01 Apr, 2026 - 15:30

Bori organizza un incontro sulla cultura. L'opposizione attacca: "Spesi 20mila euro di risorse pubbliche"

Bori organizza un incontro sulla cultura. L'opposizione attacca: "Spesi 20mila euro di risorse pubbliche"

Il convegno della discordia, quello promosso ieri, 31 marzo, dall'assessore e vicepresidente regionale Tommaso Bori all'Auditorium di San Francesco al Prato a Perugia. L'argomento era il nuovo Testo Unico sulla Cultura, una legge innovativa che è il frutto di un percorso partecipato partito da Umbria Libri a Terni, lo scorso novembre, che sta coinvolgendo attori culturali, istituzionali, associazioni e cittadini in varie tappe. L'ultima quella di ieri che però ha fatto infuriare i consiglieri regionali di opposizione. Non per il contenuto dell'incontro in sé ma perché, sostengono, per realizzarlo Bori ha speso quasi 20mila euro di soldi pubblici in un momento tutt'altro che roseo per le tasche dei cittadini umbri.

Spesi 20mila euro per una consultazione pubblica: l'opposizione non ci sta 

La cifra precisa, dati alla mano, è di 19.282 euro di risorse pubbliche destinate all'iniziativa sulle imprese culturali e creative. "Un fatto che potrebbe apparire marginale, ma che assume un significato ben diverso se inserito nel contesto della manovra fiscale da 184 milioni di euro imposta ai cittadini umbri". Così esordiscono in una nota congiuta i consiglieri regionali Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) e Nilo Arcudi (Tesei presidente - Umbria Civica).

I consiglieri parlano di "una contraddizione che non può essere ignorata. Da un lato - spiegano -, il vicepresidente Bori e la sinistra hanno tentato di giustificare l’aumento della pressione fiscale con menzogne, richiamando la fittizia necessità di risanare i conti in sanità, dall’altro, assistiamo a scelte di spesa che, pur formalmente legittime, appaiono difficilmente conciliabili con il principio di priorità che dovrebbe guidare ogni decisione pubblica in una fase così delicata".

Non un attacco all'iniziativa ma alla "mancata coerenza dell'azione amministrativa"

I consiglieri entrano nel merito della questione affermando che il loro non intende essere un attacco alle politiche culturali "che nessuno mette in discussione. Ciò che è in discussione - specificano - è la coerenza complessiva dell’azione amministrativa: quando si chiedono sacrifici significativi a famiglie e imprese, è necessario che ogni euro speso sia chiaramente riconducibile a obiettivi essenziali e immediatamente percepibili dalla comunità". Insomma la gestione da parte della maggioranza non sarebbe stata "sufficientemente attenta alla gerarchia delle urgenze dei cittadini da parte degli amministratori regionali".

Dal convegno della discordia all'ennesimo attacco contro la manovra fiscale

La manovra fiscale in questione è stata varata a inizio mandato dalla maggioranza sulla scorta di una ricognizione sui conti della sanità pubblica regionale. Lo scontro fra maggioranza e opposizione è stato frontale fin da principio con l'opposizione che l'ha sempre dichiarata illegittima mentre la maggioranza ha invece tenuto il punto, sostenendone l'assoluta e urgente necessità. Tra girandole di numeri, dibattiti accesi, attacchi e repliche con nel mezzo la Corte dei Conti, è l'argomento che più di ogni altro sta infervorando la politica umbra. E dai banchi della minoranza hanno colto la palla al balzo anche in questa occasione.

"Continueremo a chiedere – si legge ancora nella nota dei consiglieri - il ritiro di una manovra fiscale inutile e ingiustificata, che grava su cittadini, famiglie, lavoratori e imprese in un tempo segnato da conflitti internazionali che stanno avendo serie ripercussioni anche sull’economia della nostra regione". Un contesto delicato quello attuale, dove a pesare ci sono anche gli effetti delle tensioni a livello globale.

"Auspichiamo - concludono dall'opposizione - che, se la sinistra intende continuare a perseguire la folle strada del salasso fiscale, abbia quantomeno la decenza di investire quelle risorse in servizi realmente utili alla comunità, come il potenziamento della sanità, e di rendicontare in maniera puntuale come e dove intende spendere i soldi sottratti senza motivo dalle tasche degli umbri".

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Sara Costanzi
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