Stefano Bandecchi ha voluto i dirigenti scolastici di tutti gli istituti superiori della provincia di Terni attorno al tavolo della sala del Consiglio già questa mattina. Li ha convocati per un inventario puntuale delle urgenze, numeri alla mano, e per comunicare una linea che rompe con la stagione delle attese: “La Provincia ha disponibilità di risorse per eseguire gli interventi necessari, ascoltando e recependo le richieste delle dirigenze”. Il presidente ha aggiunto un tassello che sposta subito il confronto dal piano degli annunci a quello dei fatti: andrà personalmente in ogni scuola a verificare lo stato degli edifici.

Il vertice ha fatto emergere un quadro di esigenze che toccano la vita quotidiana di migliaia di studenti. Al primo posto, i servizi igienici. Bandecchi non ha usato mezzi termini e ha confermato l’intenzione di procedere con una riqualificazione integrale di tutti i bagni che versano in condizioni inadeguate. “Sono tanti – ha spiegato – e dobbiamo procedere al loro rinnovamento integrale che è sinonimo di civiltà oltre ad essere servizi essenziali”.
Accanto al nodo bagni, i dirigenti hanno portato all’attenzione della Provincia una serie di criticità strutturali: sicurezza, impianti elettrici e fognari, solai, spazi per la didattica. Non sono mancate richieste più circostanziate, che spaziano dalle palestre alle aule, dagli impianti antincendio alle impermeabilizzazioni, fino agli infissi. Un elenco corposo, che il presidente ha ascoltato con l’obiettivo dichiarato di tradurlo in cantieri.
La parola d’ordine, ripetuta più volte nel corso dell’incontro, è una sola: concretezza. Bandecchi ha chiesto ai dirigenti di indicare con precisione le priorità e ha garantito che la Provincia si muoverà per “agire presto e in modo efficace”. Ha poi ribadito un concetto che suona come una bussola dell’azione amministrativa: “le scuole sono presidi fondamentali per l’apprendimento ma anche per gli aspetti sociali e di crescita civile e devono mantenere la loro dignità”.
Per questo, ha assicurato, l’attenzione dell’ente rimarrà “altissima”. E ha fissato un metodo: andare di persona negli istituti, verificare lo stato dei luoghi e incrociare i sopralluoghi con le richieste emerse oggi. Un’impostazione che punta a ridurre le distanze tra le segnalazioni dei presidi e la fase esecutiva, in un settore dove la percezione del degrado rischia spesso di logorare la fiducia delle famiglie e del personale scolastico. L’intenzione dichiarata è quella di ridare dignità agli ambienti dove ogni giorno si forma la comunità civile del territorio.