Il conto alla rovescia è iniziato. Tra appena due settimane il Gubbio dovrebbe ritrovarsi per l'inizio del ritiro estivo, ma la situazione in casa rossoblù è ancora tutta da definire. Il mercato, finora, è rimasto praticamente fermo e le certezze sono davvero poche. Negli ultimi due mesi non si sono registrati passi avanti significativi nella costruzione della rosa, mentre sono arrivati diversi addii che hanno ulteriormente impoverito l'organico a disposizione della società.
Il caso più evidente è quello del portiere Titas Krapikas, che dopo aver atteso invano un'offerta per proseguire la propria avventura in Umbria ha deciso di accettare la proposta della Sambenedettese. A lui si aggiungono tutti quei calciatori rientrati nei rispettivi club dopo la scadenza dei prestiti, lasciando il Gubbio con appena nove elementi sotto contratto. Un numero destinato inoltre a diminuire ulteriormente, considerando che almeno tre giocatori sembrano ormai vicini a una nuova sistemazione.
Il silenzio della società continua a far discutere. Le comunicazioni ufficiali tardano ad arrivare proprio nel momento in cui i tifosi attendono indicazioni sul futuro tecnico e sul progetto sportivo. Una situazione che inevitabilmente alimenta interrogativi e preoccupazioni in una piazza storicamente vicina alla squadra.
Il malcontento è emerso anche in maniera evidente nei giorni scorsi, quando nei pressi dello stadio è comparso uno striscione dal messaggio eloquente: "Un silenzio assordante per una gestione imbarazzante! Sveglia". Poche parole che sintetizzano il sentimento di una tifoseria che chiede soprattutto chiarezza, programmazione e una rapida inversione di rotta.
Il calendario, nel frattempo, non aspetta. Il ritiro si avvicina e la dirigenza dovrà accelerare per consegnare all'allenatore una rosa che possa iniziare a lavorare con un minimo di continuità. In Serie C partire in ritardo significa spesso rincorrere per mesi, soprattutto in un campionato lungo ed equilibrato come il girone B.
Le prime novità potrebbero arrivare proprio dalla difesa. Secondo quanto riportato da Tuttoc, Leonardo Baroncelli sarebbe infatti vicino a fare ritorno al Gubbio dopo l'esperienza vissuta nella passata stagione. Stavolta, però, lo scenario sarebbe diverso rispetto a dodici mesi fa: non più un prestito, ma un trasferimento a titolo definitivo che consentirebbe al club rossoblù di aggiungere un elemento giovane ma già conosciuto all'interno del progetto tecnico.
Baroncelli rappresenta un profilo che la società conosce bene. Difensore dotato di buona tecnica individuale e ottima capacità d'impostazione, nella scorsa stagione ha collezionato diciannove presenze complessive senza però riuscire a ritagliarsi un posto stabile nell'undici titolare. Il tecnico Domenico Di Carlo, infatti, gli ha spesso preferito l'esperienza di Bruscagin nei momenti più delicati della stagione, limitando così lo spazio del centrale cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina.
Nonostante un minutaggio inferiore alle aspettative, il rendimento di Baroncelli ha lasciato comunque sensazioni positive sul piano delle potenzialità. A ventidue anni dispone ancora di ampi margini di crescita e un ritorno definitivo potrebbe consentirgli di trovare quella continuità necessaria per completare il proprio percorso di maturazione.
I rapporti tra Gubbio e Fiorentina potrebbero inoltre favorire un'altra operazione. Secondo Lacasadic, i rossoblù sarebbero interessati anche a Edoardo Sadotti, difensore classe 2006 reduce da una stagione particolarmente positiva con la Fiorentina Primavera. Il giovane centrale ha disputato trentanove partite ufficiali, mettendo a referto quattro reti e un assist, numeri importanti per un difensore che evidenziano anche una certa pericolosità sulle palle inattive.
L'eventuale arrivo di Sadotti avverrebbe con la formula del prestito e rientrerebbe perfettamente nella nuova strategia societaria. L'obiettivo del Gubbio, infatti, sembra essere quello di abbassare sensibilmente il monte ingaggi, costruendo una rosa composta prevalentemente da giovani di prospettiva, sia in prestito sia acquistati a titolo definitivo, con stipendi sostenibili.