Nel sancta sanctorum del Liberati, nello spazio inviolabile dello spogliatoio, Stefano Bandecchi ha scelto il momento della rivincita per andare dritto al cuore della Ternana. Ha preso in prestito il plot di "Any given sunday", la mirabolante sceneggiatura di "Ogni Maledetta Domenica" e ha deciso di vestire i panni di Al Pacino. Il coach, l'allenatore che sa che una squadra non si tiene insieme solo con le idee, ma con la voce, con lo sguardo, con la responsabilità.
Davanti ai giocatori ha parlato senza giri inutili, con quella miscela di urgenza e passione che nei momenti decisivi può cambiare peso alle parole. Il suo è stato un richiamo diretto alla rivincita contro chi ha cercato di cancellare cento anni di storia, contro chi avrebbe voluto la Ternana spazzata via dal calcio professionistico, contro un passato recente fatto di promesse mancate e illusioni tradite.
Un discorso, insomma, per invitare il gruppo a scegliersi, a stringersi, a capire che ogni metro di campo si conquista insieme. E in quel clima, la Ternana si è ritrovata davanti allo specchio, prima di partire per Sestri Levante dove domani giocherà contro il Brà. La Ternana Women di Bandecchi aveva pagato il pullman per la trasferta, il vitto e l’alloggio dei calciatori di Lito Fazio che domani sera scenderanno in campo anche con lo stimolo di rispondere a uno dei club che ne chiedeva la cancellazione dal campionato.
A poche ore da quel faccia a faccia nello spogliatoio, il verdetto è arrivato. E Bandecchi non ha aspettato un minuto di più. Telecamera dello smartphone accesa, parcheggiato in macchina davanti alla palestra, ha registrato un reel che in pochi minuti ha fatto il giro di Instagram. La sentenza dei tribunali di Terni e Perugia ha dato ragione alla sua linea: niente liquidazione volontaria, niente morte anticipata del calcio rossoverde. Almeno per ora.
Nel video, il sindaco di Terni non usa mezzi termini. “Beh, Ternana come argomento”, esordisce. “Finalmente è uscita la sentenza. Possiamo dire che la Ternana Calcio momentaneamente è salva. Il ramo calcistico potrà andare avanti e si potranno disputare tutte le partite fino a fine campionato”. Poi l’affondo, senza filtro: “Mi dispiace per la figura di c...che ha fatto il presidente dell’Arezzo. Se ho detto ‘figura’ chiedo scusa, perché secondo me non ci si può attaccare al fumo della pipa quando si gioca a calcio”.
Bandecchi si rivolge idealmente a chi, nelle scorse settimane, aveva chiesto la radiazione della Ternana dal campionato. E allarga il tiro: “Ci vuole stile nella vita per essere persone normali. Stanti i fatti, abbiamo zittito tutti. Tutti se ne sono andati a casa con la coda tra le gambe”. Poi la promessa: “La Ternana giocherà queste ultime partite e farà i suoi play-off”.
Non solo calcio. Da sindaco, Bandecchi rivendica il suo ruolo nella tenuta emotiva della squadra: “Oggi ho parlato io con la squadra e confido che la squadra andrà molto meglio”. E annuncia la prossima fase: è stato nominato un curatore che, insieme a un avvocato e a un esperto, avrà 45 giorni di tempo per “portare il ramo d’azienda sportivo verso una direzione che gli potrà garantire l’iscrizione al prossimo campionato”. Poi la stoccata politica: “Per me la cosa importante è che oggi la Ternana sia libera da certe idee politiche balorde e da dei privati che hanno fatto diventare veramente la Ternana una baraonda”.
Il messaggio si chiude con un’autocompiacenza che non passa inosservata: “Io mi sento di poter dire che l’ho salvata io. Quei ternani che non capiscono, quelli che hanno già messo in giro il conflitto di interesse, per me sono solo degli sciocchi”. E ai rivali: “Se la Ternana per caso vincesse, non vi rodesse più di tanto il fegato. I colori rosso e verdi sono la cosa migliore che sia mai successa”.
Pochi minuti dopo, ecco il secondo post. Stavolta una didascalia ironica, quasi una lama: “Se non ricordo male qualcuno voleva un caffè dai ternani, i ragazzi lo hanno trovato”. Il riferimento è preciso e velenoso. Qualche giorno prima, Gianluigi Rizzo, ex patron della Ternana, aveva dichiarato all’AGI: “Usciamo a mani pulite senza aver ricevuto mai un grazie. La Ternana non mi ha pagato mai un caffè. Abbiamo solo dato e riceviamo insulti, ma il tempo è galantuomo”.
Il tempo, in realtà, si è rivelato un fatale e crudele nemico per Rizzo. Perché mentre lui parlava di caffè mai offerti, due tribunali – Terni e Perugia – certificavano che la scelta di deliberare in assemblea dei soci la liquidazione volontaria sarebbe stata di “grave danno per i creditori”. Una doccia fredda che racconta una stagione di veleni: dipendenti licenziati senza motivazioni, professionisti pubblicamente insultati in conferenza stampa, cause contro tutti, dichiarazioni smentite ogni 48 ore. E, soprattutto, fornitori e partner commerciali mai pagati, trasformati di fatto in finanziatori di una società già in apnea.
Ora la palla passa al curatore. Bandecchi si dice “collaborativo, a disposizione al 100%”. Ma il messaggio più forte, per i tifosi che domani sera seguiranno la squadra a Sestri Levante, è un altro: la Ternana c’è. Almeno fino a fine campionato. E con quella spinta extra di dover rispondere a chi ne chiedeva la cancellazione, chissà che lo stimolo non faccia davvero la differenza. Il pullman è già partito. I calciatori di Lito Fazio sanno che domani non giocano solo per tre punti.