08 Jun, 2026 - 18:10

Cantiere Comune Terni: ritirata la relazione della Commissione Garanzia sulle asfaltature dopo il niet del sindaco Bandecchi

Cantiere Comune Terni: ritirata la relazione della Commissione Garanzia sulle asfaltature dopo il niet del sindaco Bandecchi

Il “Cantiere Comune”, uno dei progetti simbolo dell’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Bandecchi, finisce al centro di uno scontro politico e amministrativo che costringe la Commissione Garanzia e Controllo a un passo indietro e a un supplemento di istruttoria.

La seduta si chiude infatti con il ritiro della relazione della Quarta Commissione controllo e garanzia e il rinvio dell’atto, dopo un confronto segnato da accuse pesanti e divisioni trasversali. La relazione, approvata all’unanimità in commissione, metteva in dubbio la sostenibilità economica del modello scelto dal Comune per la manutenzione stradale, evidenziando l’assenza di un piano tecnico finanziario e di strumenti di verifica sui costi. Un impianto che le opposizioni hanno utilizzato per attaccare la giunta. Ma la risposta dell’esecutivo è stata durissima. Il neo assessore ai lavori pubblici Sergio Anibaldi ha contestato metodo e contenuti della nota, accusando i commissari di aver quantomeno equivocato le sue spiegazioni e quelle del dirigente Nannurelli, e ha difeso la scelta come cambio strutturale nella gestione del servizio. Il sindaco Bandecchi ha alzato ulteriormente i toni, parlando di analisi sbagliate e dati errati. La maggioranza alla fine ha fatto muro e imposto il rinvio. 

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L’atto d’accusa della Commissione Garanzia e Controllo e l’affondo delle opposizioni sulla reale convenienza del modello

L’istruttoria della Quarta Commissione, presieduta dal capogruppo di Forza Italia Francesco Ferranti, muoveva dal dubbio sulla reale convenienza economica dell'internalizzazione del servizio. Le conclusioni lette in aula sono state trancianti: dalle audizioni dei dirigenti non sarebbe emersa “alcuna valutazione tecnico-economica formalizzata attraverso un documento” che attestasse preventivamente la convenienza del “Cantiere Comune”.

Le opposizioni hanno cavalcato la relazione per colpire la giunta. Il consigliere Cecconi ha ricordato le passate promesse di sconfiggere ogni buca con forze interne, evidenziando il contrasto con la volontà attuale di accendere un mutuo milionario. Più duro il consigliere Verdecchia, che ha definito i 738.000 euro spesi per i mezzi una semplice “vetrina elettorale”, calcolando l'impennata dei costi chilometrici con il futuro mutuo da 30 milioni di euro. Durante il suo intervento anche una sospensione per le critiche avanzate da un cittadino, che è stato accompagnato fuori dall'aula dai vcigili urbani. Anche il consigliere Pastura ha rincarato la dose, rilevando come il progetto abbia coperto appena il 6% dei lavori complessivi, lasciando il restante 94% alle esternalizzazioni.

La linea difensiva dell’assessorato ai Lavori Pubblici: il paradigma del modello ibrido contro la lente ragionieristica

A smontare l'impianto della relazione è intervenuto il neo assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi, censurando il metodo dei commissari e parlando di una “lettura parziale e fortemente orientata politicamente”.

Anibaldi ha rivendicato la rottura di un vecchio paradigma che aveva privato l'ente della propria capacità operativa, criticando l'approccio esclusivamente “ragionieristico e prestazionale” applicato al “Cantiere Comune”. “Non abbiamo mai descritto il Cantiere Comune come una sostituzione totale del mercato”, ha puntualizzato l’assessore, delineando invece un modello strategico di tipo ibrido, in cui le grandi asfaltature rimangono affidate ai privati, mentre il personale interno interviene sulla manutenzione diffusa e sulle emergenze. L’esponente della giunta ha inoltre evidenziato una palese contraddizione logica nel documento portato in aula dal presidente Francesco Ferranti: il testo include stime di efficientamento fornite dagli uffici tecnici, per poi concludere, paradossalmente, sostenendo l'inesistenza di strumenti valutativi. L'assessore ha infine ricordato come nessuna normativa imponga la redazione di un business plan industriale per il potenziamento del personale operaio di un Comune.

L’intervento del sindaco Stefano Bandecchi e il voto d'aula che azzera il lavoro dell'organismo di controllo

Se l'assessorato ha scelto l'argomentazione tecnica, il sindaco Stefano Bandecchi ha optato per lo scontro frontale. Il primo cittadino ha rigettato le conclusioni della commissione definendo l'analisi sbagliata nei metodi e nei dati: “L'analisi che avete fatto è sbagliata come sono sbagliati alcuni dati che avete detto. Non c'è nessuna analisi precedente? Forse l'avete chiesta alle persone sbagliate”. Bandecchi ha difeso l’investimento di 750.000 euro per i macchinari, evidenziando un ammortamento ventennale da 35.000 euro annui basato su precise analisi di mercato rispetto ai 470.000 euro precedentemente spesi per l'asfalto a freddo. Il primo cittadino non ha risparmiato attacchi pesanti ai consiglieri di minoranza, accusati di confondere la manutenzione ordinaria con i mutui strutturali.

All'intervento del sindaco hanno fatto poi seguito quelli della maggioranza con i consiglieri Batini, Consalvi e Sterlini, e il rilievo della consigliera Fabrizi (Misto) sull'anomalia del voto in commissione che aveva visto d'accordo anche i commissari di Alternativa Popolare. Infine, il presidente della Quarta Commissione Francesco Ferranti ha accettato il ritiro della relazione. L’aula ha sancito il rinvio con 18 voti favorevoli e un astenuto.

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Federico Zacaglioni
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