18 May, 2026 - 14:30

"Rifonderò la Ternana e sarà diversa": Bandecchi straccia il comunicato e prepara la fusione sull'asse Terni-Orvieto

"Rifonderò la Ternana e sarà diversa": Bandecchi straccia il comunicato e prepara la fusione sull'asse Terni-Orvieto

“La mia Ternana sarà diversa”Stefano Bandecchi lo dice alla fine, ma è lì che sta la notizia. Il sindaco di Terni parla dal suo ufficio al Palazzo della Provincia, dopo aver letto e commentato quello che definisce un volantino, in realtà è il comunicato di Patto Avanti Umbria. Datato 13 maggio, insomani della prima asta deserta. Poi pochi minuti dopo lancia un nuovo messaggio: "Mi hanno offerto la presidenza della Federazione Fioristi e quella della Federazione Pugilato. Sapete cosa ho scelto? Rifonderò la Ternana!".

Interrompe più volte, alza i toni, respinge le accuse sul fallimento e rivendica i 105 milioni investiti. Poi chiude il foglio e va oltre. Quella frase indica una direzione precisa. In questo momento Bandecchi è convinto che l’asta del 22 maggio andrà deserta e si muove già sul piano B. L’ipotesi è quella che circola da giorni: acquisire l’Orvietana e costruire una nuova realtà attraverso una fusione con una società ternana affiliata alla FIGC da almeno due anni. Subito dopo accartoccia il foglio e lo lancia nel cestino.

Il video diffuso dal sindaco di Terni condensa in pochi minuti una doppia operazione: respingere le accuse del centrosinistra umbro e, al tempo stesso, mandare un segnale preciso sul futuro del calcio in città se la Ternana dovesse sparire. Bandecchi impugna il comunicato del Patto Avanti Umbria come fosse un atto di accusa da smonbtare. Lo legge con rabbia, lo disarticola, lo riempie di improperi e rivendicazioni. Poi, nel finale, si stacca dal copione e disegna una traiettoria nuova. Non è più il politico attaccato dalle opposizioni o il presidente rossoverde che difende il proprio operato: è un uomo che ha già voltato pagina e sta preparando il prossimo capitolo.

Il video nel Palazzo della Provincia: Bandecchi legge, ribatte e rivendica i 105 milioni investiti nella Ternana

Tutto comincia con un gesto teatrale. Stefano Bandecchi prende il foglio stampato, lo alza verso la telecamera e lo definisce subito un volantino. “C’è qualche imbecille che ha fatto anche il volantino”, esordisce, inquadrando l’intera operazione come un attacco politico confezionato ad arte. Quello che ha tra le mani è il comunicato ufficiale di Patto Avanti Umbria, la coalizione che esprime la presidente Stefania Proietti e guida la Regione. Un testo che lo chiama in causa sulla gestione della Ternana, attribuendogli “responsabilità politica, economica e morale” nel dissesto del club.

La lettura è un continuo interrompersi. Bandecchi non concede tregua alle parole scritte. Ogni passaggio diventa un pretesto per ribattere con i numeri. Quando il comunicato evoca il fallimento, lui ricorda la cessione di tre anni fa: “Io l’ho venduta con 3 milioni e 700 mila euro in cassa”. E subito aggiunge le plusvalenze maturate dopo l’addio: “Hanno venduto calciatori per circa 9 milioni”. Un modo per dire che il dissesto non è nato sotto la sua presidenza, ma dopo.

Il tono si scalda quando il documento chiama in causa l’uso della Ternana per la carriera politica. Qui il sindaco alza la voce, infila offese dirette e contesta la presunta coincidenza tra consenso elettorale e passione calcistica. “Ho perso sei partite di fila”, sottolinea, rivendicando una estraneità tra le sue sorti personali e quelle della squadra. La replica è brutale, senza filtri, ma dentro c’è anche un calcolo comunicativo: mostrarsi vittima di una campagna, scaricando sulla nuova proprietà e sulla Regione l’immagine del fallimento imminente.

Il momento in cui il video cambia registro è quello dei soldi. Bandecchi abbandona il tono rabbioso e ripete, scandendo ogni sillaba, la cifra che per lui rappresenta la prova regina: “Io ci l’ho lasciato 105 milioni”. Lo dice più volte. È il cuore della difesa, il muro contro il quale, nella sua lettura, si infrangono tutte le accuse di gestione dispendiosa. Salta pezzi interi del comunicato, li riassume in una battuta, taglia dove il testo parla di incompatibilità tra ruolo politico e proprietà del club“Non ve la posso nemmeno leggere tutta”, liquida, senza entrare nel merito di un tema giuridicamente delicato.

Oltre la polemica: il messaggio in codice sul futuro e l’operazione Orvietana per una nuova Ternana

A quel punto Bandecchi rompe definitivamente il ritmo. Lascia il foglio, guarda l’obiettivo e inserisce una parentesi quasi ironica sul suo cognome, spesso storpiato in Bandecci nel testo: “Così almeno capiscono che mi chiamo Bandecchi”. Ma è solo una pausa. Subito dopo arriva la frase che squarcia lo schermo: “La mia Ternana sarà diversa”. Non la legge, la dice a braccio, fissando la camera. Non è più una difesa del passato. È l’annuncio di un progetto nuovo.

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La frase va letta dentro lo schema che da giorni circola negli ambienti vicini al Comune di Terni e allo sport umbro. Stefano Bandecchi è convinto che l’asta del 22 maggio, quella fissata per la Ternana, andrà deserta. E si sta muovendo già oltre. Il piano B, mai confermato ufficialmente ma sempre più delineato, è l’acquisizione del titolo sportivo dell’Orvietana e la successiva fusione con una società ternana di rilievo, già affiliata alla FIGC da almeno due stagioni. Questo passaggio è essenziale per mantenere la continuità sportiva e l’iscrizione ai campionati federali, aggirando l’eventuale fallimento dell’asta.

Bandecchi non fa nomi, non spiega i dettagli. Ma il messaggio in codice è chiaro: non si tratterà di raccogliere i cocci della vecchia Ternana, bensì di costruire una realtà nuova, una “sua” Ternana diversa, appunto, che affondi le radici nel territorio attraverso l’Orvietana e un partner ternano solido. L’operazione, se confermata, consentirebbe di ripartire da categorie inferiori senza portarsi dietro il fardello dei debiti e delle polemiche, ma con una base identitaria forte.

Il video si chiude come era iniziato, con un gesto simbolico. Stefano Bandecchi prende il comunicato di Patto Avanti Umbria, lo accartoccia e lo lancia nel cestino. Poi guarda l’obiettivo: “Ciao a tutti. Spegni pure.”. La carta rimbalza nel silenzio dell’ufficio. Fuori scena resta quella frase, netta e definitiva: “La mia Ternana sarà diversa”. È lì che si sposta, adesso, tutta l’attenzione.

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Federico Zacaglioni
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