Un applauso corale, forte e compatto, ha preso il posto del tradizionale conteggio delle schede nell'aula della Camera di Commercio dell’Umbria. Si apre sotto il segno della massima coesione istituzionale il mandato 2026-2031 dell'ente economico regionale, che ha confermato per acclamazione Giorgio Mencaroni alla presidenza. Per il 37esimo presidente della storia camerale umbra si tratta del secondo mandato consecutivo alla guida dell'ente unico nato dall'accorpamento tra Perugia e Terni, e della quarta elezione complessiva ai vertici camerali nella sua carriera.
L’insediamento del nuovo Consiglio camerale, avvenuto alla presenza dei massimi esponenti politici ed economici, traccia la rotta dello sviluppo locale per i prossimi cinque anni. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha colto l’occasione per rilanciare una nuova stagione di concertazione, scommettendo con decisione su innovazione e alta formazione universitaria. Al suo fianco, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha indicato nella semplificazione burocratica e nell’inclusione del territorio nella Zes (Zona economica speciale) le leve fondamentali per far decollare gli investimenti.
L'organismo si è insediato ufficialmente con 23 componenti sui 25 previsti, in attesa del completamento formale della squadra, mentre la nomina della nuova Giunta camerale esecutiva è già fissata in calendario tra il 16 e il 20 luglio.

L'elezione ha vissuto il suo momento di massima convergenza quando Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria, ha preso la parola per presentare ufficialmente la candidatura del presidente uscente, interpretando la volontà dell’intera platea. Nel suo intervento, Giannangeli ha ripercorso analiticamente l'importante mole di lavoro svolta dall'ente sui nodi strategici delle infrastrutture, dell’innovazione, della transizione digitale ed ecologica, oltre che sul fronte della formazione e della promozione internazionale. Una relazione che ha incassato l'immediata condivisione dell'assemblea, culminata nel voto palese. Per Giorgio Mencaroni si tratta della conferma di un lungo percorso: prima della nascita dell'ente unico, prevista dalla riforma nazionale, aveva guidato per due mandati la Camera di Perugia, assumendo poi nel 2021 la presidenza della neonata struttura regionale.
Nel suo discorso di insediamento, il presidente ha voluto legare il valore politico dell'unanimità alla possibilità di affrontare le sfide future con uno spirito pienamente condiviso. “Lo spirito di unità e collaborazione che si respira oggi è un grande segnale per il futuro dell’Umbria. La Camera continuerà e approfondirà il proprio impegno per lo sviluppo della regione, con l’obiettivo di fare dell’Umbria il posto migliore nel quale vivere e lavorare”, ha dichiarato Giorgio Mencaroni. Tra le priorità del programma economico figurano il potenziamento infrastrutturale, l'attrazione di nuove competenze e il contrasto al fenomeno della fuga dei cervelli. “Il terreno da arare non manca, ma non è mai mancata neppure la nostra volontà di fare e di farlo insieme agli altri, mai da soli”, ha concluso il presidente.

La presenza della presidente della Regione, Stefania Proietti, ha conferito alla seduta d'insediamento un profondo significato politico. La governatrice ha espresso parole di forte stima verso il neoeletto, definendo l'ente camerale “un paradigma di concertazione e di governance partecipata” e lo stesso Mencaroni “un servitore dello Stato, intelligente e trasparente, capace di lavorare con le altre istituzioni e di costruire armonia e realizzazioni”. Nel corso del suo intervento, Stefania Proietti ha annunciato un deciso rilancio della concertazione regionale e una prossima revisione della normativa che disciplina il confronto tra istituzioni e forze economiche, per strutturare una modalità stabile e incisiva di collaborazione sotto la regia della Regione.
Analizzando lo scenario macroeconomico, la presidente ha ricordato la tenuta del sistema locale di fronte alle recenti crisi globali. “L’Umbria, come dimostra anche il recente rapporto della Banca d’Italia, ha retto in una fase segnata da turbolenze geopolitiche e geoeconomiche. Ora dobbiamo lanciarci in avanti, dare profondità alle nostre potenzialità e affrontare i nodi dell’innovazione e dello sviluppo”, ha evidenziato Stefania Proietti. Per sostenere questa spinta, la governatrice ha annunciato un incremento del numero dei dottorati di ricerca universitari e un aumento del 40 per cento del loro importo finanziario. L'obiettivo dichiarato è rendere il territorio fortemente attrattivo per le alte competenze: “Avremo i dottorati più ricchi d’Italia”.

