Il conto alla rovescia scadrà il prossimo 10 luglio, giorno in cui si aprirà l'asta al rilancio per l'acquisizione del marchio storico e dei beni mobili della defunta Ternana Calcio. Ma la partita attorno al simbolo del club rossoverde si sta già giocando sul terreno ben più scivoloso della politica cittadina e delle aule giudiziarie. Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha rotto gli indugi annunciando una totale discesa in campo finanziaria per blindare l'identità della neonata Nuova Ternana 1925.
Una reazione d'orgoglio nata in risposta al duro ostruzionismo di una parte della tifoseria organizzata - guidata dal Collettivo Curva Est - e ai tentativi condotti nell'ombra da soggetti terzi per sottrarre il brand alla nuova società. Sullo sfondo resta il peso delle recenti indagini giudiziarie che hanno coinvolto il primo cittadino, il quale rivendica la bontà dell'operazione di fusione con l'Orvietana e lancia una sfida aperta ai suoi detrattori, promettendo di mettere sul piatto tutta la propria potenza economica per impedire a chiunque altro di fregiarsi del simbolo.
La vicenda si inserisce in un clima di profonda tensione istituzionale e sportiva. Attraverso un videomessaggio diffuso sui propri canali social, il sindaco Stefano Bandecchi ha risposto duramente alla petizione popolare che ha raccolto oltre duemila firme contro il progetto di fusione tra l'Orvietana e la Futsal Ternana. Il primo cittadino ha respinto l'ostruzionismo, legando il dissenso interno a dinamiche politiche e ai recenti sviluppi giudiziari che lo riguardano, manifestando l'intenzione di mantenere una presenza solida all'interno della compagine societaria fino alla definizione dei rapporti con Franco Fedeli, destinato a rilevare le quote societarie e a diventare presidente del nuovo sodalizio.
Nelle sue dichiarazioni, Bandecchi ha usato toni perentori per blindare la sua permanenza nel club e l'acquisizione dei vecchi beni d'impresa: “Volevo dire al Collettivo Curva Est che hanno fatto i conti sempre senza l'oste. Vedete voi insieme a quelli che hanno firmato quella petizione,non so siete legati con tutti i partiti di sinistra con la magistratura o con chi volete voi. Non me ne può fregare di meno. Ora sappiate che io resterò nella Ternana con la quota sufficiente per mandarvi a quel paese tutti i giorni. È un fattore di principio: il 10 comprerò io quel marchio. Sarà una bella gara il 10 luglio: presentatevi signori perché vi porterò via tutto e quel marchio lo cremerò con me quando morirò, starà nella mia cassa e fino a quel giorno tutto ciò che ha fatto la Ternana negli ultimi cento anni sarà mio e lo darò solo alle persone intelligenti, non certo al Collettivo Curva Est e a quattro scappati di casa”.
La frattura all'interno della tifoseria resta netta e profonda. Dall'altro lato della barricata si posiziona il Collettivo Curva Est, promotore di una raccolta firme che ha trovato l'adesione di 2.030 cittadini. L'obiettivo della petizione, indirizzata ai massimi organismi sportivi e istituzionali - tra cui FIGC, CONI, Ministero dello Sport, Ministero dell'Interno e il Prefetto - è il blocco formale di un'operazione considerata distante dalle tradizioni calcistiche e dall'etica dello sport locale.
Il Collettivo ha voluto precisare la natura democratica della propria iniziativa, rigettando qualsiasi collegamento con le inchieste della Guardia di Finanza e rispondendo alle accuse di discredito: “In riferimento ai fatti che abbiamo letto ieri nelle cronache dei giornali, ci teniamo a precisare come il testo della nostra raccolta firme contro la fusione tra Orvietana e Futsal Ternana non contenga né riferimenti a personaggi specifici, né citazioni a frane avvenute su strade che facciamo addirittura fatica a localizzare geograficamente. Piuttosto, la petizione chiedeva alla FIGC il rigetto di un'operazione che è lontana anni luce dai principi di calcio etico e popolare in cui ci riconosciamo, ciò nel respect della dignità delle due comunità coinvolte e delle rispettive storie sportive. Non accettiamo che due soggetti privati possano decidere il futuro di Ternana e Orvietana senza una consultazione preliminare con la gente e con le amministrazioni interessate. Tanto per intenderci: non siamo certo noi che abbiamo mandato la GDF. Non sarebbe peraltro nel nostro stile chiedere l'intervento delle forze dell'ordine".
I rappresentanti del gruppo hanno espresso forti critiche verso le recenti posizioni politiche del sindaco, annunciando comunque l'intenzione di vigilare sulle procedure e di invitare i propri membri a sottoscrivere le quote dell'azionariato popolare per garantire la trasparenza del nuovo corso.
A fare da contrappeso alla contestazione della Curva Est si sono mossi altri settori della tifoseria e comitati civici, decisi a difendere la continuità del calcio cittadino. Il gruppo Eterna la Luce, Eterna la Ternana e il Comitato Cittadino Fare Per Terni sono intervenuti pubblicamente per isolare la protesta, qualificandola come una manovra di minoranza alimentata da risentimenti politici e personali contro la figura del primo cittadino, sottolineando come l'accordo di cessione dell'Orvietana sia già stato formalmente siglato.
Secondo questi gruppi, la fusione rappresenta l'unica strada concreta per evitare la scomparsa del calcio a Terni, permettendo una ripartenza immediata dal campionato di Serie D ed evitando il vuoto sportivo. I sostenitori del progetto evidenziano come operazioni simili siano frequenti nel panorama calcistico nazionale, citando il precedente del Brescia con la Feralpisalò, e contestano il silenzio che per anni ha circondato le difficoltà economiche dell'Orvietana, il cui patron Biagioli cercava da tempo sostegni per la sopravvivenza del club. La critica viene estesa anche alle forze politiche che hanno portato la vicenda in Parlamento tramite interrogazioni ministeriali, giudicate come un ostruzionismo ideologico che rischia di danneggiare il patrimonio sportivo della città. Per questo motivo, è stato rivolto un appello formale al Centro Coordinamento Ternana Clubs e alla Curva Nord affinché contribuiscano a riportare serenità e unità nell'ambiente rossoverde.
L'orizzonte societario della Nuova Ternana 1925 prevede nel breve periodo importanti cambiamenti al vertice. La governance del club non rimarrà interamente legata alla figura del sindaco, ma vedrà l'ingresso imminente dell'imprenditore Fedeli in veste di socio di maggioranza e presidente. Una transizione programmata che, nelle intenzioni dei protagonisti, dovrebbe scindere le vicende strettamente agonistiche dalle accese dinamiche politiche che stanno consumando la città.
Tuttavia, la tensione resta altissima e le posizioni rimangono difficilmente conciliabili. Se da un lato la maggioranza della piazza spinge per tutelare la categoria e la sopravvivenza della squadra oltre ogni orientamento ideologico, dall'altro la frangia più critica verso Bandecchi legata alla Curva Est promette ancora contestazioni a oltranza. La chiosa finale di Bandecchi sigilla un muro contro muro destinato a protrarsi ben oltre la scadenza del bando: “Organizzate sempre le feste senza l'oste. Io ve l'ho già detto signori avete sbagliato indirizzo. Peccato, peccato che non siamo in Ucraina (riferendosi alla resistenza contro la Russia, che Bandecchi continua a considerare comunista, ndr)”.