“Nuova giunta in 10 giorni. Non faccio campagna acquisti e non cambio modulo”.
Stefano Bandecchi fissa tempi e perimetro politico dopo l’azzeramento dell’esecutivo. Nessuna apertura ad altre forze. Nessuna trattativa per allargare la maggioranza. Nessuna revisione della linea. Cambiano gli assessori. Non cambia l’indirizzo.
Una curiosità: tirano un sospiro di sollievo anche quelli che nel centrodestra erano andati in fibrillazione, temendo che i vertici romani dei partiti avessero trattato un accordo per il rientro in coalizione del sindaco di Terni.
Insomma, niente rimpasti. Il sindaco di Terni mette un punto sul piano istituzionale. L’indirizzo politico lo definisce il consiglio comunale, anzi la sua maggioranza di Alternativa Popolare. Il gruppo consiliare indica la rotta. La giunta esercita il potere esecutivo. Traduce quella rotta in atti.
“I consiglieri fanno politica, la giunta risponde alla politica dei consiglieri”, chiarisce. E respinge una lettura diffusa. Capisco che tutti siano abituati al fatto che gli assessori comandano e guidano come se fossero gli unici e gli altri vanno a schiacciare un bottone. Non è così. Non ci sono dei bottonari”.

Sindaco, partiamo dalla decisione più forte: perché ha scelto di azzerare tutta la giunta?
“È semplicemente una situazione organica che si rende necessaria, che poteva succedere un mese prima o un mese dopo. Oggi serviva un nuovo impulso alla giunta per questo slancio finale di due anni e mezzo che restano”.
Cosa succede adesso, nell’immediato?
"Niente di traumatico. Questo pomeriggio ci sarà una riunione tra i consiglieri del Comune e dopodiché ci saranno le scelte per un nuovo impulso alla giunta.” “Da mezzanotte in poi cominceremo a fare queste scelte, saranno ponderate, calibrate proprio per questo slancio finale.”
Conferma: sono decaduti tutti gli assessori?
"Sì, attualmente sono decaduti tutti gli assessori e tutta la giunta è decaduta”.
Cambierà anche il vicesindaco?
"Il vicesindaco fa parte della giunta, decadrà come gli altri dalla mezzanotte di oggi”
Ha già scelto la figura che sarà al suo fianco in questa nuova fase?
"Non ho bisogno di alcuna figura, non c’è nessuno vicino a me. Dio sta vicino a me, normalmente”.
C’è la possibilità che qualcuno degli attuali assessori venga riconfermato?
"Non credo che ci saranno conferme ad personam".

Ha già in mente i nuovi profili per la prossima squadra di governo?
"No, sono abituato a fare impresa. Nel mondo del business quando le cose finiscono si comincia a pensare al dopo solo a mente lucida e a decisioni prese. Chi pensa confusamente non conclude bene le cose".
Si è dato un tempo preciso per arrivare alla nuova giunta?
"Dieci giorni. I nomi della nuova giunta li saprete in dieci giorni".
C’è stato un un episodio specifico che l’ha portata ad assumere questa decisione dirompente?
"No, nessun motivo scatenante.Come ho scritto nel comunicato, alcuni degli assessori continueranno a lavorare con le mie aziende, perché sono persone per bene e persone capaci. Sono contento di poterle utilizzare in ruoli professionali e non politici".
Darà vita a una giunta tecnica o politica? Aprirà alla società civile o resterà fedele al programma iniziale?
"La nuova squadra sarà solo politica. Io non amo i tecnici. Se poi capitano persone che hanno anche competenze tecniche, come già ci sono stati nella giunta precedente, vorrà dire che ci sarà la possibilità di tenere insieme i due profili. Ma la giunta deve incarnare una visione politica e un programma sul quale si sono espressi i cittadini".
La sollecitazione al cambiamento le è venuta dalla città? Ci sono state spinte esterne che l'hanno convinta ad assumere questa decisione?
"No, assolutamente. Si tratta di una scelta di un sindaco che lavora per la città e che vuole ridare un impulso diverso e nuovo, come succede nelle partite di calcio quando ci si accorge che la spinta propulsiva si è interrotta, che c'è chi tira il fiato, che ci sono alcuni che si sono un po' seduti".
Visto che lei usa la metafora calcistica: in questo caso cosa cambia? Modulo o giocatori?
"Qui non dobbiamo cambiare modulo, dobbiamo semplicemente ritrovare linfa vitale. Se l'attaccante è stamnco si sostituisce, se il mediano è in affanno si mette un altro centrocampista. Nuovi assessori per vecchi obiettivi: la città di Terni avrà domani gli stessi problemi che ha fino alla mezzanotte e vanno risolti con una ondata di energia maggiore.”
La nuova giunta si aprirà a rappresentanti di altre forze politiche?
"E perchè mai? Sto camiando la giunta comunale, mica la maggioranza consiliare. I consiglieri danno l'indirizzo politico, la giunta risponde alle politiche delineate dai consiglieri. Nel sistema democratico è così. Capisco che tutti siano abituati al fatto che gli assessori comandano e guidano come se fossero gli unici e gli altri vanno a schiacciare un bottone. Ma non è così. Non c'è chi spinge un bottone e chi fa le cose, ci sono delle scelte precise".

