30 Jun, 2026 - 16:45

Caos cantieri sulla Statale 675, l'Umbria Sud rischia l'isolamento: Bandecchi sfida Anas e convoca il Ministero

Caos cantieri sulla Statale 675, l'Umbria Sud rischia l'isolamento: Bandecchi sfida Anas e convoca il Ministero

Le auto incolonnate sotto il sole dell’Umbria meridionale non sono più soltanto una questione di traffico, ma un’emergenza strutturale che rischia di tagliare fuori la regione dalle grandi direttrices economiche e turistiche del Paese. Lungo la strada statale 675, nel tratto nevralgico che unisce Terni a Orte e si immette verso l’E45, la viabilità è ormai giunta a un punto di non ritorno, esasperata da mesi di corsie ridotte, deviazioni perenni e cantieri che sembrano non finire mai. Di fronte a un blocco che paralizza pendolari e imprese, la Provincia di Terni ha deciso di rompere gli indugi: il Presidente Stefano Bandecchi ha preso carta e penna e ha scritto direttamente ai vertici di Anas, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Umbria e all’Unione nazionale consumatori Umbria, pretendendo la convocazione immediata di un tavolo di crisi interistituzionale. Due le condizioni non trattabili portate sul tavolo: una mappa trasparente e aggiornata di tutti gli interventi e un cronoprogramma vincolante, con date certe sulle opere in corso e su quelli future, per frenare l’impennata di incidenti e l'emorragia economica del territorio.

Emergenza viabilità sulla statale 675: l'ente provinciale esige da Anas trasparenza sui tempi e sicurezza per i viaggiatori

La pazienza istituzionale si è esaurita nei chilometri di asfalto interrotto che collegano il comprensorio amerino-narnese al resto del Paese. Stefano Bandecchi ha formalizzato il malcontento di un intero territorio, aggravato dal fatto che i flussi legati alle opere di risanamento della pavimentazione stradale costringono gli automobilisti a marciare a una sola corsia. “La situazione sta diventando insostenibile, servono un cronoprogramma aggiornato e misure di sicurezza per chi viaggia. Rischio isolamento turistico ed economico”, attacca senza mezzi termini il capo di Palazzo Bazzani nella missiva inviata oggi, 30 giugno.

Il flusso deviato invade sistematicamente le arterie secondarie, costringendo anche i trasporti pesanti ed eccezionali a ripiegare su una rete stradale provinciale che non possiede la struttura adatta per reggere una simile mole di traffico. Una situazione di pericolo evidente, confermata dai troppi tamponamenti e dai gravi sinistri, anche mortali, registrati sul raccordo negli ultimi anni.

L'affondo di Bandecchi contro Anas e la trappola dei cantieri infiniti che isolano l'Umbria meridionale

L'affondo del Presidente della Provincia mette sotto accusa la gestione complessiva dei lavori eseguiti da Anas. Nella lettera, viene ricordato con durezza come la Ss 675 sia una direttrice stradale vitale e come la sua parziale paralisi stia conducendo a un “drammatico isolamento dell’Umbria, anche sotto il profilo turistico, quindi economico”. Una condizione insostenibile per la comunità locale e per i tantissimi utenti che ogni giorno si trovano a percorrere queste tratte per motivi di lavoro o studio.

L’iniziativa del vertice di Palazzo Bazzani non nasce isolata, ma è la diretta conseguenza dell'approvazione all'unanimità, lo scorso 25 giugno, di una specifica mozione in Consiglio provinciale. L'atto d'aula, intitolato “Criticità lavori Anas Ss 675 (tratto Amelia-Narni e svincolo San Gemini)”, ha sancito il formale giudizio di insoddisfazione dell'amministrazione provinciale nei confronti delle risposte precedentemente fornite da Anas, ritenute generiche e prive di elementi d’urgenza concreti.