A tracciare il quadro delle opportunità nazionali legate alla sburocratizzazione è stato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, che ha espresso viva soddisfazione per la stabilità della governance umbra. Prete ha focalizzato il suo intervento sull'importanza della semplificazione amministrativa, richiamando l'esperienza positiva delle regioni del Mezzogiorno. In quei territori, l'istituzione della Zes ha accelerato sensibilmente gli investimenti delle imprese non solo grazie ai benefici di natura economica, ma soprattutto attraverso l'adozione di procedure snelle e una drastica riduzione degli adempimenti burocratici.
Questa importante partita amministrativa si estende ora direttamente al contesto locale, aprendo nuovi scenari per il tessuto produttivo. “L’Umbria, ora che è entrata nella Zes insieme alle Marche, ha una grande opportunità sul terreno della sburocratizzazione a favore delle imprese. La Camera di Commercio dell’Umbria sarà protagonista di questa importante partita”, ha spiegato il presidente di Unioncamere. L'ente, che opera come organismo di indirizzo e programmazione strategica approvando statuti e bilanci economici, si prepara ora al prossimo passaggio: tra il 16 e il 20 luglio il Consiglio si riunirà nuovamente per eleggere i membri della Giunta camerale, l’organo esecutivo incaricato di tradurre le linee programmatiche in provvedimenti operativi.
Il nuovo organismo si è insediato sulla base del decreto firmato il 24 giugno dalla presidente Stefania Proietti, atto conclusivo della complessa procedura di misurazione della rappresentatività delle singole associazioni di categoria. Dei 25 seggi complessivi previsti dallo statuto, l’aula ha visto l'insediamento di 23 consiglieri. All’appello mancano temporaneamente i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei consumatori, le cui designazioni ufficiali non sono pervenute entro i termini stabiliti dalla legge; le due nomine mancanti saranno integrate nei prossimi giorni attraverso un successivo decreto della Presidenza della Regione.

La ripartizione dei seggi per i singoli settori economici vede per l'Agricoltura la nomina di Matteo Pennacchi (Confagricoltura Umbria) e Mario Rossi (Coldiretti Umbria). Per il comparto dell'Artigianato siedono in Consiglio Michele Carloni e Alessia Stendardo (designati congiuntamente da Confcommercio, Cna e Confindustria), insieme a Moris Fiorelli (espresso da Confartigianato Imprese Perugia, Foligno e Terni). Il settore dell'Industria vede l'ingresso di Vincenzo Briziarelli, Simone Cascioli, Paolo Garofoli e Alessandra Gasperini (in rappresentanza delle piccole imprese), tutti nominati su indicazione congiunta di Confcommercio, Cna e Confindustria.
Nel settore del Commercio sono stati insediati Michele Biselli, Simone Fittuccia, Stefano Lupi e Barbara Marsili, designati da Confcommercio, Confindustria, Cna e Federdistribuzione. Per il comparto Credito e assicurazioni siede Marco Saioni (Ania e Abi), mentre per Trasporti e spedizioni entra Antonello Cozzali. Il settore del Turismo è rappresentato dallo stesso presidente Giorgio Mencaroni, mentre per la Cooperazione siede Danilo Valenti (Confcooperative e Legacoop). I Servizi alle imprese sono affidati ad Aldo Amoni, Patrizia Ceprini, Roberto Giannangeli e Roberto Palazzetti. Completano l'assemblea Carlo Di Somma per i Servizi alla persona e l'avvocato Carlo Orlando per le Libere professioni.