Nessuna interruzione dell'attività amministrativa, anzi. Il giorno dopo l'azzeramento della giunta, il sindaco Stefano Bandecchi corre ai ripari e detta la linea: al primo posto ci sono le buche che solcano le strade cittadine e la messa in sicurezza del territorio dopo le frane provocate dal maltempo. "Il necessario azzeramento della giunta comunale per intensificare l'attività amministrativa nella seconda parte del mandato non avrà nessuna ripercussione sull'attività amministrativa di questi giorni", dichiara il primo cittadino, lanciando un messaggio chiaro alla città e ai dipendenti comunali.
Mentre gli ex assessori, in una lunga mattinata di commiati silenziosi, hanno fatto ritorno a Palazzo Spada per raccogliere gli effetti personali, il sindaco ha riunito i vertici della macchina comunale per blindare la continuità operativa. Una mossa che prova a spegnere sul nascere qualsiasi ipotesi di stallo, in attesa della nuova squadra chiamata a gestire la seconda metà del mandato. Dagli sgomberati, intanto, nessuna polemica.

La fase due dell'era Bandecchi a Terni parte da due cantieri, uno concreto e l'altro politico. Il primo riguarda i disagi quotidiani dei cittadini. A stretto giro di posta, il primo cittadino ha fatto il punto con il direttore generale Claudio Carbone e il capo di gabinetto Aldo Bernocco per attivare i dirigenti su due fronti caldissimi: il dissesto idrogeologico e il manto stradale. "Il comune di Terni continua a lavorare in maniera assidua e produttiva", ha spiegato il sindaco. "Questa mattina ho fatto il punto della situazione con il direttore generale Carbone e con il capo di gabinetto Bernocco affinché si attivassero nei confronti dei dirigenti".
Sul tavolo ci sono interventi immediati e cifre precise. "Veniamo da un mese e mezzo di maltempo che ha provocato danni di non poco conto", ha proseguito Bandecchi. "Questa mattina il rup Leonardo Donati ha attivato le procedure di somma urgenza per intervenire sulla frana sul versante montuoso di via Sant'Onofrio a Cesi. Si tratta di un importo di 310 mila euro. Entro la primavera contiamo di mettere in sicurezza la situazione e di ripristinare il versante". Una boccata d'ossigeno per una zona stremata dalle piogge.

Parallelamente, la guerra all'asfalto dissestato prosegue senza sosta. "Per quanto riguarda le buche ieri ho effettuato un sopralluogo in quasi tutta la città", ha raccontato il sindaco. "Veniamo da anni di abbandono e da 45 giorni di piogge alternate a gelate notturne. È chiaro che ci sono numerose lesioni alle bitumazioni delle vie cittadine". Dopo aver fatto il punto con il tecnico responsabile Stefano Carloni, i numeri parlano di uno sforzo concreto: "Al momento sono al lavoro due squadre interne, con i mezzi comunali, e una squadra esterna. Ogni giorno vengono stesi 50 quintali di bitume a caldo, fermo restando che a gennaio, per la pioggia, i giorni laborativi sono stati 13 e a febbraio, finora, appena 3. Confidiamo in un miglioramento del tempo per essere ancora più incisivi".

Mentre il sindaco dettava le priorità operative, le stanze del potere si svuotavano. La mattinata di oggi a Palazzo Spada ha assunto i contorni di una scena già vista in altri contesti di crisi aziendale: ex assessori e assessore intenti a raccogliere documenti e oggetti personali in scatoloni, in un clima di riserbo e "no comment". Un'immagine che, per rapidità e modalità, ha riportato alla memoria i giorni drammatici dei licenziamenti nella finanza globale, quando i dipendenti della Lehman Brothers lasciavano gli uffici con i loro effetti personali sottobraccio. Ma a Terni, a differenza di altri frangenti, non è volata una mosca.
L'unico a rompere il silenzio è stato proprio lui, Riccardo Corridore, l'uomo che per primo ha creduto e supportato Bandecchi nella sua avventura politica a Terni, fino a ricoprire il ruolo di vicesindaco. Con un aplomb che non ammette crepe, l'ex numero due ha spiegato il dietro le quinte di un azzeramento che ha colto tutti di sorpresa. "Il sindaco ha riconosciuto che si è lavorato tanto e bene, ma ha usato una metafora calcistica: è come una squadra che è seconda in classifica e vuole arrivare prima. Questo cambio è giusto, ne è pienamente convinto, e io continuo a credere che lui possa amministrare la città al meglio", ha dichiarato a margine del suo addio. Sottolineando lo spirito di servizio che lo ha animato in questi anni.

Alla domanda se la scelta fosse improvvisa, Corridore non ha nascosto la dinamica: "Probabilmente era una decisione che stava maturando da tempo. Noi non siamo stati avvisati, non c'era stato alcun preavviso".
Ma sulla lealtà personale e politica non ha ammesso repliche: "Io con Stefano Bandecchi sono legato da un rapporto personale molto forte. Anzi, lo ringrazio per avermi permesso per due anni e mezzo di fare il vicesindaco della mia città. Ha fatto una scelta e io la condivido, esattamente come ho sempre fatto in questi anni. Ho interpretato il mio ruolo come uno spirito di servizio, portando avanti le sue linee programmatiche in ogni circostanza". Parole che suonano come un atto di fiducia incondizionato in vista del futuro, con una chiusa che lascia poco spazio a interpretazioni: "Lo ripeto: sono un uomo di Bandecchi. Non c'è nessun risentimento, assolutamente".