Mentre tutti cercano l'Ad di Unicusano Fabio Stefanelli, uscito dallo studio Clericò mentre Biagioli rilasciava le sue interviste, saliamo le scale e percorriamo i corridoi di Palazzo Bazzani, in cerca del presidente della Provincia di Terni e sindaco Stefano Bandecchi. Pochi minuti prima aveva lasciato nella costernazione la marea di cronisti che cercavano notizie sull'acquisizione dell'Orvietana, parlando di operazione a rischio. Scampato il pericolo, l'imprenditore ha ricevuto la nostra redazione annunciando le prossime mosse strategiche per il rilancio del calcio cittadino e manifestando la ferma volontà di acquisire il marchio storico della società rossoverde, messo all'asta proprio ieri dai curatori fallimentari. Un colloquio a tutto campo che delinea il futuro assetto societario, alternando precisione programmatica a dure sferzate verso la precedente gestione patrimoniale.
Presidente Bandecchi, oggi si registra la conclusione della fase 1 dell'operazione legata all'Orvietana per far ripartire la Ternana dalla Serie D. Cosa dobbiamo aspettarci adesso?
“Sì, direi che ha centrato la progressione su quattro fasi, giusto. Questa è la fase 1 dell'operazione Ternana. Adesso cosa ci aspetta? Adesso ci aspetta la fase 2, cioè la fusione con la Futsal Ternana. Nella fusione il 98% resterà a me, al nostro gruppo, mentre il 2% andrà ai vecchi soci della Ternana Futsal, e quindi a quel punto, a tutti gli effetti, la Orvietana diventerà Ternana e quindi diventerà la Ternana Calcio. Dopodiché ci aspetta una terza fase, che è quella dei soci o del socio che deve entrare (Franco Fedeli che probabilmente sarà anche presidente, ndr), e poi la quarta fase, cioè fare la squadra di calcio e fare una squadra che possa fare bene”.
Questo cronoprogramma implica una sua presenza costante e a lungo termine nella gestione del club?
“Non è detto. Questo rilancio non sarà compito mio, perché il mio compito finirà nel momento in cui sarà chiusa la fase 3. Dopodiché nella fase 4 io sarò solo di supporto".
Giriamo pagina. Proprio ieri è uscito il bando pubblico per l'assegnazione del marchio della vecchia Ternana. Ne eravate al corrente?
“Sì, lo so, ma il bando avrà scadenza al 10 di luglio. Prima di allora si potranno solo presentare offerte”.
Ci sono novità sul fronte delle cancellerie? Risultano già pervenute delle domande o sono già state presentate delle offerte formali da parte di terzi?
“Per ora no. Quindi aspettiamo tutti”.
Quale sarà la vostra condotta formale di fronte a questa procedura d'asta?
“Io farò la mia offerta, sicuramente. Avevo già fatto un'offerta, perché il bando nasce da un'offerta che noi abbiamo già fatto un paio di settimane fa, dove c'era stato detto che avrebbero aperto un bando non solo per il marchio, ma anche per tutta una serie di altre cose, tradotto per tutti i beni mobili. Come avete visto sono oltre 125 mila euro non mi ricordo. Faremo questa offerta e parteciperemo all'asta”.
Ritiene che il possesso di quel brand sia un elemento vincolante e indispensabile per lo sviluppo del nuovo progetto calcistico?
“Io vi dico la verità però. Lo dico anche a tutti in modo che sia chiaro... Questa acquisizione diventa solo un fattore in più, perché oggi, la denominazione Ternana 1925, la Futsal Ternana lo potrebbe già usare. E il marchio Ternana 1925 la Futsal è autorizzata ad usarla, da molti anni. Vi ricordo che la Ternana Women si chiama Ternana, ha lo stesso simbolo e lo stesso marchio. Quindi io parteciperò a questo bando, così leverò 100 mila euro di debiti che hanno lasciato i signori Rizzo, facendo contenti un po' di creditori. Ma detto questo è l'unico favore, perché se no potrei dirvi che è un bando ridicolo, è comica come cosa. E comunque ci parteciperemo”.