Nuovo scontro politico tra il sindaco di Terni e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, e il Partito Democratico. Al centro della polemica un’interrogazione parlamentare presentata dalla vicepresidente della Camera e parlamentare DEM Anna Ascani al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con la quale viene chiesta la rimozione di Bandecchi per presunti conflitti di interesse. Il primo cittadino respinge con forza le accuse, parlando di un attacco reiterato e strumentale, utilizzando contro di lui le prerogative parlamentari come una clava. E risponde lanciando a sua volta un pesante j’accuse sull’annosa questione del nuovo ospedale cittadino.
La tensione politica a Terni tocca un nuovo culmine. Stefano Bandecchi, sindaco della città e leader di Alternativa Popolare, si trova al centro di un fuoco incrociato partito dai banchi del Partito Democratico. A innescare la polemica è un atto formale presentato da Anna Ascani, che interroga il Viminale sulle condizioni per rimuovere il primo cittadino per “presunti conflitti di interesse”.
La replica del sindaco non si fa attendere ed è durissima. “Ancora una volta, il Pd, con l’onorevole Anna Ascani, ha presentato al ministro Piantedosi una farneticante interrogazione”, esordisce Bandecchi in una nota. “È l’ennesima aggressione parlamentare nei miei confronti da parte sempre degli stessi soggetti, interessati più al mantenimento del proprio seggio parlamentare in Umbria che ai bisogni dei cittadini”.
Il tono è bellicoso, la sostanza della difesa è una negazione categorica fondata sulla mancanza di prove. “Mentre ululano alla luna accuse gravi ma senza alcuna prova, basate su una palese ignoranza dei fatti e degli atti”, prosegue il sindaco, il Pd coprirebbe ben altro. Secondo Bandecchi, l’interrogazione è una cortina fumogena per distogliere l’attenzione dalle responsabilità della Giunta regionale umbra, a guida Pd, sulla vicenda del nuovo ospedale di Terni.
Il primo cittadino ribalta così l’accusa, spostando il baricentro del conflitto dalla propria posizione istituzionale a una questione di interesse collettivo che da mesi infiamma il dibattito locale. “Nel Pd coprono ciò che la loro Giunta regionale in Umbria sta facendo contro Terni e i ternani sull’ospedale”, attacca. Un affare definito “vergognoso”, con il Comune lasciato ai margini, costi lievitati di oltre 250 milioni di euro e “una serie di azioni ‘confuse’ che mirano a far saltare o a spostare di 20 anni la realizzazione del nuovo ospedale cittadino”.
La sfida lanciata ad Anna Ascani è diretta e punta a sollevare il velo su quella che Bandecchi dipinge come una macchinazione politica. “Se l’onorevole Ascani ha qualche prova certa sui miei presunti conflitti di interessi, proceda con una denuncia all’Autorità competente, così vedremo chi dice la verità e chi dice falsità e chi ne pagherà i danni”. Un linguaggio che non ammette mezzi termini e che arriva a paragoni storici pesanti: la richiesta di rimozione viene bollata come un chiaro tentativo di intimidazione.
Mentre la polemica istituzionale infuria, Bandecchi mantiene alta la mobilitazione sul territorio riguardo al tema sanitario. Un presidio di militanti è già attivo con un gazebo sotto la sede della Regione Umbria a Perugia. Ma l’appuntamento vero è fissato per il 5 febbraio, quando il sindaco promette una nuova, grande manifestazione davanti al Palazzo regionale.
“Il 5 febbraio saremo di nuovo a Perugia, davanti alla Sede della Regione Umbria, per far sentire una voce semplice e condivisibile da tutti: il diritto dei cittadini di Terni ad avere un nuovo ospedale”, annuncia Bandecchi. L’iniziativa viene presentata come trasversale, lontana dalle logiche di parte. “Non è una manifestazione politica. Non ci sono bandiere di partito. È un’iniziativa civica, aperta a tutti”.
Lo scontro si gioca su due piani distinti ma intrecciati: da un lato l’attacco parlamentare del Pd, che cerca di stringere l’assedio attorno alla figura del sindaco; dall’altro la controffensiva di Bandecchi, che punta a consolidare il proprio consenso aggrappandosi a un tema sentito e concreto, trasformando la propria battaglia personale in una crociata civica per i diritti della comunità ternana. Il prossimo round è in calendario a Perugia, fra poco più di una settimana.