03 Apr, 2025 - 22:30

Tre fendenti al collo: cosa rivela davvero l’autopsia sul corpo di Ilaria Sula

Tre fendenti al collo: cosa rivela davvero l’autopsia sul corpo di Ilaria Sula

Tre fendenti al collo. Così è morta Ilaria Sula, 22 anni, studentessa universitaria, uccisa con una ferocia che lascia sgomenti. Il corpo senza vita, secondo quanto riferito dagli inquirenti, è stato rinchiuso in una valigia e abbandonato in un burrone nel territorio di Poli.

L’autopsia, eseguita presso l’istituto di medicina legale della Sapienza, ha confermato che le coltellate hanno causato un'emorragia talmente violenta da non lasciarle scampo. Ma c’è ancora un punto interrogativo, grande come una casa, sull’orario esatto in cui è avvenuto il delitto: serviranno ulteriori analisi per stabilirlo. Nel frattempo, la Procura continua a mettere insieme i tasselli di una vicenda che mostra tratti sempre più inquietanti.

L'appartamento al centro dell'indagine

L’aggressione sarebbe avvenuta in un seminterrato nel quartiere Africano, dove il ragazzo vive con mamma e papà. E proprio su di loro si concentra adesso l’attenzione degli investigatori. Perché erano in casa quando Ilaria è stata uccisa. Lo hanno ammesso durante un interrogatorio, ma dicono di non aver sentito nulla. Un dettaglio che lascia perplessi. L’appartamento ha tre stanze, il corpo della ragazza sarebbe rimasto lì, tra quelle mura, per oltre venti ore. Possibile che non si siano accorti di nulla? Gli inquirenti vogliono capire se la coppia abbia aiutato il figlio a cancellare le tracce o addirittura a disfarsi del cadavere. Per ora non sono iscritti nel registro degli indagati, ma la loro posizione è tutt’altro che secondaria.

Il vuoto temporale di quasi un giorno

È la sera del 25 marzo. Ilaria manda un messaggio vocale alle sue amiche: è l’ultimo segno di vita. Poi, il buio. Passano ventidue ore. E alle 18 del giorno successivo, un autovelox inquadra un’auto: è quella del ragazzo che ha confessato l’omicidio. Il veicolo viene ripreso a circa cinquecento metri dal burrone dove verrà ritrovata la valigia con il corpo. Ma chi c’era a bordo? L’immagine non lo rivela. E qui arriva il dettaglio inquietante: il cadavere sarebbe rimasto in casa per oltre venti ore. Una casa di tre stanze. Con due genitori presenti. Possibile che nessuno si sia accorto di nulla? E ancora: perché Ilaria è andata da lui? Le ipotesi parlano di un invito improvviso, forse una trappola. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire ogni minuto di quel vuoto che, oggi, pesa come un macigno.

Le indagini sulla scena del crimine

Tracce di sangue. Sui muri, sul pavimento, in quella che sarebbe la stanza dell’orrore. È lì che, secondo le ricostruzioni, Ilaria sarebbe stata colpita a morte. Il suo corpo, già privo di vita, sarebbe stato infilato in una valigia. Una valigia trascinata fuori dall’appartamento e caricata in macchina, per poi essere abbandonata in un burrone. Ma c’è di più. La scientifica ha passato al setaccio l’auto e ha ripetuto i rilievi nell’abitazione, ancora sotto sequestro. Due coltelli: uno pulito, l’altro ancora sotto esame. Ma l’indagato dice che l’arma l’ha buttata in un cassonetto. Verità? Bugia? Troppe cose non tornano. E adesso si valuta anche l’aggravante della crudeltà, oltre a quella della premeditazione. Perché quello che è successo in quella stanza potrebbe non essere stato un raptus, ma qualcosa di pensato. Con lucidità e violenza.

Telefoni, chat e messaggi ingannevoli

Dopo l’omicidio, il ragazzo prende il cellulare di Ilaria e inizia a scrivere. Non per chiedere aiuto, ma per fingersi lei. Messaggi pubblicati sui suoi profili social, per far credere che fosse ancora viva. "Sto bene, grazie a tutti", scrive. Una mossa per depistare, per prendere tempo. Ma gli inquirenti lo sanno: dietro quei messaggi c’era già il silenzio della morte. Ora gli investigatori stanno analizzando ogni chat, ogni conversazione, ogni spostamento. Vogliono capire se il ragazzo abbia agito da solo o se qualcuno lo abbia aiutato. A pulire. A nascondere. A mentire. E c’è un altro dettaglio che fa riflettere: Ilaria, da mesi, non veniva più vista in quella casa. L’incontro tra i due non sembra frutto del caso. Forse era stato organizzato. Forse era una trappola.

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Francesca Secci
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