26 Jan, 2026 - 19:40

Striscioni fatti sparire al presidio per il nuovo ospedale di Terni. Bandecchi: “Così non ci fermeranno”

Striscioni fatti sparire al presidio per il nuovo ospedale di Terni. Bandecchi: “Così non ci fermeranno”

Durante il presidio di oggi davanti alla Regione Umbria, organizzato per chiedere la realizzazione del nuovo ospedale di Terni, è avvenuto un episodio che ha immediatamente sollevato polemiche e interrogativi.

Nel giro di circa quindici minuti, mentre una quindicina di manifestanti rimasti al gazebo si allontanava per rifocillarsi, sono scomparsi gli striscioni e i cartelloni con cui era stata allestita la protesta.

Il materiale rimosso non era costituito da rifiuti né da oggetti abbandonati, ma da striscioni e cartelloni di una manifestazione pacifica, utilizzati per esprimere pubblicamente una rivendicazione civile e politica.

La sparizione è avvenuta senza comunicazioni ufficiali, senza preavvisi e senza spiegazioni immediate.

Bandecchi: “Questo episodio non ci fermerà”

A commentare quanto accaduto è stato il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, che ha attribuito all’episodio un significato politico preciso.

“Questo episodio non ci fermerà, anzi. È la conferma che la strada intrapresa è quella giusta.”

Parole che arrivano a poche ore dai fatti e che segnano una linea netta nella lettura dell’accaduto.

“Se oggi Terni ha dato fastidio, significa che finalmente si è fatta sentire.”

Un passaggio che ribalta il senso del gesto: non un segnale di debolezza della protesta, ma la prova che la mobilitazione ha colpito nel segno.

Bandecchi ha poi aggiunto: “Forse per troppo tempo Terni non ha mai dato abbastanza fastidio. Ora qualcuno dovrà abituarsi all’idea che non abbasseremo più la testa.”


Non rifiuti, ma simboli di una protesta civile

Gli striscioni scomparsi non avevano contenuti offensivi né violenti. Erano messaggi politici, richieste chiare, parole rivolte alle istituzioni per ottenere attenzione su un tema centrale: la sanità.

Si trattava di materiale pubblico e pacifico, parte integrante di una manifestazione legittima.

Proprio per questo l’episodio assume un valore che va oltre il fatto materiale della rimozione.

Uno striscione non è soltanto un oggetto fisico: è un mezzo di comunicazione, una presa di parola collettiva.

Far sparire quegli striscioni significa tentare di far sparire il messaggio.

Un gesto che solleva interrogativi politici

La vicenda pone interrogativi che non possono essere ignorati.

Chi ha deciso di rimuovere quel materiale?
Con quale autorizzazione?
E soprattutto: perché intervenire proprio in quel momento?

Sono domande che chiamano in causa il rapporto tra istituzioni e diritto di manifestare.

Perché quando una protesta pacifica viene privata dei propri strumenti espressivi, il confine tra ordine pubblico e compressione del dissenso diventa sottile.

Il tema più profondo: il fastidio verso Terni

Secondo molti manifestanti, quanto accaduto rappresenta il segnale di un disagio più profondo.

Un fastidio verso una città che, dopo anni di marginalità, ha deciso di alzare la voce su una questione vitale come la sanità.

Il nuovo ospedale di Terni non è una bandiera ideologica, ma una richiesta concreta che riguarda la sicurezza dei cittadini, i servizi, il futuro del territorio.

Quando una comunità chiede ciò che le spetta, e quella richiesta viene percepita come “ingombrante”, il problema diventa politico.

In gioco la dignità di una città 

Non si tratta di uno scontro personale, né di una polemica contingente.

In gioco c’è la dignità di Terni e il diritto dei suoi cittadini a essere ascoltati.

La rimozione degli striscioni viene letta come un gesto simbolico che tenta di ridimensionare una battaglia collettiva.

Ma il risultato, come sottolineato dallo stesso Bandecchi, è stato l’opposto.

“Il rispetto non si rimuove insieme a uno striscione”

Il messaggio che emerge è chiaro: una protesta può essere privata dei suoi cartelloni, ma non delle sue ragioni.

Il rispetto istituzionale non si ottiene cancellando i segni del dissenso.

Anzi, spesso accade che proprio questi gesti rafforzino la determinazione di chi protesta.

Una battaglia che non si spegne

Da quanto accaduto emerge una certezza: Terni non intende fare passi indietro.

La battaglia per il nuovo ospedale continuerà, perché riguarda un diritto fondamentale come quello alla salute.

E chi pensa di poter fermare una mobilitazione politica facendo sparire degli striscioni ha probabilmente sottovalutato la forza di una città che ha deciso di non restare più in silenzio.

 

(Foto: ANSA e  Nunzio Foti)

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Mario Farneti
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