01 Aug, 2026 - 17:30

Caccia al cinghiale in Umbria, arriva la “girata”: nuove regole per squadre, territori e sicurezza

Caccia al cinghiale in Umbria, arriva la “girata”: nuove regole per squadre, territori e sicurezza

La caccia al cinghiale in girata entra ufficialmente tra le modalità di prelievo consentite in Umbria.

È la principale novità contenuta nella delibera con cui la Giunta regionale ha aggiornato il regolamento numero 34 del 1999, intervenendo anche sulla caccia in forma singola, sull’assegnazione dei territori alle squadre e sui criteri utilizzati per valutarne l’attività.

La revisione nasce dalla necessità di rendere più efficace il contenimento della popolazione di cinghiali, divenuta negli ultimi anni una delle questioni più complesse per l’agricoltura, la sicurezza stradale e la gestione faunistica.

Il provvedimento si inserisce inoltre nelle strategie di prevenzione e contrasto alla Peste suina africana, tenendo conto delle indicazioni contenute nel Documento di economia e finanza regionale 2026-2028, nell’ordinanza del commissario straordinario per la Psa e nel Piano regionale degli interventi urgenti.

Come funziona la caccia in girata

La girata è una forma di caccia collettiva più contenuta rispetto alla tradizionale battuta. Potrà essere praticata da gruppi composti da un minimo di quattro a un massimo di sei cacciatori, includendo nel numero anche il conduttore del cane.

L’azione prevede l’utilizzo di un solo cane limiere, addestrato a seguire la traccia del cinghiale e condotto da personale specificamente abilitato. Il conduttore dovrà infatti avere frequentato i corsi e superato gli esami previsti secondo gli standard dell’Ispra e dell’Enci.

Sarà proprio il conduttore del cane ad assumere la responsabilità dell’azione venatoria. La scelta attribuisce un ruolo centrale alla preparazione tecnica e alla capacità di gestire il movimento dell’animale in modo controllato.

«La girata introduce una modalità di prelievo organizzata con gruppi ridotti e un solo cane specializzato». La sua funzione è rendere possibile il contenimento anche in territori nei quali una battuta numerosa potrebbe risultare eccessivamente invasiva o difficilmente gestibile.

Dove potrà essere praticata

La girata non sarà consentita ovunque. Potrà essere svolta esclusivamente nei territori che non risultano assegnati in forma esclusiva alle squadre autorizzate alla caccia in battuta.

Il nuovo regolamento sostituisce la precedente definizione di “aree vocate” con quella di “settori assegnati in forma esclusiva alle squadre”. All’interno di tali settori continueranno a operare le squadre titolari, mentre non saranno normalmente consentite la girata, la caccia all’aspetto e quella alla cerca.

Gli Ambiti territoriali di caccia potranno tuttavia introdurre specifiche deroghe. Nei settori non assegnati, invece, potranno essere praticate sia la caccia in forma singola sia la girata, a condizione che i partecipanti siano iscritti al distretto di gestione competente.

La distinzione territoriale punta a evitare sovrapposizioni tra modalità di caccia differenti e a definire con maggiore precisione le responsabilità operative.

Una forma di prelievo più selettiva

La girata si distingue dalla battuta soprattutto per il numero limitato dei partecipanti e per l’impiego di un solo cane. Questo dovrebbe consentire un’azione più circoscritta, con minore pressione sull’area interessata e una maggiore possibilità di controllare lo svolgimento dell’intervento.

Il nuovo strumento potrebbe risultare utile soprattutto nei territori frammentati, nelle zone di margine tra boschi e aree agricole o in contesti nei quali la presenza di cinghiali richiede interventi frequenti ma non giustifica l’organizzazione di una battuta tradizionale.

Resta essenziale la formazione del conduttore del cane, chiamato a individuare la traccia, coordinare il gruppo e garantire il rispetto delle procedure.

La girata non viene quindi presentata come una versione ridotta e informale della caccia collettiva, ma come una modalità dotata di regole proprie, competenze specifiche e una chiara catena di responsabilità.

Obblighi per la giornata venatoria

Chi decide di praticare la girata dovrà segnare la giornata sul tesserino venatorio e non potrà esercitare altre forme di caccia nello stesso giorno.

La stessa regola vale per la caccia all’aspetto. La disposizione serve a rendere più trasparente l’attività svolta e a impedire il passaggio, nella stessa giornata, tra modalità di prelievo differenti.

Cambiano anche le regole per la caccia alla cerca, che potrà essere praticata contemporaneamente da un massimo di tre cacciatori, mentre in precedenza era prevista soltanto in forma individuale.

La caccia all’aspetto resterà invece riservata ai cacciatori non iscritti alle squadre e potrà svolgersi esclusivamente fuori dai settori assegnati.

Sicurezza e comunicazioni radio

Il regolamento conferma l’obbligo di indossare durante tutte le forme di prelievo un giubbetto ad alta visibilità arancione o rosso.

Per la girata sarà inoltre necessario emettere, all’inizio dell’attività, un segnale acustico udibile in tutta l’area interessata. La misura ha lo scopo di avvertire gli altri frequentatori del territorio e rendere immediatamente riconoscibile l’avvio dell’azione venatoria.

Viene autorizzato esplicitamente anche l’uso di radio e ricetrasmittenti, considerate strumenti utili per coordinare i partecipanti e gestire più efficacemente eventuali situazioni di rischio.

«La sicurezza resta una condizione imprescindibile»: gruppi ridotti, comunicazioni costanti e segnalazioni visibili dovranno contribuire a limitare le possibilità di incidente.

Nuovi criteri per le squadre

La delibera modifica infine la valutazione dell’attività delle squadre impegnate nelle battute. Gli interventi organizzati congiuntamente da più squadre non produrranno più punteggi validi per l’assegnazione dei settori.

Ogni cacciatore potrà inoltre iscriversi a una sola squadra nell’intero territorio regionale. I cartelli di segnalazione dovranno essere collocati lungo le vie di accesso all’area effettivamente interessata dalla battuta e non più sull’intero settore assegnato.

Con l’introduzione della girata, la Regione punta dunque a rendere il prelievo del cinghiale più flessibile, controllato e aderente alle caratteristiche dei diversi territori, rafforzando al tempo stesso prevenzione, tracciabilità e sicurezza.

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Mario Farneti
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