Paura nel primo pomeriggio di ieri, intorno alle 15.30, lungo la ss 209 all’altezza dell’area commerciale delle Cascate delle Marmore, dove un’auto si è capovolta autonomamente finendo ruote all’aria.
Alla guida del veicolo c’era un uomo ultraottantenne, che – secondo una prima ricostruzione – potrebbe aver perso il controllo del mezzo a causa di una distrazione o di un malore improvviso, ipotesi compatibili con l’età avanzata ma che dovranno essere confermate dagli accertamenti.
L’incidente non ha coinvolto altri veicoli, ma la scena ha richiamato l’attenzione di numerosi passanti e automobilisti in transito.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a estrarre l’uomo dall’abitacolo utilizzando le attrezzature di pronto soccorso in dotazione, tra cui la tavola spinale, per immobilizzare il conducente ed evitare ulteriori traumi.
Presenti anche la polizia locale, per i rilievi del caso e la gestione della viabilità, e un’ambulanza del 118, che ha preso in carico l’uomo per le prime cure.
Al momento non si conoscono le condizioni sanitarie del conducente. Non risultano coinvolti altri feriti.
La dinamica esatta dell’incidente è in fase di accertamento. L’auto si sarebbe ribaltata dopo una perdita di controllo improvvisa, senza segni evidenti di collisione con altri mezzi o ostacoli.
Tra le ipotesi al vaglio:
distrazione alla guida,
calo di attenzione,
malore improvviso.
Elementi che, soprattutto in età molto avanzata, rappresentano fattori di rischio noti.
L’episodio riaccende il dibattito, mai semplice e mai ideologico, sul tema della sicurezza stradale legata all’età avanzata. Non si tratta di criminalizzare gli anziani, ma di prendere atto che riflessi, vista, tempi di reazione e capacità di valutazione possono ridursi con il passare degli anni.
“Guidare è un diritto, ma anche una responsabilità verso sé stessi e verso gli altri”, ricordano spesso gli esperti di sicurezza stradale.
Il punto non è l’età anagrafica in sé, ma la condizione psicofisica reale.
In Italia, la normativa è già molto stringente per gli over 80. La patente di guida deve essere rinnovata ogni due anni, anziché ogni cinque o dieci come per le fasce d’età inferiori.
Il rinnovo prevede:
visita medica obbligatoria,
valutazione della vista,
controllo dei riflessi,
verifica delle condizioni neurologiche e cognitive,
eventuale richiesta di documentazione specialistica (cardiologica, neurologica, diabetologica, ecc.).
In presenza di patologie, il medico può:
ridurre la durata della validità,
imporre limitazioni (es. guida solo di giorno),
oppure non rilasciare l’idoneità.

Per gli ultraottantenni, soprattutto in presenza di patologie croniche, il rinnovo spesso passa attraverso la Commissione Medica Locale (CML), composta da medici specialisti.
La Commissione valuta:
capacità cognitive,
coordinazione motoria,
stato di vigilanza,
eventuali deficit sensoriali.
Un passaggio che, se da un lato è più complesso, dall’altro rappresenta una garanzia di tutela per il conducente e per la collettività.
È importante chiarire un punto: non si tratta di togliere diritti agli anziani, ma di prevenire situazioni potenzialmente drammatiche. Incidenti come quello avvenuto davanti alll'area Cascate delle Marmore mostrano quanto sia sottile il confine tra autonomia e pericolo.
“Meglio una patente in meno che una vita in meno” – è una frase dura, ma spesso utilizzata nelle campagne di prevenzione.
La vera sfida è trovare l’equilibrio tra:
dignità e indipendenza della persona anziana,
sicurezza stradale e tutela degli altri utenti della strada.
In Umbria, come in gran parte d’Italia, la popolazione è sempre più anziana. In molte aree interne e periferiche, l’auto è spesso l’unico mezzo di autonomia reale per fare la spesa, andare dal medico, mantenere una vita sociale.
Per questo, il tema del rinnovo patente non può essere affrontato solo in chiave repressiva. Serve anche:
potenziamento del trasporto pubblico locale,
servizi di mobilità assistita,
reti di supporto per chi perde l’idoneità alla guida.
L’incidente di Terni, fortunatamente senza esiti noti al momento, è motivo di allarme. Non per alimentare paure, ma per richiamare tutti – istituzioni, famiglie, cittadini – a una riflessione seria.
La sicurezza stradale non è mai un tema astratto. È fatta di persone, età, fragilità, responsabilità.
E ogni auto che si ribalta ci ricorda che prevenire è sempre meglio che raccontare.