuse dall’azienda, un Intercity che normalmente impiega 2 ore e 40 minuti da Foligno a Roma arriverà a sfiorare le 4 ore, con cambio di locomotore a Terontola-Cortona e sosta tecnica obbligata.

A complicare ulteriormente un quadro già difficile si aggiungono due scioperi nazionali del trasporto ferroviario che rischiano di rendere molti giorni del mese praticamente impraticabili per i pendolari. Il primo e più vicino appuntamento con le agitazioni è previsto tra stasera e domani e lunedì 18 maggio 2026, una finestra temporale che cade proprio nelle prime fasi di attuazione dei maxi cantieri sulla Orte-Falconara. Secondo quanto comunicato da RFI e dalle organizzazioni sindacali, lo stop coinvolgerà il personale del Gruppo FS, di Trenord e di Italo. L’interruzione inizierà alle ore 21 di domenica 17 maggio e terminerà alle ore 20.59 di lunedì 18 maggio. Di fatto, per chi viaggia nella notte tra domenica e lunedì e per l’intera giornata di lunedì, il servizio ferroviario subirà pesantissime limitazioni, compresi i bus sostitutivi che verranno anch’essi coinvolti nella protesta.
Ma non è finita qui. A distanza di poco più di una settimana è stato indetto un secondo grande sciopero nazionale dei trasporti, questa volta tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio 2026. Per il settore ferroviario la protesta scatterà alle ore 21 del 28 maggio e si protrarrà fino alle ore 21 del 29 maggio. Anche in questo caso, l’agitazione paralizzerà i treni regionali, gli Intercity e l’Alta Velocità per l’intera giornata di venerdì 29 maggio, con inevitabili ripercussioni sulle fasce orarie di punta dei pendolari umbri che si spostano per lavoro e studio verso Roma, Perugia e le città marchigiane.
I sindacati difendono le ragioni della protesta, legate al rinnovo del contratto nazionale e alle condizioni di sicurezza, ma per i pendolari umbri la concomitanza con i cantieri appare inaccettabile. “Due scioperi in meno di quindici giorni, proprio nel momento in cui i cantieri tolgono già metà dei treni - commentano le associazioni dei pendolari umbri - è un colpo durissimo per chi ogni giorno deve andare a lavorare o a studiare. Così l’Umbria diventa un’isola”.

Le associazioni dei pendolari umbri denunciano da settimane la mancanza di piani alternativi credibili da parte di RFI e Trenitalia. I bus sostitutivi, secondo quanto rilevato dalle stesse associazioni, non sono adeguati al numero di passeggeri e le coincidenze con i treni a lunga percorrenza non sono garantite. “A Foligno - raccontano alcuni pendolari sui social - ci si ritrova a fare la spola tra binari e parcheggi per bus senza personale informativo. Durante i lavori precedenti molti hanno perso ore per capire dove prendere il sostitutivo. Ora si ripete, e senza nemmeno i Frecciargento come alternativa”.
Un’altra voce critica arriva dai sindacati che parlano di “vergogna programmata”: “I cantieri erano noti da mesi - fanno sapere gli autoferrotranvieri - eppure nessuno ha pensato a un potenziamento straordinario dei bus o a una riduzione dei tempi di percorrenza via Terontola. Si scarica tutto sui lavoratori e sugli studenti. E con due scioperi in calendario, maggio diventa un mese lost per la mobilità umbra”.
L’università e gli uffici pubblici di Perugia, Terni e Foligno si preparano a un maggio complicato. Gli studenti pendolari che dall’Umbria meridionale raggiungono l’ateneo del capoluogo dovranno aggiungere fino a 50 minuti a tratta per l’intero periodo dei cantieri, con ulteriori disagi nelle giornate di sciopero. Per chi invece da Foligno o Spoleto si reca a Roma, il problema diventa strutturale: senza Frecciargento e con Intercity deviati, l’unica opzione per non perdere la mattinata di lavoro è anticipare la partenza alle 5.30, con arrivo in ufficio comunque dopo le 9. Nelle giornate di sciopero, invece, molti pendolari si troveranno costretti a ricorrere all’auto privata, congestionando ulteriormente le strade umbre.
La Regione Umbria ha annunciato per domani un sopralluogo tecnico congiunto con RFI e Trenitalia, ma senza al momento ipotizzare ristori o indennizzi automatici per gli abbonati. Le associazioni dei consumatori invitano a conservare i biglietti e i titoli di viaggio per chiedere il rimborso parziale a fine mese, come previsto dalla Carta dei servizi. Per i pendolari umbri, tuttavia, il rimborso non basterà a restituire le ore perse.
Fino al 13 giugno, e con due scioperi nazionali nel mezzo, per chi viaggia in Umbria su rotaia l’unica certezza sarà l’incertezza. E la “primavera nera”, temono i pendolari, potrebbe essere solo l’antipasto di un’estate di altri cantieri.