Il Gubbio vuole continuare a correre. Dopo tre risultati utili consecutivi - un pareggio e due vittorie di peso contro Perugia e Forlì - la squadra di Domenico Di Carlo è attesa da una prova di maturità sul difficile campo del Bra, avversario diretto nella corsa salvezza ma anche ultimo ostacolo prima di poter guardare con decisione alla zona playoff. Una partita che vale molto più dei semplici tre punti, perché mette di fronte due squadre divise da cinque lunghezze e con obiettivi che, a questo punto della stagione, iniziano inevitabilmente a intrecciarsi.
Il momento è favorevole agli eugubini, saliti a quota 26 punti e capaci di allontanarsi dalla zona calda della classifica. Il Bra, fermo a 21, occupa attualmente l’ultimo posto utile per i playout e vede nello scontro diretto un’occasione cruciale per riaprire i giochi. Ma attenzione: a rendere il quadro ancora più interessante c’è la griglia playoff, distante una sola lunghezza, con la Vis Pesaro decima a quota 27. Vincere significherebbe, per il Gubbio, completare una mini-rivoluzione di classifica nel giro di poche settimane.
Sette punti nelle ultime tre gare non sono un caso. Il Gubbio ha ritrovato equilibrio, compattezza e soprattutto identità tattica. Il 4-3-1-2 scelto da Di Carlo ha dato solidità alla fase difensiva e maggiore continuità in quella offensiva, valorizzando al meglio le caratteristiche degli interpreti. La vittoria nel derby contro il Perugia ha rappresentato una svolta mentale, mentre il successo esterno di Forlì ha certificato la crescita anche lontano dal “Barbetti”.
Proprio in casa, all’andata, gli umbri riuscirono ad avere la meglio sul Bra con un secco 1-0, deciso dal colpo di testa di Di Bitonto. Un precedente che pesa, soprattutto a livello psicologico, ma che non deve trarre in inganno: il Bra in casa è squadra ostica, aggressiva, capace di alzare i ritmi e mettere in difficoltà chiunque.
Il Bra di mister Nisticò arriva alla sfida dopo il pareggio sul campo della Torres, un risultato che ha dato morale ma che non ha smosso più di tanto la classifica. Il tecnico confermerà il suo collaudato 3-5-2, puntando su solidità e densità in mezzo al campo.
Tra i pali spazio a Renzetti, con una difesa a tre composta da Fiordaliso, De Santis e Sganzerla, chiamati a contenere un attacco eugubino in fiducia. Sugli esterni agiranno Maressa a destra e Rottensteiner a sinistra, con compiti di spinta ma anche di copertura, fondamentali contro il rombo offensivo del Gubbio. In mezzo al campo spazio alla qualità e all’esperienza dell’ex Brambilla, affiancato da Armstrong e Campedelli, incaricati di fare filtro e impostazione.
In attacco la coppia sarà formata da Baldini e Sinani, quest’ultimo reduce dal gol nell’ultimo turno e uomo più pericoloso dei piemontesi. Il Bra cercherà di sfruttare le palle inattive e le transizioni rapide, uno dei suoi punti di forza stagionali.
Diverso il discorso per gli umbri, che devono fare i conti con l’assenza dell’infortunato Carraro. Al suo posto, davanti alla difesa, toccherà a Rosaia, affiancato da Costa e Saber, chiamati a garantire dinamismo e copertura. In difesa, davanti a Krapikas, favorito su Bagnolini, la linea a quattro dovrebbe vedere Zallu a destra, Signorini e Di Bitonto al centro, con Bruscagin in vantaggio su Murru sulla corsia sinistra.
Il vero nodo tattico riguarda la trequarti. Di Massimo è in vantaggio su Mastropietro per agire alle spalle delle due punte, La Mantia e Ghirardello, coppia che unisce fisicità e profondità. Saranno loro a dover sfruttare ogni minimo errore della retroguardia piemontese.
BRA (3-5-2): Renzetti; Fiordaliso, De Santis, Sganzerla; Maressa, Campedelli, Armstrong, Brambilla, Rottensteiner; Baldini, Sinani. Allenatore: Nisticò.
GUBBIO (4-3-1-2): Krapikas; Zallu, Signorini, Di Bitonto, Bruscagin; Costa, Rosaia, Saber; Di Massimo; Ghirardello, La Mantia. Allenatore: Di Carlo.
A dirigere la sfida sarà Enrico Cappai di Cagliari, al terzo anno in Lega Pro, coadiuvato dagli assistenti Daghetta e Mazza, quarto ufficiale Burlando. Un precedente positivo per il Gubbio, che con Cappai vinse lo scorso anno a Pineto. Un dettaglio che, scaramanticamente, fa sorridere Di Carlo e i suoi. Ma ora, come sempre, parlerà solo il campo.