01 May, 2026 - 14:20

Primo maggio, Bandecchi: "Per il lavoro serve una visione, non un decreto"

Primo maggio, Bandecchi: "Per il lavoro serve una visione, non un decreto"

Il primo maggio, Festa del Lavoro, è una data simbolo su cui si innestano molte e importanti riflessioni. Il sindaco di Terni e patron di Unicusano Stefano Bandecchi in questa occasione ha voluto rivolgere un augurio a tutti i lavoratori e le lavoratrici, ribadendo come al centro della propria missione e anche di quella del suo partito 'Dimensione Bandecchi', vi sia proprio il lavoro: "per tutti, dignitoso, per una società che vada avanti insieme".

Una fase delicata per il Paese e per il lavoro

Bandecchi ha sottolineato la necessità di un cambiamento strutturale. Soprattutto nella direzione di quella consapevolezza che ai decreti "spot" del Governo, così li ha definiti, opponga invece la volontà di scelte condivise, in grado di intervenire concretamente sulla vita e sul lavoro delle persone.

Il Paese del resto sta attraversando una fase di gradi incertezze che pone numerosi quesiti. Il potere d'acquisto delle famiglie tra rincari e stipendi fermi, si sta contraendo ulteriormente. La piaga del precariato, il lavoro povero, l'erosione del welfare oltre alla fuga dei cervelli che, come dicono i dati, fa perdere ogni anno all'Italia 35mila giovani incidendo pesantemente sul Pil (Fonte: Eurispes). Il tutto nello scenario di forti tensioni internazionali che amplificano il clima di preoccupazione.

Bandecchi: "La riforma del Governo è uno spot"

"Parlando di lavoro mi va sotto agli occhi quella riforma che adesso ci proporranno per i primi di maggio. Purtroppo è uno spot, un grande spot pubblicitario che in realtà non porterà a niente" così esordisce Bandecchi in un post dal canale Instagram di 'Dimensione Bandecchi'. Il riferimento è al 'Decreto Primo Maggio', un pacchetto di misure in materia di lavoro approvato appena un paio di giorni fa dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento contestato aspramente su più fronti dove anche lo stesso Bandecchi ha criticato la mancanza di "un progetto complessivo".

Come tipico del suo stile comunicativo molto diretto, il sindaco di Terni ne ha avute sia per la destra che per la sinistra. "Badate bene - aggiunge nel post - non sto parlando solo di una destra che oggi non ha idee, parlo anche di una sinistra che continua a parlarmi di welfare senza dirmi dove devo prendere i soldi e come prenderli e usarli per assistere le persone che hanno bisogno e non tutti".

Qui lo scenario si amplia e guarda anche oltralpe, a quelle democrazie che per decenni hanno fatto del welfare il proprio baluardo e che, negli ultimi anni, sta vacillando. "Ricordiamo - dice su questo Bandecchi - che in tutti gli Stati dove il welfare era altissimo, sono talmente tornati indietro che oggi ce l'hanno con tutti, stanno togliendo ogni cosa".

La chiamata: "I cambiamenti si possono fare da un giorno all'altro"

Nel discorso dell'imprenditore e sindaco di Terni, entra anche il dibattito sul salario minimo su cui invoca unità di intenti. "Vogliamo cominiciare a parlare di lavoro in maniera strutturale, in maniera giusta e in modo da poter guardare avanti sempre? - incalza -. Guardate che certi cambiamenti si fanno da un giorno all'altro se si decide che in Italia lo stipendio più basso che debba esistere è di 2.000 euro e che lo stipendio medio deve arrivare a 3.000 euro, credetemi lo possiamo fare se lo facciamo nello stesso giorno e con un'idea congiunta con tutto lo sviluppo economico". Una chiamata all'azione con una certezza chiara alla base: il lavoro non può essere usato come spot ma deve comprendere una riforma sostanziale che, sostiene, deve poggiare su di una solida visione d'insieme e su una strategia di lungo periodo.

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Sara Costanzi
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