Un passo indietro netto, sotto tutti i punti di vista. Il Gubbio cade a Bra per 1-0 e lo fa in maniera meritata, contro una squadra organizzata, intensa e capace di sfruttare al massimo l’episodio decisivo. La rete di Sinani, fotografa una partita che i piemontesi hanno interpretato meglio per aggressività, compattezza e qualità nelle seconde palle. Per gli uomini di Di Carlo, invece, una prestazione opaca: in novantasei minuti una sola conclusione nello specchio della porta e tante difficoltà nel costruire gioco contro un avversario dal baricentro basso. Una sconfitta che pesa anche in classifica, perché il Bra sale a quota 24 punti, portandosi a meno due proprio dagli umbri, con la zona playout che torna a incombere minacciosa.
Il Gubbio aveva iniziato anche con buoni propositi. Nei primi quindici minuti la squadra di Di Carlo era sembrata ordinata e propositiva, ma col passare del tempo ha progressivamente perso compattezza, allungandosi e lasciando il controllo del ritmo al Bra. I piemontesi hanno costruito la loro vittoria sulle basi della solidità e dell’intensità: duelli vinti, seconde palle sempre conquistate e una fase difensiva attenta, capace di neutralizzare senza affanni le poche idee offensive rossoblù.
La scelta tattica degli umbri, basata prevalentemente sul lancio lungo alla ricerca della sponda di La Mantia e dell’attacco alla profondità, si è rivelata poco efficace fin dall’inizio. Contro una squadra corta e ben posizionata, questo tipo di calcio “situazionale” ha finito per favorire gli avversari, che hanno letto con anticipo le giocate e ribaltato spesso l’azione. Da una rosa composta da giocatori di qualità, ci si sarebbe aspettata una manovra più strutturata, capace di occupare meglio gli spazi e di creare superiorità tra le linee. Invece il Gubbio è apparso prevedibile, con poche soluzioni e pochissimo palleggio.
Il gol di Sinani nasce da un errore collettivo, una disattenzione che ha spezzato l’equilibrio e dato ulteriore fiducia al Bra. Dopo il vantaggio, i padroni di casa hanno sfiorato più volte il raddoppio, dimostrando di avere maggiore brillantezza fisica e lucidità nelle scelte. Il Gubbio, al contrario, ha faticato a reagire: sterile possesso palla, cross imprecisi e nessuna vera occasione costruita con continuità.
I cambi operati da Di Carlo nella ripresa non hanno prodotto gli effetti sperati. Anzi, in alcuni momenti la squadra è sembrata ancora più confusa, perdendo ulteriormente distanze e riferimenti. Solo nel finale c’è stato un tentativo generoso di spinta, ma senza concretezza. Troppo poco per evitare una sconfitta che riapre scenari complicati in chiave salvezza.
Nel post partita, il tecnico rossoblù ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, senza cercare alibi. "Avevamo anche iniziato bene, nel primo quarto d’ora ho visto un Gubbio propositivo. Poi, piano piano, non so perché, ci siamo allungati: le seconde palle le prendevano loro, così come i duelli li vincevano loro", ha spiegato Di Carlo. Sul gol subito, l’allenatore è stato chiaro: "Abbiamo fatto un errore di squadra. Su palla ferma non puoi prendere un gol così".
Nella ripresa il Gubbio ha provato a cambiare qualcosa: "Nel secondo tempo abbiamo provato con i cambi ad addrizzare la partita, abbiamo spinto. Non era la giornata del Gubbio ma del Bra, complimenti a loro". Un passaggio importante riguarda anche la settimana di lavoro: "Dobbiamo rimboccarci le maniche e stare in partita con più vigore. Non è stata una bella settimana per noi, per tre giorni non ci siamo allenati".
Di Carlo ha poi sottolineato alcuni aspetti positivi individuali: "Quando abbiamo fatto i tre cambi mi sono piaciuti, perché hanno spinto molto, ma poi non siamo stati concreti davanti. Minta non si allenava da due mesi, deve crescere. Mi è piaciuto come sono entrati Mastropietro e Fazzi". Resta però il nodo dell’atteggiamento: "Se non vinci i duelli fai fatica a portare punti a casa. Dobbiamo capire che, se vogliamo fare risultati, dobbiamo dare di più tutti".
Il confronto con la gara precedente è inevitabile: "Contro il Forlì siamo stati in partita e concentrati per novanta minuti. Oggi abbiamo giocato solo a tratti. Bisogna correre per tutti i novantacinque minuti, non a fasi alterne". Anche il mercato entra nel discorso: "Abbiamo recuperato Minta ma abbiamo venduto Tommasini. Oggi avevamo un solo cambio in attacco. Spero possa arrivare un altro attaccante nei prossimi giorni".
La chiusura è un invito a reagire subito: "Non tutto è negativo, perché abbiamo spinto fino alla fine. Però dobbiamo avere più attenzione e determinazione sulle palle che fanno la differenza. Possiamo fare meglio di quanto visto oggi". Il messaggio è chiaro: il Gubbio deve ritrovare continuità, qualità e fame, perché la classifica non aspetta.