Una sanità umbra a due velocità, dove da una parte ci sono gli annunci di eccellenze ma dall'altra la situazione del Pronto Soccorso al Santa Maria di Terni è prossima al collasso. A denunciare "il paradosso" è Claudio Batini, consigliere comunale di Alternativa Popolare che riferisce una versione del presidio fatta di disagi e carenze, dove i pazienti che non trovano un letto spesso non trovano neanche una poltrona o, ancora, sono costretti ad attendere addirittura in ambulanza.
"Mentre i vertici della Regione Umbria e la Presidente Proietti continuano a tessere le lodi di una sanità d’eccellenza, la realtà quotidiana che si consuma all’interno del Pronto Soccorso di Terni racconta una storia di profondo degrado strutturale e gestionale" esordisce Batini.
Il riferimento va anche all'aggressione al personale sanitario verificatasi nella notte fra 30 e 31 dicembre. L'ennesimo grave episodio che ha richiesto l'intervento dei Carabinieri. Ma questa, affema il consigliere, "è solo la punta dell'iceberg di una situazione ormai fuori controllo". A fronte della "doverosa solidarietà a medici e infermieri", la consapevolezza, ribadisce, è però un'altra: al Pronto Soccorso del Santa Maria la situazione si è fatta insostenibile e la solidarietà "non basta più a coprire le gravi inefficienze".
Batini parla di "un vero e proprio 'blocco delle barelle'" che "dura ormai da oltre una settimana" dove ci sono almeno "60 pazienti perennemente in attesa di una collocazione". Quello dipinto dal consigliere comunale è un "sistema al collasso" con un Pronto Soccorso dove si assiste a scene angosciose.
"Le barelle e le sedie sono esaurite - spiega -, utilizzate come 'letti di fortuna' per i pazienti in attesa di ricovero che i reparti non riescono ad assorbire. Il risultato è drammatico: i nuovi arrivati sono costretti ad attendere in piedi o, peggio ancora, bloccati all'interno delle ambulanze che non possono essere liberate, sottraendo mezzi vitali al soccorso territoriale".
Batini chiede alla Regione un intervento urgente. "Basta omertà: è tempo di dire la verità" e invoca "una reale coesione tra cittadini, associazioni, cooperative e tutto il personale sanitario, dai dirigenti ai sindacati".
"Non possiamo più permettere che il silenzio o la difesa d'ufficio prevalgano sulla salute pubblica - afferma -. Terni è stanca di sentirsi dire solo promesse e di assistere ad applausi inveri mentre il servizio essenziale cade a pezzi"
Il riferimento è al governo regionale: "Non si può parlare di eccellenza quando i cittadini sono privati della dignità minima di cura. È tempo - conclude - che alle parole seguano fatti concreti per restituire all'Ospedale Santa Maria la funzionalità che merita".
Sono stati momenti di tensione al Pronto Soccorso del Santa Maria quando intorno alle 2 del mattino del 31 dicembre, un giovane ha provato, in preda a un forte stato di agitazione, ad accedere agli spazi interni per raggiungere un familiare che era stato preso in carico. All'uomo è stato chiesto di uscire ma ha dato in escandescenze e si è reso necessario l'intervento di una guardia giurata della Cosmopol per evitare che la situazione potesse degenerare, mentre poco dopo sono arrivate anche due pattuglie dei Carabinieri. Da quanto appreso l'uomo avrebbe aggredito sia verbalmente che fisicamente il personale sanitario arrivando alle minacce di morte.
Sulla questione è intervenuto anche l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Terni (OPI) che ha chiesto alle autorità competenti di prestare la massima attenzione, chiedendo di fermare la violenza contro il personale sanitario e sottolineando come tali episodi rappresentino "reati di particolare allarme sociale".