Un abbraccio, una carezza, uno sguardo che racconta più di mille parole. Nella serata di ieri, all’aeroporto militare di Ciampino, è andata in scena una delle pagine più intense dell’operazione umanitaria italiana che, dal gennaio 2024, ha già permesso a decine di bambini palestinesi feriti di lasciare l’inferno della guerra per ricevere cure nel nostro Paese. Stavolta sono arrivati in trentuno, tutti bisognosi di assistenza medica urgente, accompagnati da familiari. Tra loro anche un piccolo di soli otto anni, proveniente da Gaza, che ha trovato la sua nuova casa in Umbria.
Ad accoglierlo, con evidente commozione, la presidente della Regione, Stefania Proietti, che non ha voluto limitarsi a un gesto simbolico ma ha scelto di accompagnare di persona il bimbo nel suo primo viaggio verso la speranza. “Ha voluto ribadire che l'Umbria è, e sarà sempre, in prima linea nell'accoglienza, nell'aiutare e nel difendere chi soffre e chi ha avuto la sfortuna di nascere in un Paese dove la pace non esiste” - queste le parole ufficiali della governatrice, pronunciate dopo l’arrivo.
Il piccolo paziente, accompagnato dai nonni e da una giovanissima zia, è stato subito trasferito all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Qui è stato accolto nel reparto di pediatria, affidato alle cure del primario Alberto Verrotti Di Pianella e del dottor Giuseppe Di Cara. “Abbiamo accompagnato il piccolo all'ospedale Santa Maria della Misericordia, nel reparto di pediatria, dove è stato affidato al primario Alberto Verrotti Di Pianella e al dottor Giuseppe Di Cara” ha scritto Proietti su Instagram, condividendo anche alcune immagini dell’accoglienza.
La governatrice ha poi raccontato in prima persona l’incontro: “Con indicibile commozione ho accolto, all'aeroporto di Ciampino, un bambino palestinese di 8 anni, proveniente da Gaza, accompagnato dai nonni e dalla giovanissima zia” ha spiegato. “Ha bisogno di cure specifiche per le mutilazioni e le ferite profonde riportate nell'inferno della guerra. Non ci sono parole per esprimere la commozione che ho provato nell'abbracciarlo a nome di tutta la comunità umbra, che ha adottato lui e la sua famiglia. Insieme li ricopriremo di affetto e di cure, come stiamo facendo da qualche settimana con un'altra famiglia di Gaza”.
La presidente ha voluto sottolineare il valore simbolico e politico di questo gesto: “Come Regione Umbria vogliamo essere un segno di speranza e di umanità oltre la guerra” ha dichiarato. Il piccolo è arrivato in Italia grazie alla missione MedEvac, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, con il supporto del Ministero degli Esteri e alla presenza del ministro Antonio Tajani, presente all’arrivo.
“Grazie al personale medico e sanitario, alla Protezione Civile e ai ministeri, all’Aeronautica Militare e ai volontari: un'immagine dell'Italia più bella” ha aggiunto Proietti. Poi un pensiero più ampio, rivolto al senso dell’accoglienza: “L'accoglienza di questi piccoli innocenti, martoriati dalla guerra e dalla fame, è un piccolo ma forte messaggio di speranza e di solidarietà verso chi soffre e porta, sul corpo e nell'anima, i segni di un conflitto senza senso, che sta seminando morte, distruzione e miseria”.
L’arrivo di questi bambini a Ciampino non è un episodio isolato ma parte di un piano umanitario di lungo periodo. Come ricordato dal ministro Tajani in una nota ufficiale, “Con profonda emozione questa sera accoglierò un altro gruppo di bambini palestinesi evacuati dalla Striscia che saranno curati nel nostro Paese... Si tratta della più importante operazione sanitaria condotta finora dall’Italia, la 14ª evacuazione da gennaio 2024 per assistere la popolazione civile palestinese”.
Questa missione è la più ampia finora realizzata: trentuno piccoli pazienti, accompagnati da familiari, per un totale di circa 120 persone. Si tratta di bambini in condizioni di salute critiche, molti dei quali colpiti da gravi malattie congenite, ferite da arma da fuoco o esplosioni, amputazioni e traumi psicologici profondi.