Un cittadino albanese di 33 anni è stato tratto in arresto in flagranza per spaccio di stupefacenti. L'uomo è stato fermato mentre cedeva cocaina a un 47enne, in un parco di Bastia Umbra, pieno di bambini al momento del fatto. Per il 33enne è stato imposto il divieto di dimora in Umbria.
Nuovo arresto per spaccio di cocaina. Il 33enne albanese, già noto alle forze dell’ordine, è stato notato cedere droga a un consumatore. I due sono stati posti a controllo.
Il pusher è stato trovato in possesso di 16 bustine di cocaina per un peso complessivo di 10 grammi e in tasca aveva anche poco più di 3.500 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività di spaccio.
Scattato l'arresto in flagranza di spaccio per il 33enne, già comparso davanti al giudice, punito col divieto di dimora in Umbria. Il cliente, un 47enne di Bastia Umbra, è stato segnalato, invece, come consumatore in Prefettura a Perugia.
Lo spaccio di stupefacenti in luoghi affollati non è una rarità. Nelle scorse settimane a Terni sono scattati tre arresti in flagranza. I Carabinieri del Norm di Terni hanno sequestrato anche 2 etti e mezzo di stupefacenti sequestrati e un migliaio di euro ritenuti provento di spaccio.
I militari della Radiomobile hanno sorpeso due giovani in Strada Santa Filomena (un italiano di 20 anni e un 21enne straniero) all’interno di un campetto del parco Angeli, con hashish nascosto negli indumenti e contanti in banconote di piccolo taglio.
La Sezione Operativa ha fermato, poche ore dopo, in via del Rivo un 27enne albanese, trovato con 50 dosi di cocaina nascoste in un’utilitaria a noleggio.
In Italia, il reato di spaccio di sostanze stupefacenti viene disciplinato dall’articolo 73 del DPR 309/1990, noto come Testo Unico sugli stupefacenti. La norma punisce chiunque coltivi, produca, venda, ceda, distribuisca o detenga droga con finalità di spaccio, distinguendo tra sostanze cosiddette “pesanti”, come eroina e cocaina, e quelle “leggere”.
Per lo spaccio di droghe pesanti, la legge prevede pene particolarmente severe: la reclusione va da 6 a 20 anni, accompagnata da una multa che può arrivare fino a 260mila euro. Se il fatto viene qualificato come di lieve entità, prevista dal comma 5 dell’articolo 73, la pena può essere sensibilmente ridotta.
Diversa è la posizione di chi detiene droga per uso personale. In questo caso non si configura un reato penale, ma un illecito amministrativo. La distinzione tra uso personale e spaccio non dipende solo dalla quantità di sostanza, ma da una valutazione complessiva che comprende il confezionamento, la presenza di bilancini, denaro contante e altri elementi indicativi dell’attività di cessione.