La relazione sul rendiconto 2025 del sindaco Vittorio Fiorucci si distingue per un’impostazione volutamente misurata. Fin dalle prime battute, il primo cittadino mette le mani avanti, chiarendo che non si tratta di un’operazione autocelebrativa.
“Non siamo qui per fare una rappresentazione autocelebrativa”, afferma, scegliendo un registro che punta più alla verifica che alla rivendicazione.
È una scelta politica precisa. In un contesto spesso segnato da comunicazioni enfatiche, Fiorucci opta per una narrazione che prova a trasmettere solidità amministrativa, più che entusiasmo. Il messaggio è chiaro: conti in ordine, servizi garantiti, percorso avviato.
Il filo conduttore della relazione è uno solo, ribadito più volte: il rafforzamento del metodo amministrativo. “Più programmazione, più coordinamento, più attenzione ai procedimenti”, sottolinea il sindaco, indicando quello che considera il vero salto di qualità del 2025.
Si tratta di un elemento meno visibile rispetto alle opere o agli eventi, ma decisivo sul piano politico. Fiorucci lo esplicita con chiarezza: senza un metodo solido, anche i risultati rischiano di restare episodi isolati. In questo senso, la relazione punta a costruire l’immagine di un’amministrazione che lavora sulla struttura prima ancora che sull’apparenza.
![]()
Tra i settori che emergono con maggiore forza c’è quello culturale. Non come semplice vetrina, ma come asse portante dell’identità cittadina. I numeri del Museo Civico di Palazzo dei Consoli parlano chiaro, con un incremento del 19 per cento dei visitatori. Un dato che il sindaco definisce senza enfasi, ma che rappresenta uno dei risultati più tangibili.
Accanto a questo, la valorizzazione della Biblioteca Sperelliana e il lavoro sulle Tavole Iguvine delineano una strategia più ampia. Non eventi isolati, ma un sistema che punta a consolidare la capacità attrattiva di Gubbio. “Non una somma di eventi sparsi, ma un quadro più leggibile”, è la sintesi implicita.
Se la cultura rappresenta la vetrina, il sociale è il vero banco di prova. Qui la relazione assume un tono più deciso. “Una amministrazione si misura anche, e forse soprattutto, da come presidia le fragilità”, afferma Fiorucci.
Il riferimento alla Zona Sociale n. 7 e alle numerose progettualità attivate restituisce l’immagine di un sistema che prova a tenere insieme servizi e bisogni reali. L’innalzamento della soglia ISEE per l’integrazione delle rette e il rafforzamento delle collaborazioni con Caritas e Diocesi sono segnali concreti di una linea politica che punta a non relegare il sociale a tema residuale.
Sul fronte dei lavori pubblici, la relazione mantiene un equilibrio tra risultati e criticità. Vengono evidenziati interventi conclusi, come quelli sull’edilizia scolastica, ma anche opere ancora in corso. Il sindaco evita toni trionfalistici e riconosce le difficoltà legate a risorse e personale.
È forse uno dei passaggi più realistici della relazione. “Alcune opere sono state chiuse, altre sono avanzate”, è la linea adottata, che restituisce un’immagine di cantiere aperto più che di percorso completato.
Un altro elemento centrale è rappresentato dai servizi quotidiani. Trasporto scolastico, ristorazione, assistenza all’infanzia: numeri importanti che raccontano una macchina amministrativa chiamata a funzionare ogni giorno.
Dietro le cifre, emerge un concetto semplice ma fondamentale: il bilancio non è solo contabilità, ma qualità della vita. Il fatto che questi servizi siano stati garantiti viene presentato come un risultato in sé, più che come un dato scontato.
Sul versante ambientale, la relazione segnala progressi significativi, in particolare sulla gestione della discarica di Colognola. “Non è una partita chiusa, ma non è più nemmeno lasciata galleggiare”, sottolinea il sindaco, scegliendo ancora una volta un linguaggio prudente.
Anche sul sistema dei rifiuti e sul monitoraggio ambientale emerge un approccio concreto. Non viene costruita una narrazione risolutiva, ma viene evidenziato un percorso che si muove in una direzione più definita.

Nel complesso, la relazione restituisce l’immagine di un’amministrazione che punta sulla stabilità. Non ci sono grandi annunci o svolte clamorose, ma una serie di interventi che, messi insieme, delineano un percorso di consolidamento.
Il sindaco lo sintetizza chiaramente nella parte finale, parlando di un quadro “serio e leggibile”. Una definizione che fotografa bene l’impostazione dell’intero documento.
La relazione sul bilancio 2025 non è un racconto entusiasmante, ma è coerente con la linea politica adottata da Vittorio Fiorucci. Una linea che privilegia il metodo, la continuità e la gestione ordinata rispetto alla ricerca di risultati immediatamente visibili.
Resta però una domanda di fondo: questo approccio sarà sufficiente a rispondere alle aspettative della città? Per ora, la risposta del sindaco è chiara: prima mettere ordine, poi accelerare. Ma il tempo, come sempre in politica, sarà il vero giudice.