21 Jan, 2026 - 21:30

Buche come crateri a Gubbio: da via Benedetto Croce al Viale della Rimembranza, strade dimenticate e sicurezza a rischio

Buche come crateri a Gubbio: da via Benedetto Croce al Viale della Rimembranza, strade dimenticate e sicurezza a rischio

La denuncia arriva dalle colonne del Corriere dell’Umbria, a firma del collega Euro Grilli, e riaccende i riflettori su un problema che a Gubbio non è né nuovo né isolato: lo stato delle strade e dei marciapiedi cittadini.

Alla fine di via Benedetto Croce, in particolare, la sede stradale si presenta con buche profonde e irregolari, vere e proprie voragini che mettono quotidianamente a rischio la sicurezza di automobilisti, motociclisti e ciclomotoristi.

«Non sono semplici avvallamenti, ma crateri», raccontano alcuni residenti, esasperati da una situazione che si trascina da anni senza una soluzione definitiva.

Pericoli concreti per veicoli e persone

Le buche presenti in quel tratto di strada non rappresentano soltanto un disagio. Sono un pericolo reale. Gli automobilisti rischiano danni a sospensioni, semiassi e pneumatici, mentre per chi viaggia su due ruote il pericolo è ancora maggiore.

Durante l’inverno, le cavità si riempiono d’acqua trasformandosi in piccoli stagni ingannevoli; d’estate, invece, la polvere rende ancora meno visibili le irregolarità del manto stradale.

I cittadini hanno effettuato numerose segnalazioni nel corso dei decenni, ma finora gli interventi si sono limitati a tratti secondari della stessa via, lasciando irrisolto il punto più critico.

Un intervento possibile e non oneroso

Secondo quanto emerge, l’intervento necessario non sarebbe particolarmente oneroso dal punto di vista economico. Si tratterebbe di un ripristino mirato della sede stradale, utile a riportare condizioni minime di sicurezza.

La questione è stata segnalata anche all’assessore ai Lavori Pubblici Spartaco Capannelli, che negli ultimi mesi ha portato a termine numerosi interventi, anche su strade extraurbane.

Da qui l’auspicio, condiviso dai residenti, che «alle buone intenzioni seguano finalmente i fatti», restituendo a via Benedetto Croce una normalità che sembra non aver mai realmente conosciuto.

Il caso simbolico del Viale della Rimembranza

Il problema delle buche, tuttavia, non riguarda soltanto una strada. Un caso ancora più emblematico è quello del Viale della Rimembranza, luogo che non è una via qualsiasi, ma uno spazio carico di valore storico e morale.

Il viale è dedicato ai seicento e più giovani eugubini caduti nella Grande Guerra, e dovrebbe ispirare raccoglimento, rispetto e dignità. Oggi, invece, appare come un percorso dissestato e pericoloso.

«Non è un marciapiede, è un percorso di guerra», commentano amaramente alcuni residenti.

Un’amara ironia che si intreccia tragicamente con il significato stesso del luogo.

Buche, pozzanghere e marciapiedi impraticabili

Già nel marzo 2024 e il 4 gennaio scorso  avevamo denunciato lo stato critico dei marciapiedi, in particolare nel tratto prima dell’edicola del Liceo, all’altezza del torrente Cavarello.

A distanza di mesi, la situazione non solo non è migliorata, ma appare ulteriormente deteriorata. Le buche sono profonde, irregolari, e quando piove diventano vere e proprie trappole invisibili.

Il passaggio pedonale risulta spesso impossibile per anziani, persone con disabilità e famiglie con passeggini.

Illuminazione carente: un problema che dura da 80 anni

A rendere il quadro ancora più critico è la scarsa illuminazione, praticamente assente dopo il tramonto.

«Non si vede dove metti i piedi, devi usare il cellulare per farti luce», racconta una cittadina.

Un dettaglio che colpisce è che questo problema non è recente: la mancanza di un’illuminazione adeguata risale addirittura agli anni Cinquanta e non è mai stata risolta in modo strutturale.

Il buio non è solo disagio, ma un ulteriore fattore di rischio, favorendo cadute e, potenzialmente, situazioni di insicurezza.

Un problema diffuso, ma qui più grave

È vero: molte strade di Gubbio soffrono condizioni simili. Vicoli sconnessi, sampietrini divelti, asfalto irregolare.

Chi scrive è stato testimone diretto della caduta di un’anziana signora davanti a Palazzo Ranghiasci-Brancaleoni, con conseguenze gravi: rottura del bacino e quaranta giorni di immobilità.

Ma al Viale della Rimembranza il problema assume un peso diverso. Qui l’incuria diventa una mancanza di rispetto verso la memoria collettiva.

Segnali positivi, ma il quadro resta incompleto

Per correttezza va ricordato che alcuni interventi sono stati effettuati: via Fabiani è stata ripavimentata, così come il primo tratto di via XX Settembre.

Segnali incoraggianti, che dimostrano come, quando esiste una volontà politica chiara, gli interventi siano possibili.

Proprio per questo, però, risulta ancora più evidente il contrasto con l’abbandono di Viale della Rimembranza.

Un appello che non può più attendere

Gubbio ha bisogno di una manutenzione strutturale e continua, non di interventi occasionali.

Il Viale della Rimembranza richiede con urgenza il rifacimento dei marciapiedi, un sistema di drenaggio adeguato e un’illuminazione moderna e continua.

Non è una questione di decoro, ma di sicurezza, dignità e rispetto della storia.

Lasciare questi luoghi in condizioni così precarie significa accettare che l’incuria diventi la normalità.
E questo, per una città come Gubbio, non è degno della sua memoria né della sua identità.

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Mario Farneti
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