La viabilità di Terni si trasforma nel terreno della polemica politico-finanziaria che sta dando forma al dibattito tra l'amministrazione comunale e le opposizioni. Il sindaco Stefano Bandecchi difende ancora una colta con forza il proprio piano strategico per il rifacimento delle arterie stradali principali della città, un’operazione che poggia su una linea di credito fino a 30 milioni di euro garantita da Cassa Depositi e Prestiti. Per il primo cittadino si tratta di una svolta non più rinviabile, guidata da una logica pragmatica: ottenere risorse certe e immediate per chiudere definitivamente la stagione dei manti dissestati e garantire la sicurezza dei cittadini.
La reazione di Forza Italia, che aveva aperto la polemica col segretario de Angelis, adesso arriva per voce del consigliere comunale Guido Verdecchia, che contesta duramente il metodo, giudicando un errore strategico l'accensione di un mutuo a lungo termine per interventi di manutenzione ordinaria, un atto che a suo dire graverà sulle future generazioni. A dare manforte alla linea dei Palazzo Spada intervengono però due ex componenti chiave della giunta: l'ex vicesindaco Riccardo Corridore e l'ex assessore alle manutenzioni Marco Iapadre, che hanno richiamato il dibattito alla rigida realtà delle competenze tecniche e delle procedure amministrative.
La scelta dell'amministrazione comunale di Terni di ricorrere a un massiccio finanziamento per ristrutturare la rete viaria cittadina ha innescato una fortissima tensione politica, amplificata dai canali di comunicazione digitale. Il sindaco Stefano Bandecchi ha rivendicato la bontà del piano asfaltature, considerandolo l'unico strumento concreto per risolvere un'emergenza cronica. Di fronte alle accuse di voler esporre il Comune a uno squilibrio finanziario, il primo cittadino ha scelto la via della risposta diretta e frontale, respingendo le critiche delle opposizioni e tacciandole di demagogia.
Il primo cittadino non ha usato giri di parole per replicare ai suoi detrattori, affidando ai social un duro sfogo: “Vedo che alcuni esponenti politici a Terni stanno perdendo totalmente il lume della ragione e stanno dicendo una serie di bugie ai cittadini colossali. Adesso il sindaco Bandecchi sta indebitando la città oltremisura. Ma io voglio farvi solo una domanda, a voi politici ternani di destra e di sinistra. Quanto siete falsi? Quanto siete traditori dei vostri elettori? Sinceramente penso che solo gli elettori più stupidi potranno continuare a votare per voi. Le persone mediamente intelligenti e normali possono solo capire che siete dei seggiaioli, che non sono quelli che costruiscono le sedie, ma quelli che hanno il sedere pesante per mettercisi sopra”.
Secondo la visione del sindaco, la contesa non è solo tecnica ma politica: l'accesso ai 30 milioni di euro rappresenta l'unica strada percorribile per garantire l'apertura immediata dei cantieri, superando le lungaggini e le incertezze legate ad altre forme di finanziamento.
Sul fronte opposto, l’affondo più deciso è arrivato da Guido Verdecchia, consigliere comunale ed ex capogruppo di Alternativa Popolare, attualmente nel gruppo Misto ma formalmente aderente a Forza Italia. Guido Verdecchia, muovendosi in piena sintonia con il segretario azzurro Antonio De Angelis, ha sollevato un problema di metodo e di sostenibilità dei conti pubblici, contestando il fatto che si utilizzi uno strumento straordinario a lungo termine per sanare problematiche che dovrebbero rientrare nella gestione corrente dell'ente. La critica colpisce direttamente la narrazione di efficienza manageriale che ha da sempre contraddistinto l'insediamento di questa amministrazione.
Il consigliere di Forza Italia ha espresso profonda preoccupazione per le conseguenze finanziarie che l'operazione avrà sulle casse comunali: “Tutti sanno fare i fenomeni indebitando la città per i primi trent'anni. L'annuncio di voler accendere un maxi-mutuo da 30 milioni di euro per asfaltare le strade di Terni ci allarma profondamente e certifica una cosa sola: il fallimento totale della narrazione dell'imprenditore super efficiente. Vi ricordate la famosa macchina tappabuche? Quella che doveva risolvere tutto a costo zero, con l'amministrazione che si vantava persino di poter andare a rifare le strade dei comuni vicini. Oggi, calato il sipario sulle chiacchiere, scopriamo che per fare il lavoro serve la mossa più vecchia, scontata e pigra della politica: ipotecare il bilancio comunale e scaricare i debiti sulle spalle dei nostri figli.”
La tesi di Forza Italia mette in discussione la capacità dell'esecutivo di attrarre risorse alternative. Secondo Guido Verdecchia, infatti, la vera capacità amministrativa si misura sulla capacità tecnica di intercettare fondi, bandi e risorse esterne o europee, anziché firmare quelle che definisce cambiali sul futuro dei ternani. Per l'opposizione si tratta di un vero e proprio azzardo finanziario sul quale non verranno concessi sconti in aula.
A fare da scudo alla delibera della giunta sono intervenuti due profili che hanno vissuto da vicino la programmazione dell'ente. Riccardo Corridore, già vicesindaco con una delega diretta sulle prime fasi di riorganizzazione dei servizi, ha voluto fare chiarezza per evitare che la discussione politica scivolasse nell'equivoco tecnico. Pur precisando di non entrare nel merito politico attuale della scelta in quanto non più attivo in quella dinamica, Riccardo Corridore ha difeso fermamente la coerenza dei passaggi amministrativi precedenti, rimarcando come il piano da 30 milioni risponda a una logica strutturale completamente diversa rispetto ai piccoli interventi quotidiani.
L'ex vicesindaco ha sottolineato l'errore concettuale di chi accomuna strumenti differenti: “Leggo molte disquisizioni politiche sulla decisione del Sindaco di asfaltare alcune strade di Terni per un importo complessivo fino a 30 milioni di euro. Sono scelte amministrative rispetto alle quali, non svolgendo attività politica, non entro nel merito. Ciò che mi sconvolge, invece, e su questo entro nel merito in quanto vicenda in cui ho creduto fermamente da Vice Sindaco, e’ il fatto che qualcuno “confonda” la macchina tappabuche (di cui seguii direttamente la scelta amministrativa di acquistarla) con il rifacimento totale del manto stradale. Solo per dire che hanno funzioni totalmente diverse!”
Sulla stessa linea di difesa si è collocato Marco Iapadre, ex assessore alle manutenzioni, il quale ha spostato il focus sulla necessità di possedere una solida competenza tecnica per poter giudicare l'operato amministrativo di un Comune. Secondo Marco Iapadre, la confusione generata attorno alle procedure rischia di falsare la realtà dei fatti, allontanando il dibattito dai reali bisogni della cittadinanza.
L'ex assessore ha concluso stigmatizzando l'approssimazione delle polemiche: “Il problema è che troppo spesso, anche in politica, si parla di argomenti che non si conoscono. E quando manca la conoscenza tecnica, si finisce inevitabilmente per confondere strumenti, procedure e interventi completamente diversi. Da qui nascono molte polemiche che con la realtà hanno ben poco a che fare. A mio parere, la buona amministrazione nasce dalla competenza. Quando manca quella, il resto viene da sé.” La partita sul futuro delle strade di Terni e sui bilanci dell'ente resta aperta, ma lo scontro ha ormai tracciato un solco profondo tra le diverse visioni della gestione pubblica.