10 Mar, 2026 - 21:30

La Bartoccini Perugia promuove l’iniziativa “Mai bandiera bianca” contro la violenza sulle donne

La Bartoccini Perugia promuove l’iniziativa “Mai bandiera bianca” contro la violenza sulle donne

Il mondo dello sport può diventare uno strumento potente per diffondere messaggi sociali e promuovere una cultura del rispetto. È con questo spirito che la Bartoccini MC Restauri Perugia ha partecipato a un’iniziativa di sensibilizzazione dedicata al contrasto della violenza di genere, organizzata nel capoluogo umbro all’interno della campagna nazionale “Contro la violenza sulle donne, mai bandiera bianca”.

L’incontro si è svolto nella storica Sala dei Notari, uno dei luoghi più rappresentativi della città, e ha visto la partecipazione di istituzioni, associazioni e numerosi studenti. Il progetto rientra nelle attività promosse dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani insieme al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione e del rispetto tra le nuove generazioni.

Per la società perugina erano presenti la responsabile marketing Alice Merli e le atlete Stefania Recchia e Alessia Fiesoli, protagoniste di un confronto che ha messo in evidenza il ruolo sociale dello sport femminile e la responsabilità delle società sportive nel promuovere messaggi educativi.

Il contributo della Bartoccini Perugia: sport e impegno sociale

Durante l’incontro, moderato dalla presidente del Co.Re.Com. Umbria Michela Angeletti, la parola è passata anche ai rappresentanti del club perugino. L’intervento di Alice Merli ha offerto uno spunto di riflessione su una questione ancora molto attuale: la disparità di attenzione tra sport maschile e femminile.

"Lo sport femminile è ancora spesso considerato un passo indietro rispetto a quello maschile, soprattutto in termini di visibilità . Anche quando arrivano risultati importanti, come vittorie o traguardi sportivi, l’attenzione mediatica rimane spesso concentrata altrove. Da qui è nata la volontà di fare qualcosa e utilizzare la nostra squadra per lanciare messaggi positivi".

Le parole della dirigente mettono in luce un tema che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale nel dibattito sportivo italiano: la necessità di riconoscere pari dignità e spazio al movimento femminile. In questo contesto, la Bartoccini ha scelto di affiancare all’attività agonistica anche iniziative di carattere sociale.

Tra queste, la società ha promosso progetti di sensibilizzazione e raccolte fondi destinate a sostenere realtà impegnate nel supporto alle donne vittime di violenza. In particolare, il club ha collaborato con l’associazione Scarpetta Rossa per una campagna solidale che ha coinvolto tifosi, sostenitori e comunità locale.

"Il nostro impegno deve essere costante. Non solo nelle giornate simboliche come l’8 marzo o il 25 novembre. Come squadra di donne vogliamo essere ambasciatrici di valori positivi: lo sport è educazione, rispetto e collaborazione".

Il dialogo con gli studenti e il valore educativo dello sport

L’iniziativa ha avuto un forte coinvolgimento del mondo scolastico. Alla giornata hanno partecipato diverse classi provenienti da istituti della città, tra cui l’IIS “Alessandro Volta”, il liceo artistico “Bernardino di Betto” e il liceo scientifico “Alessi”.

La presenza degli studenti ha trasformato l’incontro in un momento di confronto diretto tra giovani, istituzioni e protagonisti dello sport. Le atlete della Bartoccini hanno raccontato la propria esperienza personale e il percorso che le ha portate a competere ai massimi livelli della pallavolo italiana.

Il messaggio emerso è stato chiaro: lo sport può contribuire in maniera concreta alla diffusione di valori positivi. Attraverso la pratica sportiva si apprendono infatti principi fondamentali come la collaborazione, il rispetto delle regole e la capacità di lavorare in squadra.

Nel corso dell’evento è stato proiettato anche il noto intervento dell’attrice Paola Cortellesi pronunciato durante i David di Donatello 2018. Il monologo, riproposto grazie alla collaborazione con Rai Umbria, affronta con ironia e lucidità il tema degli stereotipi di genere e del linguaggio che spesso alimenta discriminazioni. Proprio su questo aspetto si è concentrata parte della riflessione emersa nel corso dell’incontro: cambiare la cultura significa partire anche dalle parole e dagli atteggiamenti quotidiani.

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Lorenzo Farneti
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