Cento litri di olio motore esausto stoccati senza alcuna cautela e cumuli di scarti speciali, pericolosi e non, ammassati alla rinfusa e privi di tracciabilità. L'ispezione condotta dai Carabinieri della Stazione di Gualdo Tadino e dal Nucleo Forestale all'interno di un'officina meccanica della prima periferia si è conclusa con la contestazione immediata di gravi violazioni ambientali. Il responsabile dell'attività, un titolare 27enne di origine marocchina, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Perugia. L'operazione si inserisce nel quadro dei monitoraggi straordinari volti a azzerare i rischi di contaminazione per il suolo e per i corsi d'acqua del territorio comunale.
L'attività di monitoraggio ha visto l'azione coordinata tra la componente territoriale e quella forestale dell'Arma dei Carabinieri, impegnate in un piano ispettivo rigoroso sul rispetto delle normative ambientali che regolano le attività artigianali della zona. I militari hanno fatto accesso nei locali e nelle pertinenze della ditta, situata a ridosso del centro storico gualdese.
Durante il sopralluogo, l'attenzione degli operanti si è concentrata sulla gestione e sullo stoccaggio dei residui derivanti dalle riparazioni meccaniche. All'interno degli spazi aziendali sono stati individuati circa 100 litri di olio motore esausto, una sostanza ad alto impatto ambientale che necessita di rigidi protocolli di isolamento, conservata in modo del tutto non conforme alle leggi vigenti e senza le cautele previste per evitarne lo sversamento.
Oltre al liquido lubrificante, i Carabinieri della Stazione e del Nucleo Forestale hanno rilevato una totale assenza di criteri nella catalogazione degli altri residui accumulati nella struttura. All'interno dell'officina si trovavano infatti componenti meccaniche parzialmente smontate, tubazioni, rottami metallici e contenitori sia in plastica sia in metallo.
Tutti questi scarti erano miscelati tra loro, privi dei codici identificativi necessari a stabilirne l'esatta natura e a assicurarne il corretto percorso di smaltimento. A fronte del quadro delineato, i militari hanno provveduto alla contestazione immediata delle violazioni.
Il giovane artigiano è stato deferito in stato di libertà per l'ipotesi di reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi. Come specificato formalmente a margine dell'intervento, la prosecuzione di questi accertamenti costanti sul territorio risponde all'esigenza di “prevenire rischi per suolo e acque e a garantire tracciabilità e corretto smaltimento dei rifiuti prodotti dalle attività artigianali locali”.