Il documento approvato impegna la presidenza a chiedere un'interlocuzione rafforzata e la pubblicazione di ogni singola fase delle lavorazioni. La lettera ufficiale firmata da Bandecchi è stata inviata per conoscenza anche a tutti i consiglieri provinciali e ai Sindaci del territorio ternano, per blindare politicamente la richiesta del tavolo tecnico permanente.

Dalla mozione bipartisan in Consiglio provinciale alla diffida dei consumatori alla Procura di Terni

A innescare la reazione della politica locale era stata, a sua volta, la formale diffida presentata il 18 giugno dall’Unione Nazionale Consumatori Umbria (UNCU). L'associazione, che agisce a tutela del diritto alla sicurezza stradale dei cittadini, ha intimato ad Anas, Regione e Provincia, depositando l'atto anche presso la Procura della Repubblica di Terni, di consegnare entro trenta giorni un cronoprogramma dettagliato e completo di tutti i cantieri aperti sul raccordo Terni-Orte.

Secondo i rilievi dei consumatori, infatti, il tratto viario resulta interessato da cantieri pressoché permanenti da oltre quattro anni, con scambi di carreggiata e restringimenti gestiti in condizioni di elevata pericolosità. L'UNCU ha chiesto l'adozione immediata di provvedimenti straordinari per mitigare il rischio incidentale e ripristinare flussi veicolari dignitosi.

A livello comunale, i primi segnali d’allarme erano stati lanciati già il 30 maggio da Gianluca Filiberti, consigliere provinciale di Alternativa Popolare e Vicesindaco del Comune di Lugnano in Teverina. Gianluca Filiberti aveva trasmesso ad Anas una richiesta di chiarimenti sui disagi legati al viadotto Castagnola e allo svincolo di San Gemini. La società stradale aveva risposto ipotizzando la chiusura dei cantieri entro la fine del 2026, ma senza fornire alcuna pianificazione verificabile per fasi, una replica giudicata del tutto inadeguata rispetto ai disagi quotidiani della cittadinanza.

Strade provinciali al collasso e sicurezza stradale a rischio: il dibattito tra i consiglieri di Palazzo Bazzani

Durante l'ultimo dibattito in aula a Palazzo Bazzani, l'intero emiciclo ha espresso forte preoccupazione per la tenuta del sistema dei trasporti umbro. Il consigliere Marsilio Marinelli (Nuova Provincia Terni), richiamando le recenti posizioni della Regione, ha avvertito che l’isolamento del territorio rischia di diventare totale, poiché le criticità stradali si sommano ai disservizi cronici del comparto ferroviario. Una visione condivisa dalla collega di gruppo Nicoletta Valli (NPT), che ha evidenziato come il problema investa ormai l'intera vita sociale ed economica delle comunità locali.

Dal punto di vista operativo, l'esponente di Forza Italia Francesco Maria Ferranti ha chiesto che il futuro tavolo istituzionale non si limiti a raccogliere dati, ma imponga ad Anas il rispetto dei calendari anche attraverso l'applicazione di severe penali in caso di ritardo.

Le critiche più severe sono arrivate sulla gestione ripetitiva delle manutenzioni: sia Cinzia Fabrizi (Gruppo Misto) sia Marco Bruni (Fratelli d'Italia) hanno sollevato forti dubbi sui motivi per cui i cantieri tornino ciclicamente a insistere sui medesimi tratti stradali a brevissima distanza di tempo. “Non si capisce come sia possibile che nell’arco di poco tempo si ritorni a fare i lavori sugli stessi tratti dove si era già intervenuti. Quello che occorre a questo punto è un’azione istituzionale concreta ma anche forte e decisa”, ha rimarcato in aula Marco Bruni. L'obiettivo della Provincia, ora, resta quello di stringere i tempi con il Ministero per ottenere controlli rigidi sulla segnaletica e accelerare la fine dei lavori.

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Federico Zacaglioni
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