10 Apr, 2026 - 18:20

Bandecchi: “Faccio il nuovo ospedale, non le risse. Il 5 maggio vado all’incontro in Regione”

Bandecchi: “Faccio il nuovo ospedale, non le risse. Il 5 maggio vado all’incontro in Regione”

“Non faccio risse, faccio il nuovo ospedale”. Parola di Stefano Bandecchi. Il sindaco di Terni rompe il silenzio sull'Accordo di programma sul nuovo ospedale di Terni e sceglie la via del confronto istituzionale, seppur duro e serrato. “Non mi interessa fare polemiche con la presidente Stefania Proietti – chiarisce – mi interessa realizzare il nuovo ospedale di Terni, perché questo è l’interesse della città e dell’intera provincia”.

Un messaggio secco, pensato per ribaltare la narrazione che ieri è circolata sui media, anche se dal tono dei due comunicati contrapposti di Comune e Regione emergeva netta la sensazione che l'Accordo di programma si farà. Le divergenze, semmai, sono sulle competenze e sulle modalità operative di costituzione dello strumento, più che sull'obiettivo finale. Proprio come aveva anticipato Tag24 Umbria

Il primo cittadino, insomma, non vuole alimentare scontri. Vuole cantieri. E il 5 maggio sarà in Regione Umbria al tavolo convocato dalla presidente. “Non mi metto a formalizzare sulle competenze – dice – voglio confrontarmi sulle risorse, i tempi, i risultati.

L'offensiva del sindaco Bandecchi: "Dalla Regione nessun passo avanti sull'ospedale nuovo" 

stefano bandecchi

Bandecchi non usa giri di parole nemmeno quando attacca. “La presidente Proietti è in carica da novembre 2024 – ricorda – e da allora non è stato fatto nessun passo in avanti”. Poi l’affondo sui costi: “Siamo passati dai 300 milioni ipotizzati durante la giunta Tesei a più del doppio. Io sono convinto che si possa fare il nuovo ospedale con una cifra ragionevole”. E sul piano di localizzazione voluto dalla Regione: “tempo e soldi sprecati, perché non localizza un bel niente e lascia tutte le ipotesi apertissime”. Il sindaco offre anche una soluzione operativa: il Comune di Terni è pronto a fare da stazione appaltante“Noi abbiamo le qualifiche che l’azienda ospedaliera ternana non ha – spiega – quindi l’opportunità”.

La nota diffusa dal Comune di Terni rilancia la posizione del sindaco. "Oggi non ho alcuna intenzione di rispondere alla nota, piena di imprecisioni,  di ieri sera della presidente Proietti. La ricostruzione della giornata di giovedì l’ho già fatta in un comunicato che cita in maniera puntuale stralci e argomentazioni della stessa presidente e mette nero su bianco testimoni e presenti. Non sono stato io a decidere di disertare la riunione propedeutica all’accordo di programma, strumento normativo essenziale – come riconosciuto dalla stessa regione -  per arrivare alla nuova struttura"

E oggi Bandecchi stesso conferma: il 5 maggio si siederà al tavolo. La macchina amministrativa, insomma, è pronta a mettersi in moto. La forma è ancora tutta da scrivere, ma la sostanza – l'Accordo di programma per il nuovo ospedale di Terni – è ormai un obiettivo dichiarato e condiviso.

Ieri a Palazzo Spada la prima mossa: la conferenza “zoppa” che ha rotto gli indugi

conferenza accordo di programma ospedale

Proprio ieri, 9 aprile, si era consumato il braccio di ferro, che è politico più che amministrativo. In mattinata, Bandecchi aveva convocato a Palazzo Spada la conferenza propedeutica all’Accordo di programma. Al tavolo, oltre al sindaco e all’assessore Sergio Anibaldi, i tecnici comunali: il capo di gabinetto Aldo Bernocco, il direttore generale Claudio Carbone e il dirigente Piero Giorgini. Assente senza giustificazioni la Usl Umbria 2. Ma a sorpresa era arrivato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa MariaAndrea Casciari, accompagnato dai suoi tecnici. Con una precisazione: partecipava “soltanto in qualità di uditore”, dopo una consultazione telefonica con la presidente Proietti. Un distinguo che non ha scalfito la determinazione di Bandecchi, che ha comunque letto la presenza di Casciari come un implicito riconoscimento dell’importanza del momento.

Dalla Regione, intanto, era arrivata una nota gelida: la convocazione del sindaco era “priva di fondamento giuridico”, perché “soltanto la Regione per la programmazione di un ospedale può attivare un percorso che porta a un Accordo di programma”. Ma nella stessa nota, Palazzo Donini fissava già l’appuntamento del 5 maggio. La mossa di Bandecchi, insomma, aveva ottenuto un risultato concreto: rompere l’immobilismo e portare la Regione a a un tavolo comune. Ora la parola passa al 5 maggio. E lì, come promette il sindaco, non si parlerà di risse. Si parlerà di cantieri.

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Federico Zacaglioni
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