19 Feb, 2026 - 13:00

Baschi, truffatore fermato sull'A1 con gioielli e contanti: indagini si allargano nel Padovano

Baschi, truffatore fermato sull'A1 con gioielli e contanti: indagini si allargano nel Padovano

Un'auto scura, un viaggio senza meta apparente e un sospetto che corre via lungo l'A1. È bastata una segnalazione della sala operativa - una Opel Mokka avvistata a Cairo Montenotte e collegata a una serie di truffe ai danni di anziani - per far scattare l'allerta tra le pattuglie della Polizia di Stato. Quando gli agenti della Polizia Stradale di Orvieto hanno individuato il veicolo nell'area di servizio Giove Ovest, nel comune di Baschi, l'uomo al volante non ha saputo nascondere il nervosismo. Niente documenti, nessuna spiegazione chiara sul viaggio. La perquisizione eseguita poco dopo ha confermato i sospetti: tra monili, contanti e gioielli nascosti sotto il sedile, il quadro della truffa è tornato nitido. Da quella fermata ordinaria è partita un'indagine che oggi si allarga fino al Padovano.

La segnalazione da Cairo Montenotte e il blitz nell'area di servizio Giove Ovest

Tutto ha avuto inizio da una comunicazione giunta alla sala operativa della Polizia. Una Opel Mokka di colore scuro era stata notata nei pressi di Cairo Montenotte, nell'entroterra ligure, in circostanze che l'hanno fatta ritenere riconducibile ad alcune truffe perpetrate ai danni di persone anziane nella zona. Il sospetto si è trasformato in allarme quando il veicolo è stato segnalato in movimento lungo l'autostrada A1 in direzione sud.

La macchina dei controlli si è messa in moto immediatamente. Gli agenti della Sottosezione di Orvieto hanno intercettato l'auto mentre sostava nell'area di servizio Giove Ovest, situata nel territorio del comune di Baschi, in Umbria. L'approccio è stato rapido e discreto, ma sufficiente per notare l'immediato stato di agitazione del conducente. Alla richiesta di esibire i documenti, l'uomo ha mostrato un evidente imbarazzo, dichiarando di non averli con sé e fornendo versioni contraddittorie sul motivo del suo viaggio. Un comportamento che ha convinto i poliziotti a procedere con un controllo più approfondito del veicolo.

Gioielli e contanti sotto il sedile: l'indagine si allarga nel Padovano

La perquisizione all'interno dell'abitacolo ha dato esito positivo. Sotto il sedile, occultati in modo frettoloso, sono stati rinvenuti monili, gioielli e una somma di denaro contante. Un ritrovamento che, alla luce della segnalazione iniziale, ha assunto immediatamente un significato ben preciso. La refurtiva, per tipologia e modalità di occultamento, corrispondeva al tipico bottino delle truffe agli anziani, spesso perpetrate con il metodo del finto maresciallo o del falso incidente.

L'uomo, di cui non sono state fornite le generalità, è stato fermato e portato negli uffici della Polizia Stradale per gli accertamenti del caso. La Procura della Repubblica di Terni ha aperto un fascicolo per ricettazione, ma l'ipotesi investigativa punta a collegare il possesso di quei beni alle truffe segnalate nei giorni precedenti.

Il passo successivo per gli inquirenti è ora quello di risalire alla provenienza della merce recuperata. L'indagine, come si legge nella nota della Polizia, si sta allargando fino al Padovano, dove potrebbero essere state consumate altre truffe con il medesimo modus operandi. Gli agenti stanno incrociando le denunce presentate nelle ultime settimane nelle stazioni dei Carabinieri e nei commissariati del Veneto, nella speranza di restituire i gioielli ai legittimi proprietari e di ricostruire l'intera rete di azioni delittuosa. L'unica certezza, al momento, è che un controllo di routine lungo l'autostrada ha permesso di interrompere una catena di raggiri che probabilmente aveva ancora vittime da colpire.

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Federico Zacaglioni
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