La comunità di Stroncone e quella ternana in questi giorni sono state sconvolte da un fatto di inaudita violenza. Una donna, la 43enne Fatiha El Afghani è stata brutalmente presa a martellate su un bus, nella zona di Santa Lucia, da colui che è stato successivamente identificato come il marito, Mohamed El Messaoudi, 42 anni. L'uomo è fuggito subito dopo, scendendo dal mezzo e facendo perdere le proprie tracce. Ricercato a tappeto per due giorni è stato riconosciuto da una barista martedì mattina mentre andava a fare colazione a Vascigliano, frazione di Stroncone. Arrestato con l'accusa di tentato femmincidio, aggravato dalla crudeltà, si trova ora nel carcere di di Terni. Stamattina è comparso davanti al Gip ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Fatiha da sabato è ricoverata in condizioni gravissime all'ospedale Santa Maria dove è stata sottoposta ad una delicata operazione. Le lesioni che ha riportato sono state devastanti, almeno otto i colpi che El Messaoudi le ha inflitto accanendosi al volto e al cranio, riducendola in fin di vita.
Dalla redazione di Tag24 Umbria abbiamo raggiunto il sindaco e presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi a cui abbiamo chiesto una riflessione su quanto accaduto.
Sindaco sabato si è verificato un fatto tragico che ci colpisce tutti come comunità.
"Ci colpisce come comunità ed è sicuramente sconvolgente che a qualcuno possa venire in mente di prendere un martello e dare delle martellate alla moglie - ha affermato Bandecchi ai nostri microfoni -. In questo caso non dobbiamo neanche andare a cercare il colpevole, non abbiamo da inventarci nulla, c'è tutto quello che serve per sapere chi ha compiuto questo atto. C'è da dire - aggiunge - che questo signore che era stato diffidato, aveva già un braccialetto elettronico che purtroppo non ha funzionato. Cosa che rientra fra tutti i disagi e tutte le situazioni che l'Italia in generale sta vivendo, diciamo che non ce ne va bene una. Purtroppo la signora non potrà mai riprendersi da questo tipo di situazione. Otto martellate in testa, date con molta forza, parlano da sole".
Terni già lo scorso anno è stata colpita da un'altra tragedia, il femminicidio di Ilaria Sula, una ferita aperta per tutti noi. Che cosa potrebbero fare le istituzioni affinché queste violenze non accadano più?
"Ho detto già altre volte che non sono per la pena di morte perché è una cosa barbara però è arrivato il momento di interrompere questo tipo di atteggiamento. I femminicidi sono una cosa insopportabile e dove c'è chiarezza matematica come le martellate che la signora ha preso, non ho indugio: secondo me bisogna pensare a pene esemplari, a pene che demotivino qualsiasi altro id***a dal fare cose simili".
"Su Ilaria Sula - ha spiegato - c'è un processo aperto dove chi ha l'ha uccisa rischia di cavarsela con pochi anni e questo è sconcertante nonostante sia noto con chiarezza l'assassino, oltretutto reo confesso, dove sappiamo che anche la mamma ha collaborato con lui. Sinceramente mi sono un po' scocciato anche di vedere andare in galera persone senza prove oggettive e ferme. Dirò una cosa che mi renderà impopolarissimo: io darei la pena di morte a chi matematicamente è stato visto commettere un omicidio come questo e poi farei indagini più accurate e più attente con dei veri professionisti perché ho l'impressione che ultimamente certe indagini siano affidate a persone che non hanno niente che somigli al professionismo" ha concluso.