Calvi dell'Umbria custodisce, fra una lunga serie di bellezze, il Monastero delle Orsoline. Edificato agli inizi del Settecento, si tratta di un esteso complesso con annesso parco che sorge in pieno centro. Qui, in una porzione dell'edificio, nei primi anni Zero ha aperto un pregevole museo che ospita una preziosa collezione d'arte e l'amministrazione, da tempo, sta portando avanti un importante progetto di rifunzionalizzazione di tutti gli spazi.
L'ultimo capitolo di questa impresa virtuosa è stata l'inaugurazione, a maggio scorso, di un teatro all'aperto situato all'interno del giardino del monastero, un punto fermo che si situa nell'ambito della riqualificazione di tutta l'area. La visione che c'è dietro è ambiziosa e anche il Ministero della Cultura ha espresso apprezzamento per l'iniziativa. Lo scorso lunedì nella prestigiosa sede capitolina, il sindaco Sandro Spaccasassi e il consigliere comunale con delega alla Cultura, Francesco Verdinelli hanno svelato nei dettagli di ciò che si va preparando.

Grazie ai fondi del Pnrr, l'amministrazione comunale sta trasformando l'ex Monastero delle Orsoline in un polo culturale vivo, aperto e proiettato verso il futuro. L'apertura del nuovo teatro, che ha visto per l'occasione l'esibizione della pianista Rita Marcotulli con un ensemble di giovani musicisti, ha rappresentato l'occasione per fare un primo bilancio mentre il titolo stesso di questo progetto è una chiara dichiarazione d'intenti: 'Arte senza limiti'.

"Essere invitati a raccontare questa esperienza significa vedere riconosciuta una visione che abbiamo perseguito con determinazione" hanno dichiarato congiuntamente Spaccasassi e Verdinelli, presentati al Ministero, insieme all’ingegner Francesco Mancini e ad Angelo Crespi, direttore generale della Pinacoteca di Brera. L'appuntamento romano è stato certamente un'occasione di confronto "ma anche il riconoscimento di un'esperienza considerata un esempio virtuoso di valorizzazione culturale a livello nazionale" hanno aggiunto.
Calvi dell'Umbria negli ultimi anni si è orientata in maniera decisa verso la cultura, utilizzandola come motore di sviluppo. L'offerta, per un paese che conta meno di 1.700 abitanti, in questo senso è consistente e si sviluppa con continuità durante l'intero corso dell'anno. A ciò si aggiungono le eccellenze naturalistiche e paesaggistiche del territorio, le tradizioni molto sentite, una forte attenzione alla sostenibilità ambientale: tutti fattori che hanno fatto sì che il paese diventasse attrattivo, al punto che, in netta controtendenza rispetto alla demografia regionale, si è andato anche ripopolando, attirando nuovi abitanti.
"Fare cultura – hanno osservato in proposito Spaccasassi e Verdinelli - è uno strumento di crescita, identità e sviluppo. È la dimostrazione che anche un piccolo borgo può diventare protagonista, creare modelli innovativi e affermarsi ben oltre i propri confini. Per Calvi dell'Umbria – hanno concluso - è motivo di orgoglio sapere che il lavoro svolto viene oggi guardato con attenzione e interesse come una buona pratica da valorizzare e condividere".
Tra le manifestazioni che si sono consolidate in paese, va certamente segnalato il Calvi Festival che quest'anno taglia il traguardo dell'undicesima edizione. Non è ancora stato rivelato il programma ma le date ci sono già: dal 2 al 30 agosto. Un mese no stop di eventi che riunisce molteplici espressioni tra teatro, musica, incontri, danza, cinema ed arte. In ogni edizione il Calvi Festival, che vede la direzione artistica dello stesso Verdinelli, ha presentato un cartellone ricco con ospiti come, per citarne alcuni, Stefano Fresi, Enrico Capuano e Benedetta Buccellato. Ottimo anche il riscontro da parte del pubblico con eventi che hanno richiamato, insieme agli abitanti del paese, numerosi turisti e visitatori.