Stasera c'è l'incontro con i consiglieri di maggioranza. Vedrà solo loro o allargherà le consultazioni?
"Oggi c'è il confronto con i consiglieri del Comune proprio perché si riparte sempre da una volontà politica".
Che giudizio dà, oggi, dell’opposizione in Consiglio?
"A oggi non ho visto e non vedo nell’opposizione un atteggiamento coerente verso il nostro programma e le nostre linee politiche. Dunque non c'è possibilità di allargamento, di aperture. Vedo che l’opposizione ha sempre qualcosa da questionare. In realtà, quello che noi abbiamo fatto nell’arco di 30-31 mesi, gli altri non l’hanno fatto in 20 anni"
Ha parlato di una città “distrutta” ereditata dal passato: oggi ha fatto un giro in città per controllare la situazione delle strade e del decvoro urbano. Che idea si è fatto?
"Oggi mi sono fatto un giro della città per andare a vedere buca per buca, strada per strada. A Terni servirebbero almeno 60 milioni per rifare 700 chilometri di strade. Negli ultimi 30 anni quanti altri sindaci hanno fatto il giro della città per andare a vedere le buche? Quanti sono andati a ripararle? Chi ha inserito questa attenzione in un programma? Questa è una città distrutta, lo confermo. È una città che è stata azzerata dal punto di vista industriale, azzerata dal punto di vista commerciale, azzerata dal punto di vista proprio del decoro. Noi abbiamo ricominciato a metterla a posto e possiamo continuare a farlo".
Il nodo principale resta quello delle risorse economiche?
"Mancano soldi da tutte le parti. Non si possono fare i miracoli con due spicci. Questo è un comune Zes. Significa che è un Comune in transizione: tradotto il PIL pro capite è il 75% di quello medio dell'UE. Vuol dire che il gettito che arriva in tasca a questo Comune è inferiore a quello della media nazionale e dei Comuni più avanzati. Questo comune è un Comune che è uscito dal dissesto formale, ma che è ancora dissestato in termini di crescita e sviluppo. Riconoscendoci Comune ZES non ci hanno dato una medaglia".
Insomma un bilancio ingessato e poche risorse da indirizzare su politiche che cambino le carte in tavola...
"Guardi, abbiamo gestito senza aver fatto mutui. Ho sentito critiche delle opposizioni perché abbiamo inserito a bilancio un fondo del quale il sindaco può disporre proprio per le cose che diceva. Ma non sono soldi del sindaco, sono i soldi della città. Tutti gli altri servono per pagare i mutui che gli altri sindaci hanno fatto, per pagare i debiti che gli altri sindaci hanno fatto, per pagare gli stipendi a molte persone che gli altri sindaci hanno assunto in ruoli spesso inutili. Quindi bisogna cominciare a guardare le cose per come sono realmente".
Da dove ripartirà il rilancio dell'azione amministrativa con la nuova giunta: decoro, sociale, sicurezza?
"Personalmente penso che si debba andare avanti sulla strada che abbiamo iniziato a percorrere, velocizzando e potenziando la macchina amministrativa. È chiaro che noi 100 milioni per fare le strade non ce l’abbiamo. Meno male abbiamo due macchine tappabuche, quindi continueremo a tappare le buche sperando che le buche non si riaprano, ma non possiamo fare molto altro".
Oggi ha chiesto supporto al governo centrale anche come Presidente della Provincia...
"Ho dovuto scrivere a Salvini per chiedere un milione di euro perché è cascato un costone di una strada nella provincia di Terni e va messa a posto. Qui i soldi non ci sono e la Regione è latitante e non c’ha i soldi, e io ho scritto a Salvini per tentare di trovare questo milione. Altrimenti la strada resta chiusa e chi la percorre dovrà entrare a lavorare più tardi...".
Se arrivassero risorse aggiuntive, come verrebbero impiegate?
"Se il governo centrale ci trovasse i 50 milioni che ci mancano allora evidentemente troveremmo un modo per rifare tutte le strade di Terni. Ma non possiamo paragonarci a città come Roma che si sono rifatte il look grazie ai fondi speciali degli eventi come il Giubileo. Noi a Terni non abbiamo eventi particolari. Detto questo cercheremo dei soldi e cercheremno di fare più cose possibili".
Sta valutando nuovi mutui, nonostante i vincoli della Corte dei conti?
"C’è una potenzialità per poter fare al massimo 10 milioni forse di mutui, ma vi ricordo e voglio sottolinearlo che la Corte dei conti ha detto con chiarezza che il Comune di Terni non è in grado di fare altri mutui. Quando io sono arrivato si pagava una rata annuale di quasi 20 milioni. Adesso siamo arrivati sugli 11. Ma la capacità di indebitamento per investimenti di questo Comune è ridotta al minimo. Però davanti a una situazione così eccezionale forse dovrò decidere di fare un mutuo tutto per le strade. Per mettere a posto Terni ci vorrebbero 50 milioni: li troverò? Non lo so. Dieci di mutuo potrei farli strizzando proprio al massimo, ma con 10 milioni posso mettere a posto tutte le strade di Terni? No, ma una buona parte, cercheremo di lavorare".
In sintesi, il cambio di giunta cosa deve produrre nei prossimi mesi?
"Nuovi assessori per una ondata di energia maggiore.”
Quando i cittadini potranno conoscere i nomi dei nuovi assessori?
“In dieci giorni".