30 May, 2026 - 20:30

Birra artigianale, l’Umbria brinda al successo: premi e riconoscimenti nella Guida Slow Food 2027

Birra artigianale, l’Umbria brinda al successo: premi e riconoscimenti nella Guida Slow Food 2027

La birra artigianale italiana continua a crescere e l’Umbria si ritaglia un ruolo sempre più importante all’interno di un settore che, a trent’anni dalla sua nascita nel nostro Paese, rappresenta ormai una delle espressioni più dinamiche del Made in Italy agroalimentare.

La conferma arriva dalla nuova edizione della Guida alle Birre d’Italia 2027, presentata alla Camera di Commercio di Brescia davanti a circa duecento tra birrai, produttori e gestori di locali provenienti da tutta la Penisola. Un appuntamento ormai consolidato che da diciotto anni monitora l’evoluzione del comparto brassicolo nazionale, valorizzando non solo la qualità delle produzioni ma anche il rapporto tra i birrifici e il territorio.

Tra le regioni che maggiormente si sono messe in evidenza figura proprio l’Umbria, protagonista di una stagione particolarmente brillante.

Residual di Montefalco conquista il premio “Miglior Novità”

La notizia più significativa arriva da Montefalco, dove il birrificio Residual si è imposto come una delle realtà emergenti più interessanti del panorama nazionale.

Residual entra infatti tra le Eccellenze della guida insieme ad Altotevere, ma soprattutto conquista il prestigioso riconoscimento di Miglior Novità dell’anno.

La motivazione del premio sottolinea come il birrificio sia riuscito in pochi anni a distinguersi non soltanto per la qualità delle proprie birre, ma anche per una forte identità produttiva e per la solidità del progetto agricolo che lo sostiene.

Un riconoscimento che conferma come anche territori tradizionalmente associati al vino, come quello di Montefalco, possano esprimere nuove eccellenze brassicole capaci di attirare l’attenzione nazionale.

Le Chiocciole confermate a Birra Perugia e Birra dell’Eremo

Restano punti di riferimento assoluti del movimento brassicolo umbro due nomi ormai storici del settore.

La Chiocciola, il riconoscimento più prestigioso assegnato da Slow Food ai birrifici che si distinguono per qualità produttiva, coerenza progettuale e legame con il territorio, viene confermata sia a Birra Perugia sia a Birra dell’Eremo.

Due realtà che negli anni hanno saputo consolidare la propria reputazione ben oltre i confini regionali, diventando ambasciatrici dell’Umbria brassicola in tutta Italia.

La conferma delle Chiocciole testimonia la continuità di un percorso costruito sulla ricerca della qualità e sulla valorizzazione delle materie prime.

Premio filiera a Mastri Birrai Umbri e La Gramigna

Importanti riconoscimenti arrivano anche sul fronte della filiera produttiva.

La guida assegna infatti il Premio Filiera a Mastri Birrai Umbri e La Gramigna, realtà che negli anni hanno investito nella valorizzazione delle produzioni agricole locali e nella costruzione di un sistema produttivo sempre più integrato.

Un premio che assume particolare rilevanza in una fase in cui il tema della sostenibilità e della tracciabilità delle materie prime sta diventando centrale anche nel mondo della birra artigianale.

L’Umbria, grazie alla presenza di coltivazioni di orzo da malto e luppolo, sta infatti sviluppando una filiera sempre più completa e autonoma.

Crescono anche i locali specializzati

Non sono soltanto i birrifici a ricevere attenzione nella nuova guida.

Tra i locali segnalati figurano infatti Elfo, Ebè e Frà Luppolo, esempi di un’offerta che negli ultimi anni si è notevolmente ampliata e qualificata.

La Guida alle Birre d’Italia, infatti, non si limita più a indicare quali birre assaggiare, ma suggerisce anche dove poter vivere esperienze di degustazione di qualità.

Una trasformazione che fotografa la maturazione dell’intero comparto e la crescita di una cultura birraria sempre più diffusa.

Il ruolo del Cerb e della filiera umbra

Secondo Jacopo Cossater, referente umbro della guida, la vitalità del settore regionale è il risultato di un ecosistema costruito nel tempo grazie alla collaborazione tra produttori, istituzioni e centri di ricerca.

Particolarmente importante è stato il contributo del Cerb, il Centro di Ricerca per l’Eccellenza della Birra dell’Università di Perugia, che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per la formazione e l’innovazione.

Accanto al Cerb, un ruolo decisivo è stato svolto dai produttori di malto e luppolo che hanno permesso ai birrifici umbri di sviluppare progetti sempre più legati al territorio.

Come sottolinea Cossater, «la scena regionale non è mai stata così vivace», grazie alla capacità di mettere in rete competenze diverse e creare nuove opportunità di crescita.

Il ricordo di Carlo Petrini e le sfide del futuro

L’edizione 2027 della Guida alle Birre d’Italia è stata presentata in un clima particolarmente emozionante, segnato dal ricordo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso pochi giorni prima.

Ad aprire l’evento è stato il presidente di Slow Food Editore Roberto Burdese, che ha ricordato il ruolo pionieristico svolto da Petrini nel riconoscere l’importanza della birra artigianale già negli anni Novanta.

Oggi la guida racconta 468 produttori di birra, 54 produttori di sidro e ben 2.825 etichette, numeri che testimoniano la straordinaria crescita del movimento brassicolo italiano.

Le nuove sfide indicate dai curatori Eugenio Signoroni e Luca Giaccone riguardano soprattutto il rafforzamento della filiera e la costruzione di un vero e proprio manifesto della birra artigianale italiana.

Un percorso nel quale l’Umbria, alla luce dei risultati ottenuti, sembra destinata a svolgere un ruolo sempre più centrale.

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Mario Farneti
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