Nei pressi del borgo medievale di Bevagna (PG), si trova il suggestivo lago d’Aiso, un piccolo specchio d’acqua che di recente è tornato sotto i riflettori grazie allo youtuber Gianmarco Zagato.
Nel suo nuovo video intitolato "L’Italia Oscura – Un mistero inspiegabile per ogni regione", Zagato, youtuber con oltre 2 milioni di iscritti, racconta la vicenda leggendaria che avvolge questo luogo. Il lago d’Aiso – noto anche come "Lago dell’Abisso" o "Lago dell’Inferno" – è in realtà una risorgiva naturale di circa 30 metri di diametro, la cui profondità (tra i 13 e i 15 metri) è insolita per un bacino così modesto. Le sue acque calme e il verde circostante offrono oggi un’oasi di pace per turisti e appassionati di fotografia, ma sotto la superficie si nasconde una storia che risale al Seicento.
Immerso nella campagna, tra filari di alberi e campi coltivati, il lago d’Aiso appare come una sorpresa improvvisa nel paesaggio. Zagato lo descrive come "una sorta di oasi", ma sottolinea anche quanto sia sorprendente la sua conformazione: uno specchio d’acqua stretto – largo appena 13-15 metri – ma con una profondità che raggiunge i 30 metri. Una caratteristica che rende il bacino unico e affascinante agli occhi di chi lo visita.
La narrazione popolare racconta che, nel 1600, nei pressi dell’attuale lago vivesse un ricco possidente di nome Chiarò, "poco propenso alla carità cristiana e alle cose di Chiesa". Proprio durante la festa di Sant’Anna – giorno tradizionalmente dedicato al riposo – Chiarò volle trebbiar il grano dei suoi campi, ignorando le preghiere e gli avvertimenti della moglie devota. Quando un angelo apparve alla donna intimandole di fuggire con i figli, alle sue spalle la terra cedette: si aprì una voragine che inghiottì il casolare di Chiarò, il contadino stesso e tutti i suoi averi, riempendosi subito delle acque che formarono l’attuale lago. Da quel momento il luogo fu chiamato appunto "Lago dell’Abisso". Secondo la leggenda, ogni anno, il giorno di Sant’Anna (26 luglio) si può ancora udire nei pressi del lago la voce del contadino dannato che invoca perdono.
Nel suo video Zagato riprende questa storia affascinante, alternando toni misteriosi e descrizioni pittoresche. Il lago, immerso tra filari d’alberi e campi coltivati, viene da lui descritto come "una sorta di oasi" di pace, il cui aspetto idilliaco contrasta con la leggenda tenebrosa che gli dà vita. Zagato sottolinea che il nome popolare "Abisso" riflette la tradizionale credenza che il lago "non ha fondo" e che al suo interno ci vivrebbero addirittura "misteriosi pesci con un occhio solo". Nel video lo youtuber evidenzia il contrasto tra la calma odierna del luogo e il racconto sovrannaturale delle origini, contribuendo a diffondere la conoscenza di questo segreto umbro tra il suo vasto pubblico.
Il nome "Abisso" o "Lago dell’Inferno" deriva proprio dalla leggenda che lega la sua nascita alla punizione divina inflitta a Chiarò. Ma questa denominazione riflette anche l’alone di mistero che da sempre circonda lo specchio d’acqua. Ancora oggi, numerosi racconti popolari parlano di "rumori inspiegabili", di avvistamenti e persino di presenze che aleggerebbero nei pressi del lago. Un fascino che alimenta l’immaginario e mantiene viva la tradizione orale.
Oggi il lago d’Aiso è apprezzato non solo per la sua storia misteriosa ma anche come attrazione naturalistica. Situato a pochi chilometri dal centro di Bevagna, in pianura, il piccolo bacino offre scorci di grande suggestione. Le sue acque chiare e gli alberi circostanti lo rendono meta ideale per passeggiate e scatti fotografici. Il lago ha attirato anche l’attenzione di studiosi e appassionati: negli anni Duemila sono emersi reperti archeologici nella zona circostante, testimonianza dell’antica importanza del sito (un tempo area sacra).
La leggenda di Chiarò ha contribuito a dare fama al lago e a conservare vivo il fascino locale: non a caso il nome "Abisso" è molto diffuso tra gli abitanti del posto. Sebbene non vi siano prove documentali della catastrofe, la tradizione orale rimane viva.