16 Feb, 2026 - 14:50

Birra dell'Eremo è Birrificio dell’Anno 2026: l’Umbria conquista 17 riconoscimenti alla 21ª edizione di Birra dell’Anno

Birra dell'Eremo è Birrificio dell’Anno 2026: l’Umbria conquista 17 riconoscimenti alla 21ª edizione di Birra dell’Anno

È l’Umbria la grande protagonista della 21ª edizione di Birra dell’Anno, il concorso nazionale organizzato da Unionbirrai per valorizzare la qualità dei piccoli birrifici artigianali indipendenti italiani. A conquistare il titolo di Birrificio dell’Anno 2026 è Birra dell’Eremo, realtà produttiva con sede ad Assisi, che si è imposta su 212 produttori in gara grazie a un risultato complessivo di otto podi: quattro medaglie d’oro, due d’argento e due di bronzo, distribuite in sei diverse categorie stilistiche.

La proclamazione è avvenuta a Rimini Fiera, nell’ambito della manifestazione Beer&Food Attraction, appuntamento di riferimento per il settore beverage e per la filiera horeca, che ogni anno riunisce operatori, buyer e produttori da tutta Italia.

I prodotti premiati e le categorie

Determinante per l’assegnazione del titolo è stato il bottino di quattro medaglie d’oro conquistate da Birra dell’Eremo: Idioteque, premiata tra le Ipa speciali; Tuka, risultata la migliore nella categoria New England IPA; Doe Balsamic Vinegar Barrel Aged, vincitrice tra le birre affinate in legno; e Stones, affermatasi nella sezione Italian Grape Ale in versione sour. A questi si sono aggiunti ulteriori piazzamenti sul podio con Two Much (Ipa sperimentali), Eternal Summer (New England IPA), Doe (Barley Wine/Old Ale) e Madue (birre con frutta).

Un risultato che evidenzia non soltanto la qualità media della produzione, ma anche una significativa capacità di sperimentazione e presidio di stili differenti, dalle luppolate moderne alle birre maturate in botte.

L’Umbria tra le regioni più premiate

Oltre alla prestigiosa vittoria del premio “Birrificio dell’Anno”, l’Umbria chiude l’edizione 2026 con un totale di 17 riconoscimenti, di cui quattro medaglie d’oro, confermandosi tra le regioni più premiate della competizione.

Residual di Spello si è aggiudicato due medaglie d’argento nelle categorie IPA speciali e birre scure ad alta gradazione. Fabbrica della Birra Perugia di Torgiano ha conquistato un argento nella English IPA e un bronzo tra le Double/Imperial IPA, oltre a due menzioni speciali nelle sezioni dedicate alle ale chiare di ispirazione anglosassone e alle Italian Grape Ale sour. Sul podio anche Birralfina di Orvieto, con un argento nella categoria birre con spezie, mentre una menzione speciale è stata conferita al Birrificio Alto Tevere di San Giustino per la Belgian Strong Ale in stile Tripel.

Il commento di Unionbirrai

“Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – spiega Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai -. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo - conclude - Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità.”

La degustazione alla cieca rappresenta uno degli elementi qualificanti del concorso, garantendo un giudizio tecnico svincolato da logiche commerciali o notorietà del marchio.

Impatto economico e prospettive del comparto

In un contesto segnato dalla contrazione dei consumi fuori casa e dall’aumento dei costi di produzione, i riconoscimenti ottenuti assumono una valenza strategica per le imprese premiate. Il titolo di Birrificio dell’Anno e le medaglie conquistate possono tradursi in un rafforzamento della reputazione sul mercato, in una maggiore attrattività verso distributori e operatori horeca e in una spinta all’export.

Grazie ai risultati conseguiti, l’Umbria consolida ulteriormente il proprio posizionamento nel panorama brassicolo nazionale, affiancando alla consolidata tradizione enogastronomica una crescente specializzazione nel segmento craft. A oltre trent’anni dai primi fermenti del movimento artigianale in Italia, il comparto si presenta oggi più strutturato, competitivo e sempre più consapevole delle proprie potenzialità, confermando una maturità produttiva e culturale ormai riconosciuta anche a livello nazionale.

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Francesco Mastrodicasa
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