25 Jan, 2026 - 13:40

Terni, da domani il sit-in a Perugia: Bandecchi guida il pullman della protesta per il nuovo ospedale. Scontro frontale con la Regione

Terni, da domani il sit-in a Perugia: Bandecchi guida il pullman della protesta per il nuovo ospedale. Scontro frontale con la Regione

Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, guiderà personalmente il corteo che da domani mattina, con il pullman preso a noleggio proprio dal primo cittadino, porterà i ternani sotto la sede del Consiglio Regionale dell'Umbria a Perugia. È l’avvio di un sit-in di protesta che durerà dieci giorni, fino al 6 febbraio, organizzato per contestare pubblicamente le scelte della giunta Proietti sulla questione del nuovo ospedale di Terni. Ogni giorno - questo è l'obiettivo - almeno 50 ternani raggiungeranno Palazzo Cesaroni per presidiare un gazebo informativo, in una mobilitazione senza precedenti voluta dal sindaco.

L’iniziativa nasce in un contesto di forte tensione politica. Bandecchi, come sindaco e leader di Alternativa Popolare, lancia un appello che intende essere trasversale, rivolgendosi anche a quanti anche negli schieramenti avversari, o in aree deluse dalla politica, non si riconoscono nelle scelte finora operate dalla Regione.

Lo scontro si concentra sui costi del progetto: lo studio commissionato dalla Regione Umbria ipotizza una spesa tra i 550 e i 780 milioni di euro per una nuova struttura in un sito diverso da Colle Obito, dove sorge l’attuale ospedale. Una cifra che il sindaco definisce “mostruosa” e contrappone alla possibilità di realizzare l’opera con 220-280 milioni di investimento.

La denuncia degli sprechi sull'attuale struttura e l'appello trasversale alla città

Ad alimentare la polemica, un dato finanziario emerso in commissione regionale16 milioni di euro di fondi PNRR sono stati già spesi per interventi di manutenzione e ammodernamento sull’attuale ospedale Santa Maria di Terni. Per il movimento di Bandecchi, questo conferma la contraddizione nella gestione regionale della vicenda.

"La follia della Regione Umbria – dichiara Maria Elena Gambini, portavoce di Bandecchi in Provincia – sta nel fatto che si continuano a investire decine di milioni sull’ospedale attuale, per poi pianificarne l’abbandono. Si rattoppa oggi ciò che si intende demolire domani, con un costo finale per la comunità che diventa irrispettoso e insostenibile", afferma Gambini.

La denuncia è quella di un doppio sperpero: soldi pubblici usati per sostenere una struttura il cui futuro è in discussione, accanto all’ipotesi di una nuova costruzione dal prezzo ritenuto eccessivo. La proposta di Alternativa Popolare è invece di concentrare tutte le risorse sull’area esistente di Colle Obito, già servita e baricentrica, per realizzare un ospedale nuovo ed efficiente con una spesa contenuta.

"Venite con noi": la chiamata alle armi civiche oltre gli schieramenti

La decisione di Bandecchi di salire personalmente sul pullman e condurre la prima spedizione di cittadini a Perugia segna un passaggio dalla protesta verbale alla mobilitazione diretta. Il sindaco punta a raccogliere un consenso che vada oltre gli schieramenti, di fronte alle critiche del centrosinistra e alle posizioni non sempre nette di alcune componenti del centrodestra locale.

"Mi rivolgo a tutti i Ternani, a prescindere da dove abbiano messo la croce in passato", ha dichiarato Bandecchi. "L’ospedale è una questione che riguarda la nostra salute, il nostro futuro, non le appartenenze di partito. La Regione ha perso un anno, ha prodotto solo carte e numeri spaventosi. Noi offriamo un’alternativa concreta: un ospedale nuovo, a Colle Obito, a costi sostenibili. Per ottenerlo, servono le nostre voci, unite".

Il riferimento al project financing - che era stato bocciato -viene riproposto come esempio di possibile efficienza nella spesa: "Il punto – ribadisce Bandecchi – è che esistono modelli che permetterebbero di spendere tra i 220 e i 280 milioni per un ospedale eccellente. La Regione ne prevede fino a 780. La differenza, centinaia di milioni, è un furto di risorse alla nostra comunità. Non possiamo accettarlo. Io non  voglio tornare indietro, come dicono quelli della Sinistra, voglio andare avanti e dare in pochi anni un ospedale alla città che amministro che ne ha diritto e che viene costantemente dimenticata, oltraggiata e messa da parte dalla Regione".

L’invito ai cittadini è esplicito: "Venite con noi a Perugia. Dobbiamo far vedere alla Regione che non siamo numeri su uno studio di fattibilità, ma cittadini che chiedono risposte e rispetto. Il nostro sit-in è autorizzato, è pacifico, ma sarà determinato. Per dieci giorni saremo lì, a ricordare a tutti che su Terni non si può più glissare".

Un presidio come "promemoria" contro le "bugie" sulla sanità

Nel definire le motivazioni del presidio, Bandecchi ha usato parole di forte accusa verso l’intera compagine regionale all'ANSA Umbria, spostando il focus dalla sola questione edilizia a una critica generale alla gestione della sanità umbra. "Quindi mi sono solo preoccupato di venire a Perugia insieme a due ragazzi che presidieranno per dieci giorni la Regione, informando ripetutamente solo i consiglieri e la giunta che è composta da persone di dubbio valore sociale e morale, almeno verso i ternani", ha affermato il sindaco.

La sua conclusione, però, tenta di riportare la protesta su un piano civico e trasversale: "La sanità non ha colore e, facendo abbastanza pena anche a Perugia, possono unirsi al presidio tutti coloro che non hanno cure". È un tentativo di ampliare la base del dissenso, coinvolgendo chi, in tutta la regione, soffre per le carenze del servizio sanitario, cercando di fare del caso Terni il simbolo di un malessere più generale.

La decisione di Bandecchi di salire personalmente sul pullman e condurre la prima spedizione di cittadini a Perugia segna un passaggio dalla protesta verbale alla mobilitazione diretta. Il sindaco punta a raccogliere un consenso che vada oltre gli schieramenti, di fronte alle critiche del centrosinistra e alle posizioni non sempre nette di alcune componenti del centrodestra locale.

L’invito ai cittadini è esplicito: "Venite con noi a Perugia. Dobbiamo far vedere alla Regione che non siamo numeri su uno studio di fattibilità, ma cittadini che chiedono risposte e rispetto. Il nostro sit-in è autorizzato, è pacifico, ma sarà determinato. Per dieci giorni saremo lì, a ricordare a tutti che su Terni non si può più glissare".

Con questa iniziativa, Bandecchi sposta il conflitto su un piano di pressione civile e mediatica continua. La partita per il nuovo ospedale di Terni si gioca ora anche sul marciapiede di fronte alla Regione, in una dimostrazione di forza che mira a ottenere una svolta nelle trattative.

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Federico Zacaglioni
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